Scritto: Lunedì, 30 Settembre 2019 21:50 Ultima modifica: Martedì, 01 Ottobre 2019 01:40

Una ISS affollata


Con l'arrivo di un nuovo equipaggio alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) per alcuni giorni saranno ben nove gli astronauti a bordo dell'avamposto orbitale. E il 2 ottobre il comando passa al nostro Luca Parmitano.

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I nove membri dell'equipaggio a bordo della ISS durante il primo collegamento video con la Terra. I nove membri dell'equipaggio a bordo della ISS durante il primo collegamento video con la Terra. Credit: NASA/TV

 Il 25 settembre un razzo russo Sojuz-FG con a bordo il Comandante russo Oleg Ivanovič Skripočka, l'astronauta NASA Jessica Meir ed il primo astronauta degli Emirati Arabi, Hazzaa Ali Almansoori è decollato mercoledì dal Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakistan. Il decollo è avvenuto regolarmente alle 18:57 locali (le 15:57 italiane) e, dopo quattro orbite il veicolo spaziale Sojuz MS-15/61S ha raggiunto la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) ed ha eseguito un perfetto attracco automatico al boccaporto anteriore del modulo russo Zvezda alle 21:42 italiane.

 A bordo dell'avamposto orbitale l'equipaggio di Spedizione 60, composto dal Comandante russo Aleksej Ovčinin dal collega cosmonauta Alexander Skvortsov, dagli astronauti NASA Christina Koch, Nick Hague ed Andrew Morgan e dall'astronauta italiano dell'ESA Luca Parmitano, hanno dato il benvenuto a bordo al nuovo trio. Era dal settembre 2015, che a bordo della ISS non si avevano, contemporaneamente, nove membri dell'equipaggio, per sette giorni durante la missione di un anno degli astronauti Scott Kelly e Mikhail Kornienko.

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Il lancio della Sojuz MS-12. Credit: NASA/Bill Ingalls

 Dopo i saluti di rito ed il collegamento con i parenti al centro controllo di Mosca, l'equipaggio ha iniziato a prepararsi per i prossimi, intensi giorni che li attendono, fra l'arrivo di un veicolo cargo giapponese, la partenza dell'equipaggio della Soyuz MS-12 e le passeggiate spaziali per il cambio delle batterie. Meir e Skripočka trascorreranno oltre sei mesi sulla stazione mentre la missione di Almansoori durerà soltanto otto giorni come partecipante al volo spaziale sotto un contratto intergovernativo fra gli Emirati Arabi e la Roscosmos che prevede il rientro sulla Terra giovedì 3 ottobre, a bordo della Soyuz MS-12 assieme a Hague ed Ovčinin, che avranno trascorso oltre 200 giorni nello spazio.

 Sabato 28, alle 11:12 GMT (le 13:12 italiane) un veicolo cargo automatico giapponese HTV-8, è stato catturato dal braccio robotico Canadarm2 della stazione, guidato da Koch. Il veicolo cargo era stato lanciato quattro giorni prima per mezzo di un razzo H2-B dal centro spaziale Tanegashima, in Giappone. Nel corso della giornata il veicolo è stato ormeggiato al boccaporto inferiore del modulo Harmony.

 A bordo del veicolo cargo una serie di batterie di ricambio per il sistema ad energia solare della stazione ed attrezzature per la riparazione del rilevatore di raggi cosmici AMS-02. Questo strumento, portato sulla ISS durante il penultimo volo Shuttle (STS-134) nel 2011, non era progettato per essere riparato nello spazio dagli astronauti e la NASA dichiara che si tratterà della più complessa operazione in attività extra-veicolare fin dai tempi della manutenzione del Telescopio Spaziale Hubble. Le passeggiate spaziali per la riparazione di AMS saranno tenute da Parmitano e Morgan.

 Il prossimo mese sono previste ben cinque attività extra-veicolari per sostituire le 12 vecchie batterie con sei più potenti agli ioni di litio che sono state trasportate nel vano di carico dell'HTV. Un'altra mezza dozzina di EVA sono pianificate fra novembre e dicembre per riparare AMS, una sequenza senza precedenti di attività che vedranno anche l'arrivo di diverse missioni cargo, un'altra passeggiata spaziale russa e la possibile visita di navi spaziali commerciali abitate costruite da Boeing e SpaceX.

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Il momento della cattura del veicolo giapponese HTV-8. Credit: NASA/TV

 Infatti, assieme all'arrivo di HTV-8 sabato, l'equipaggio attende l'arrivo di altre navi cargo e, probabilmente del nuovo veicolo spaziale della Boeing, il CST-100 Starliner per il tanto atteso primo volo senza equipaggio. Sia la Boeing che la SpaceX stanno realizzando veicoli spaziali abitati commerciali per mettere fine alla dipendenza della NASA dalle Sojuz russe. Purtroppo il programma ha subito una serie di carenze di finanziamenti e problemi tecnici e non è ancora chiaro quale delle due compagnie potranno far volare i primi astronauti verso l'avamposto orbitale.

 Questo è un problema cruciale per la NASA perché la Russia prevede di lanciare soltanto due Sojuz il prossimo anno, una a marzo ed una ad ottobre. Nell'assenza di navi spaziali americane, l'equipaggio della ISS dovrà essere ristretto da sei a tre membri dell'equipaggio il prossimo aprile, quando Skripochka, Meir e Morgan rientreranno sulla Terra. Il primo volo abitato di SpaceX, conosciuto come Demo-2, è in attesa di una data certa a causa di un'esplosione durante un test al suolo, avvenuto ad aprile, che ha completamente distrutto il veicolo precedente. La missione Demo-2, quando volerà, trasporterà due astronauti NASA verso la stazione per una missione di otto giorni. Invece il primo volo pilotato della Boeing, conosciuto come CFT, potrà durare sei mesi e questo è il volo sulla quale la NASA conta per mantenere a stazione operativa con l'equipaggio al completo fino a che una o entrambe le compagnie inizieranno i voli operativi per la rotazione degli equipaggi.

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La situazione dei veicoli spaziali in visita alla ISS dopo l'arrivo e l'ormeggio di HTV-8 Credit: NASA

Almansoori è il decimo 'Partecipante al Volo Spaziale' a visitare il complesso orbitale, ed il primo fin da Guy Laliberte nel 2009. “Questa missione è una grande pietra miliare, per me personalmente e per il mio Paese, gli Emirati Arabi Uniti, e per l'intera regione araba in generale,” Aveva dichiarato Almansoori durante un'intervista tenuta prima del volo. Egli è un pilota di caccia militari ed è sponsorizzato dal governo dell'EAU, ma, come i precedenti 'turisti spaziali' potrà trascorrere solo un breve soggiorno in orbita – otto giorni – prima di rientrare sulla Terra il 3 ottobre con Ovčinin ed Hague, che invece vi avranno trascorso una missione della durata di 202 giorni.

 Ovčinin, Hague e Koch erano partiti, a bordo della loro Sojuz MS-12/58S il 14 marzo scorso. La permanenza della Koch sulla stazione verrà estesa fino a febbraio 2020 e tornerà sulla Terra assieme a Skvortsov e Parmitano a bordo della Sojuz MS-13/59S dopo quasi un anno (328 giorni per la precisione) nello spazio. La Koch stabilirà quindi il nuovo record di permanenza in un singolo volo per una donna il 28 dicembre, superando Peggy Whitson che rimase 289 giorni sulla stazione.

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l'equipaggio di Sojuz MS-15 poco prima del decollo: dall'alto Meir, Almansoori e Skripochka. Credit: NASA/Bill Ingalls

 Il 2 ottobre si terrà la consueta cerimonia ufficiale del passaggio di consegne del comando della stazione da un equipaggio all'altro. In questo caso Ovčinin di Spedizione 60 passerà il comando al nostro astronauta Luca Parmitano che assumerà la guida, per la prima volta ad un italiano, della stazione spaziale per Spedizione 61.

 

Fonti:

NASA: https://www.nasa.gov/press-release/nasa-astronaut-jessica-meir-crewmates-arrive-safely-at-international-space-station

https://blogs.nasa.gov/spacestation/2019/09/28/japans-kounotori-spaceship-attached-to-station-2/

SpaceflightNow: https://spaceflightnow.com/2019/09/25/soyuz-ferries-three-crew-members-to-space-station/

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Read 83 times Ultima modifica Martedì, 01 Ottobre 2019 01:40
Massimo Martini

Sono appassionato di astronomia e di astronautica fin da quella notte del luglio 1969 quando, a poco più di sei anni, vidi i primi uomini mettere piede sulla Luna. La passione è cresciuta con gli anni e, sebbene non si sia trasformata in attività lavorativa, sono diventato un grande appassionato. Nel 1992, in pieno viaggio di Nozze, sono riuscito a trascinare persino la mia dolce metà al Kennedy Space
Center per vedere il lancio del primo italiano nello spazio. Dal 2000 al 2017 ho realizzato e curato il sito astronautica.us che è stato sempre aggiornato ed il più possibile affidabile nelle informazioni. Purtroppo, per motivi personali sono stato costretto a chiudere il sito nel luglio 2017.
Sono stato, assieme a mia moglie, uno dei responsabili delle prime tre edizioni della convention ‘Astronauticon’, che hanno visto anche la presenza di ospiti illustri nel campo astronautico. Al momento collaboro saltuariamente con alcune riviste cartacee del settore, ho una rubrica fissa astronomica sul magazine locale 'Quello che c'è' ed attivamente con il sito aliveUniverse.today.

www.astronautica.us | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
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