Scritto: Martedì, 27 Agosto 2019 11:29 Ultima modifica: Venerdì, 30 Agosto 2019 12:12

La Luna di Chandayaan-2 (in definizione 4K)


Pubblicate nuove immagini della sonda indiana in alta risoluzione, riprese da un'orbita lunare ancora provvisoria e allungata; stanotte, nuova manovra correttiva.

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La zona del Polo Nord lunare vista dal sensore Nadir della TMC, lo scorso 23 agosto. Rispetto all'originale, il rumore sistematico del sensore è stato in buona parte rimosso. La zona del Polo Nord lunare vista dal sensore Nadir della TMC, lo scorso 23 agosto. Rispetto all'originale, il rumore sistematico del sensore è stato in buona parte rimosso. Credits: TMC-2/Chandrayaan-2/ISRO - Processing: Marco Di Lorenzo

 Aggiornamento del 28 agosto: stanotte, quando in Italia erano le 3:34, Chandrayaan-2 ha effettuato il suo la terza manovra orbitale, durata quasi 20 minuti e che ha innalzato il perilunio a 179 km abbassando l'apolunio a 1412 km, come previsto. Il veicolo è in condizioni normali e la prossima manovra è prevista per dopodomani.

 Ieri l'agenzia spaziale nazionale ISRO ha mostrato nuove immagini riprese dalla sonda lanciata più di un mese fa e che, da una settimana, gira attorno alla Luna su delle orbite provvisorie destinate a divenire presto circolari. 

 La prima immagine, proposta in apertura, è stata scattata alle 21:42 GMT di venerdi scorso, quando la sonda era a 4375 km di altezza (dunque in prossimità del punto più alto dell'orbita). La regione inquadrata è quella del polo nord lunare ed è possibile riconoscere, in alto vicino al terminatore, la catena formata dai crateri Plaskett (109 km di diametro), Rozhdestvenskiy (177 km) ed Hermite (104 km); l'interno di quest'ultimo cratere, posto a soli 4° dal polo, ospita il posto più freddo dell'intero Sistema Solare!1. Di seguito, un dettaglio dell'immagine dove ho aggiunto alcune indicazioni su questi luoghi:

Nord detail 

 Credists: Chandrayaan-2/ISRO - Captions: Marco Di Lorenzo

 Quello di seguito, invece, è un dettaglio della stessa immagine, stavolta la regione in basso ovvero a meridione, come illustrato dall'inserto in basso a sinistra. Essa mostra i due crateri Sommerfeld e Kirkwood, entrambi sulla faccia nascosta. Il primo è un bacino d'impatto piuttosto ampio (169 km di diametro) con un fondo piatto e craterizzato, segno di una età avanzata; molti crateri ne costellano anche il bordo meridionale, che mostra una struttura a gradoni; il suo nome è dedicato al fisico tedesco Arnold Sommerfeld, pioniere della fisica atomica e quantistica. Invece il vicino a Nord-Est è profondo ed ha un diametro di 69 km; il suo nome deriva da quello dell'astronomo americano Daniel Kirkwood.

Sommerfield e

Credits: TMC-2/Chandrayaan-2/ISRO - Processing: Marco Di Lorenzo

 L'altra immagine, qui sotto, è stata ripresa contemporaneamente ma in un'altra direzione (AFT sensor invece di NADIR sensor); essa inquadra le regioni attorno all'equatore, sempre sul lato nascosto; il Nord è in alto. Nella parte superiore, si nota il cratere d'impatto Jackson (22°N e 163°W); come si vede nell'ingrandimento a sinistra, al suo interno si erge una complessa catena montuosa decentrata rispetto al bordo. Si tratta di un cratere recente, come testimoniato dal colore chiaro e dall'ampia raggiera di "ejecta" chiari, debolmente visibile in questa immagine. Più a sud c'è il cratere Mach (un altro fisico e filosofo austriaco) ampio 180 km e poco profondo; sul suo margine occidentale, c'è Mitra (92 km) che ha ereditato il suo nome dall'indiano Sisir Kumar Mitra, un fisico del ventesimo secolo che si occupò di radioattività e ionosfera.

Jackson e

Credits: TMC-2/Chandrayaan-2/ISRO - Processing: Marco Di Lorenzo

 Andando più a sud, infine, ecco il grande bacino intitolato a Sergey Pavlovich Korolev, il padre dell'astronautica russa; con i suoi 437 km è uno dei crateri lunari più grandi ma risulta poco evidente perché fortemente craterizzato ed eroso.

 Tutte queste immagini mostrano l'ottima qualità e risoluzione dello strumento "Terrain Mapping Camera 2" (TMC-2), installato sull'orbiter di Chandrayaan-2. Esso è la versione miniaturizzata della "Terrain Mapping Camera" di Chandrayaan-1 e il suo obiettivo primario è quello di riprendere la superficie lunare in una banda spettrale ampia o "pancromatica" (0.5-0.8 microns, dal verde al rosso profondo), con una risoluzione trasversale di ben 4000 pixel. In queste immagini, la scala è di oltre 200 m/pixel ma, quando la sonda avrà raggiunto la quota operativa polare di circa 100 km, la risoluzione spaziale sarà di 5 m/pixel su una fascia ampia 20 km. Da queste immagini si spera di trarre indicazioni sull'evoluzione del nostro satellite naturale e si ricaveranno anche mappe altimetriche (tridimensionali) della superficie2.

 Nella conferenza stampa tenutasi lo scorso 20 agosto, in occasione della manovra di "inserzione orbitale" che ha permesso alla gravità lunare di catturare Chandrayaan-2, il capo dell'agenzia spaziale indiana, dottor K. Sivan ha tenuto una conferenza stampa in cui ha spiegato le manovre che aspettano la sonda nelle prossime settimane cruciali. Dopo il secondo "burn", avvenuto mercoledì scorso, Chandrayaan-2 è su un'orbita di 118x4412 km. Stanotte ci sarà il terzo "burn" che abbasserà l'apolunio a circa 1400 km e, dopo altre due manovre, si giungerà all'orbita finale, polare e circolare a circa 120 km di altezza media.

Dr. K Sivan

 Il 2 settembre, il lander Vikram si separerà dall'orbiter (fase illustrata da Sivan nell'immagine qui sopra), immettendosi su un'orbita di 100x30 km. Dopo una serie di manovre, Vikram dovrebbe posarsi in una zona dell'emisfero meridionale, tra i crateri Manzinus-C e Simpelius-N il 7 Settembre. Poche ore dopo, il rover Pragyaan uscirà dalla sua "pancia" e scenderà sulla rampa per esplorare la superficie, come ho illustrato in questo articolo. Questo almeno è ciò che tutti speriamo...

 

Note:

1) In effetti la temperatura misurata dallo strumento "Diviner" di LRO nel 2009, durante l'inverno lunare sul bordo interno sud-occidentale di Hermite (al confine con il cratere Lenard), ha toccato l'incredibile valore di 26K (-247 °C), da confrontare con i 43 K di Plutone. Questo avviene perché, a causa della orografia, in quel punto non arriva neanche la luce solare indiretta, diffusa da altri rilievi nelle vicinanze. Un posto del genere, in futuro, potrebbe fare gola ai fisici e agli astronomi per esperimenti ed osservazioni nel lontano infrarosso e nelle micro-onde.

2) Sull'orbiter c'è una fotocamera "OHRC" con risoluzione ancora più spinta (32 cm/pixel) che sarà utilizzata per mappare in dettaglio la regione di allunaggio del lander, ricavando anche modelli di elevazione digitale del terreno (DEM).

 

Riferimenti:
https://www.isro.gov.in/chandrayaan2-latest-updates
https://www.isro.gov.in/chandrayaan2-payloads

Altre informazioni su questo articolo

Read 388 times Ultima modifica Venerdì, 30 Agosto 2019 12:12
Marco Di Lorenzo (DILO)

Sono laureato in Fisica e insegno questa materia nelle scuole superiori; in passato ho lavorato nel campo dei semiconduttori e dei sensori d'immagine. Appassionato di astronautica e astronomia fin da ragazzo, ho continuato a coltivare queste passioni sul web, elaborando e pubblicando numerose immagini insieme al collega Ken Kremer. E naturalmente amo la fantascienza e la fotografia!

https://www.facebook.com/marco.lorenzo.58 | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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