Scritto: Giovedì, 02 Gennaio 2020 20:19 Ultima modifica: Domenica, 05 Gennaio 2020 07:36

I progressi di Artemis nel 2019, guardando al 2020.


 Artemis, il nuovo programma di ritorno dell'umanità sulla Luna della NASA, ha compiuto, nel corso dell'anno appena trascorso, passi importanti e decisivi per il raggiungimento dell'obiettivo di riportare gli astronauti sul nostro satellite naturale entro il 2024 e stabilire una presenza sostenibile dal 2028.

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Artemis il programma NASA per il ritorno umano sulla Luna. Artemis il programma NASA per il ritorno umano sulla Luna. Credit: NASA

Artemis, come la NASA ha ufficialmente ribattezzato il nuovo programma di esplorazione lunare abitato, è, nella mitologia greca, la dea della Luna e sorella gemella di Apollo e questa scelta, evidentemente, vuole rievocare i fasti dei primi allunaggi. 

Il programma Artemis si poggia su sei cardini principali che sono in corso di validazione e definizione:  

  • Exploration Ground System, una serie di strutture a Terra che sono necessarie per il lancio.
  • Space Launch System, il più potente razzo al mondo.
  • Orion, il modulo di comando abitato realizzato per i voli nello spazio profondo.
  • Gateway, l'avamposto abitato in orbita lunare.
  • Lander Lunari, i moderni moduli di atterraggio lunare abitati.
  • Artemis Generation Spacesuits, le tute spaziali per la superficie lunare ideate per permettere una maggiore mobilità

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Il test di aborto al lancio compiuto per la capsula Orion.Credit: NASA

  Ecco i fatti salienti compiuti nel 2019 per lo sviluppo del razzo SLS (Space Launch System) e della capsula Orion: 

  • La NASA ha dimostrato, il 2 luglio, che il sistema di aborto al lancio di Orion è perfettamente in grado di allontanare la capsula nel caso di un'emergenza che avvenga durante il lancio, portando così al sicuro gli astronauti. 
  • E' stato completamente assemblato il veicolo spaziale per la prima missione, Artemis 1. Ora quel veicolo, comprensivo del modulo di servizio realizzato dall'Europa, si trova presso il centro spaziale di Plum Brook Station a Sandusky, in Ohio, dove, nel corso di quattro mesi, verrà sottoposto all'ambiente estremo simulato dello spazio. Una volta terminati questi test, se tutto andrà come previsto, il veicolo ritornerà al Kennedy Space Center della NASA, in Florida, per essere preparato al lancio.
  • Il razzo SLS destinato alla prima missione Artemis è nelle fasi finali di completamento. I due booster a propellente solido sono stati montati e lo stadio principale, Core Stage, terminato. Ora il Core Stage verrà inviato al Centro Stennis della NASA, a Bay St. Luis, Mississippi, per un test di accensione dei quattro motori RS-25, prima di tornare al KSC ed essere unito ad Orion.

 

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Il Core Stage finito per Artemis I.Credit: NASA

  • Lo stadio superiore di SLS per Artemis I, lo Interim Cryogenic Propulsion Stage, derivato da quello utilizzato sui vettori Delta IV, si trova già dal 2017 completo ed immagazzinato presso uno speciale hangar del KSC in attesa del montaggio sul Core Stage.
  • Le squadre del Kennedy hanno eseguito una serie di prove di flusso dell'acqua del sistema di soppressione delle onde sonore al pad di lancio e testato il passaggio dei vari condotti di propellente attraverso le strutture della rampa. Il Sound Suppression System ha lo scopo di smorzare il rumore e le vibrazioni indotte al momento dell'accensione dei motori di SLS, evitando la distruzione della rampa e del razzo stesso. Al momento del rilascio dell'acqua saranno circa un milione e 700 mila litri di acqua a fluire sul pad.

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Il test del sistema di rilascio di acqua per la soppressione delle onde sonore al lancio sulla rampa 39B del KSC. Credit: NASA

  • Il team di -lancio al Kennedy ha tenuto la prima simulazione formale per Artemis 1, ed i controllori di volo presso il Johnson Space Center della NASA di Houston, in Texas, hanno simulato parte del volo, senza equipaggio, di Orion verso la Luna. 

 Inoltre è iniziata la costruzione delle parti per Artemis II, il primo volo di SLS/Orion con a bordo astronauti. I tecnici della NASA e della Northrop Grumman hanno infatti completato i dieci segmenti che comporranno i due booster per quella missione e sono in corso di realizzazione i serbatoi per il primo stadio.

 Lo sviluppo dei punti cardine dell'architettura lunare NASA ha inoltre visto nel 2019:

  • L'assegnazione del contratto per il primo elemento del Gateway, che fornirà energia, propulsione e comunicazioni all'avamposto lunare, alla Maxar Technologies, formerly SSL, di Westminster, Colorado. Il nuovo programma Gateway ha sede centrale presso il JSC.
  • La NASA ha presentato il design delle tute spaziali per la missione Artemis III, che prevede il ritorno degli astronauti sulla superficie lunare. L'agenzia sta inoltre coinvolgendo le industrie del settore per idee sulla produzione di quelle necessarie nelle missioni successive.
  • L'agenzia ha annunciato il 16 agosto che sarà il Marshall Space Center di Huntsville, in Alabama, a gestire il nuovo Human Landing System Program ed ha chiesto alle compagnie aerospaziali nazionali di progettare, sviluppare e far volare un modulo di atterraggio lunare abitato. 

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La presentazione delle tute per Artemis III e quella per il lancio e rientro. Credit: NASA/Joel Kowsky

 Infine, il 16 dicembre è stato approvato il bilancio NASA 2020 dove sono stati stanziati tutti i finanziamenti richiesti per il programma lunare con l'obiettivo 2024.

 Il prossimo anno sarà cruciale per le varie fasi del programma e, soprattutto, per verificare se la data del 2024 come ritorno sulla superficie lunare è realistica o meno. Ma nel 2020 si attende soprattutto, entro la fine dell'anno se non vi saranno rinvii, il volo Artemis I. Si tratterà del primo volo del sistema di lancio completo SLS con capsula Orion, senza equipaggio, ma perfettamente funzionante, compresi tutti i sistemi vitali per gli astronauti. La sua missione durerà tre settimane e vedrà la capsula volare oltre la Luna testando così al massimo il suo funzionamento nello spazio profondo.

 Ma il nodo principale di Artemis rimane il veicolo di atterraggio lunare. Alcune compagnie (Boeing e Blue Origin, quest'ultima in team con Lockheed Martin, Northrop Grumman e Draper) si sono fatte avanti presentando dei progetti e vedremo a chi la NASA affiderà il compito. Intanto sono stati richiesti ad ESA anche i moduli di servizio di Orion per le missioni 3 e 4. Se, come ovvio, la missione 2 (orbitale) e la 3 (allunaggio) saranno svolte soltanto da astronauti NASA, vi è la speranza che, dalla missione 4, si possa vedere anche un astronauta europeo e, perché no, magari italiano, mettere piede sulla Luna!

 

Fonti:

NASA:https://www.nasa.gov/feature/end-of-year-brings-nasa-closer-to-artemis-launches

https://www.nasa.gov/press-release/space-launch-system-s-sound-suppression-system-final-test-at-kennedy

https://www.nasa.gov/exploration/systems/sls/artemis-day-marks-sls-core-stage-milestone.html

 Space.com:https://www.space.com/boeing-human-moon-lander-concept-nasa-artemis.html

 

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Read 1037 times Ultima modifica Domenica, 05 Gennaio 2020 07:36
Massimo Martini

Sono appassionato di astronomia e di astronautica fin da quella notte del luglio 1969 quando, a poco più di sei anni, vidi i primi uomini mettere piede sulla Luna. La passione è cresciuta con gli anni e, sebbene non si sia trasformata in attività lavorativa, sono diventato un grande appassionato. Nel 1992, in pieno viaggio di Nozze, sono riuscito a trascinare persino la mia dolce metà al Kennedy Space
Center per vedere il lancio del primo italiano nello spazio. Dal 2000 al 2017 ho realizzato e curato il sito astronautica.us che è stato sempre aggiornato ed il più possibile affidabile nelle informazioni. Purtroppo, per motivi personali sono stato costretto a chiudere il sito nel luglio 2017.
Sono stato, assieme a mia moglie, uno dei responsabili delle prime tre edizioni della convention ‘Astronauticon’, che hanno visto anche la presenza di ospiti illustri nel campo astronautico. Al momento collaboro saltuariamente con alcune riviste cartacee del settore, ho una rubrica fissa astronomica sul magazine locale 'Quello che c'è' ed attivamente con il sito aliveUniverse.today.

www.astronautica.us | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

4 commenti

  • Comment Link Massimo Martini Domenica, 05 Gennaio 2020 02:09 posted by Massimo Martini

    Concordo con te Marco. Purtroppo l'Europa è sempre stata miope per un proprio accesso abitato allo spazio, anche se ha, indiscutibilmente, le tecnologie necessarie. Dopo il programma della mini-navetta Hermes degli anni 80/90 più nulla è stato tentato in questa direzione. Ora che anche Cina, e ben presto India, hanno questa possibilità l'Europa continua a 'elemosinare' dagli USA (bè dal 2011 in verità dalla Russia!) i seggiolini per arrivare in orbita.
    E' un vero peccato dover dipendere dagli altri... anche perché, ad ogni cambio di Amministrazione USA il vento gira da una parte all'altra... Luna, no Marte, di nuovo Luna... e passano i decenni sprecando risorse e dovendo ricominciare tutto da capo.

  • Comment Link Marco Di Lorenzo (DILO) Sabato, 04 Gennaio 2020 23:49 posted by Marco Di Lorenzo (DILO)

    Grazie per il chiarimento, Massimo. Dunque tutto piuttosto vago per ora, del resto le incertezze sono legate alle disponibilità finanziarie della NASA che potrebbero cambiare di anno in anno, soprattutto alla fine del mandato Trump... Certo, sarebbe un peccato se, dopo tanti sforzi e speranze, tutto venisse abbandonato a metà! Da questo punto di vista, sicuramente l'Europa è più affidabile sul lungo termine e forse dovremmo cominciare a pensare ad un programma lunare tutto nostro invece che mendicare un passaggio (tutto da verificare) agli americani! In altri settori, l'Europa ha dimostrato di saper fare meglio e più in grande (vedi LHC).

  • Comment Link Massimo Martini Sabato, 04 Gennaio 2020 19:36 posted by Massimo Martini

    Grazie Marco,
    cerco di risponderti, per quanto è dato da sapere finora...
    La NASA vorrebbe utilizzare una versione 'minimalista' del Gateway per il 2024 (Modulo potenza, piccolo Habitat e modulo docking). In quella data ci dovrebbe essere (il condizionale è d'obbligo) la missione sulla superficie. In seguito, altri moduli sul Gateway e, possibilmente, un lander riutilizzabile il più possibile.
    Invece, per il momento, non si parla di basi permanenti sulla superficie, anche se l'ESA (soprattutto il suo direttore Werner) vedrebbe di buon occhio un avamposto realizzato internazionalmente.
    Comunque, mio parere personale e spero di sbagliarmi, tutto il programma è, a parte le prime due missioni, ancora molto vago e non solo per noi appassionati...

  • Comment Link Marco Di Lorenzo (DILO) Sabato, 04 Gennaio 2020 12:03 posted by Marco Di Lorenzo (DILO)

    Ottimo articolo, Massimo!
    Mi sembra di capire che il Gateway arriverà solo dopo le prime tre missioni Artemis, è a quello che ti riferisci quando dici "presenza sostenibile dal 2028" oppure stai parlando di basi permanenti sulla superficie lunare?
    Marco

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