Il massimo avvicinamento è avvenuto stasera, alle 19:51:10 (ora italiana) a una distanza di 0.165896054632 au = 24817696.530 km dal centro del Sole, il che corrisponde a circa 24122200 km circa sopra la fotosfera. A meno di qualche centinaio di km, questa distanza è uguale a quelle dei due precedenti passaggi al perielio e questo era prevedibile dato che, dopo il "gravity assist" con Venere, negli ultimi 11 mesi la sonda non ha avuto altri spintoni gravitazionali né ha effettuato correzioni di rotta. Anche la velocità al perielio è quasi la stessa: 94.88675 km/s (285 m/s meno del secondo perielo e 67 m/s meno del primo). Tuttavia, le cose cambieranno presto perché, a fine anno (il giorno di Santo Stefano), ci sarà un nuovo incontro ravvicinato con Venere e l'orbita di Parker Solar Probe cambierà nettamente: il periodo di rivoluzione si accorcerà da 149,8 a 130 giorni e, soprattutto, la distanza al perielio passerà da 24,8 a 19,4 milioni di km. Altri cinque gravity assist venusiani (in media uno all'anno) serviranno a restringere ulteriormente l'orbita fino a meno di 7 milioni di km (10 raggi solari) dal centro della stella nel 2025; si tratta del 40% della distanza raggiunta in queste prime orbite.

 L'immagine in apertura mostra, a sinistra, le orbite compiute (in blu) e quelle da compiere (in verde) proiettate sul piano dell'eclittica; il Sole è il pallino rosso (in scala) e l'unità di misura è l'unità astronomica; le informazioni per realizzare il grafico, come anche le altre informazioni riportate nel testo, sono basate sulle effemeridi fornite dal sito ssd del JPL.  A destra, invece, un getto coronale ripreso da Parker durante il precedente perielio, lo scorso 8 Novembre; all'epoca la sonda si trovava a 27 milioni di km dalla superficie del Sole e l'oggetto luminoso è Mercurio (che appare anche replicato in negativo a causa della correzione sulla luminosità dello sfondo per sottrazione.

 La novità del passaggio al perielio attualmente in corso è che, forte dei successi nei passaggi precedenti, il team a Terra ha acceso i cinque strumenti di bordo prima e li farà lavorare per oltre il triplo del tempo, 35 giorni invece di 11. In termini di distanza dal Sole, questo significa iniziare le osservazioni a 0,45 unità astronomiche invece che a 0,25; per capirci, Parker osserverà il Sole fino a 67 milioni di km da esso, quasi la distanza di Mercurio all'afelio. Si spera così di seguire meglio l'evoluzione del vento solare a queste distanze. 

La NASA ha fatto sapere che i dati relativi ai primi due passaggi al perielio saranno resi pubblici entro quest'anno.


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