Scritto: Lunedì, 01 Luglio 2019 19:27 Ultima modifica: Martedì, 02 Luglio 2019 06:11

30 giugno 2019: la Spedizione 59 è rientrata sulla Terra


Si è chiusa la missione spaziale di Spedizione 59 a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS). I tre astronauti sono rientrati regolarmente sulla Terra dopo 204 giorni trascorsi nello spazio.

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Il momento di accensione dei retrorazzi sulla capsula Sojuz MS-11 prima di toccare il terreno. Il momento di accensione dei retrorazzi sulla capsula Sojuz MS-11 prima di toccare il terreno. Credit: NASA/Bill Ingalls

 Il veicolo spaziale russo Sojuz MS-11/57S si è sganciato dalla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) lunedì 24 giugno, riportando l'astronauta NASA Anne McClain, il cosmonauta Oleg Kononenko di Roscosmos e l'astronauta canadese della CSA David Saint-Jaques, sulla Terra. L'atterraggio della capsula è avvenuto regolarmente nelle steppe del Kazakistan martedì 25 giugno alle 8:47 locali (le 4:47 italiane).

 La fine della missione Spedizione 59 era avvenuta ufficialmente sabato con la cerimonia ufficiale del cambio di comando, quando Kononenko aveva passato il testimone al cosmonauta Aleksej Ovčinin, dando così l'avvio a Spedizione 60. Lo sgancio della Sojuz MS-11 dal boccaporto del modulo Poisk è avvenuto alle 7:25 p.m. EDT (le 1:25 italiane); dopo essersi portata a distanza di sicurezza dalla stazione, Kononenko ha monitorato l'accensione del motore della capsula per l'uscita dall'orbita. L'accensione, della durata di 4 minuti e 39 secondi ha rallentato il veicolo spaziale di appena 460 km/h, abbastanza però per far cadere il resto dell'orbita dentro l'atmosfera terrestre.

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I tre astronauti rientrati sulla Terra: da sinistra McClain, Kononenko e Saint-Jacques. - Credit: NASA

 Poco dopo il completamento della manovra di frenata, un segnale di emergenza è scattato nel Modulo di Discesa e, nelle comunicazioni fra l'equipaggio ed il controllo missione, si è discusso del guasto del complesso del sistema integrato di propulsione della Sojuz e del passaggio al sistema secondario. Kononenko ha segnalato per la prima volta l'emergenza con il K1B alle 5:02 ora di Mosca e ha successivamente confermato il passaggio al sistema secondario. La NASA, in seguito, ha confermato il problema ma non ha fornito ulteriori dettagli.

 Prima di incontrare i primi strati esterni dell'atmosfera, che si trovano a circa 100 km di quota, il modulo orbitale e quello propulsivo sono stati sganciati ed hanno bruciato nell'atmosfera, mentre il modulo centrale equipaggio, il solo dotato di uno scudo termico, rientrava negli strati più bassi dell'atmosfera. Sei minuti dopo, la capsula superava la fase di massimo riscaldamento e poi apriva i suoi paracadute per rallentare la velocità da circa 830 km/h ad una più modesta e tranquilla di 25 km/h.

 Infine, un istante prima di toccare il suolo, a sud-est della città di Dzhezkazgan, sei piccoli razzi a propellente solido si sono accesi automaticamente rallentando la capsula ad appena 5 km/h (si veda l'immagine in apertura).

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Nella foto una McClain felice mentre viene estratta dalla Sojuz MS-11. - Credit: NASA/Bill Ingalls

 Le squadre di recupero russe, giunte sul luogo dell'atterraggio alcuni minuti dopo, hanno aiutato i tre astronauti ad uscire dalla capsula. Per prima è stata estratta la McClain, sorridente e in buone condizioni. Saint-Jaques invece è apparso più provato dal rientro e ritorno alla gravità terrestre. Kononenko è stato l'ultimo ad uscire dalla Sojuz. Una volta usciti dalla capsula i tre sono stati fatti sedere su delle poltrone reclinabili dove hanno subito i primi controlli medici ed eseguito le telefonate satellitari con parenti ed amici.

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Il canadese Saint-Jacques, viene aiutato ad uscire dalla Sojuz MS-11. - Credit: NASA/Bill Ingalls

 Dopo controlli medici più approfonditi eseguiti all'interno di una tenda posta vicino al sito di atterraggio, i tre sono stati trasportati in elicottero a Karaganda. Da lì McClain e Saint-Jaques sono stati trasferiti con un jet NASA direttamente al Johnson Space Center di Houston, mentre Kononenko, ora con all'attivo 737 giorni trascorsi in orbita nel corso di quattro missioni orbitali, è rientrato a Città delle Stelle, in Russia. L'equipaggio di Spedizione 59 ha contribuito a centinaia di esperimenti che hanno spaziato dalla biologia alla biotecnologia, dalla fisica alle scienze della Terra, compresi studi con piccoli strumenti che possono replicare la struttura e le funzioni degli organi umani, aver studiato il DNA nello spazio per la prima volta e riciclato materiali per la stampa 3D. La missione è durata 204 giorni, per un totale di 3264 orbite attorno alla Terra, compiendo un viaggio di 139 milioni di km. Il lancio dei tre astronauti era avvenuto il 4 dicembre 2018 ed avevano raggiunto la ISS appena sei ore dopo. 

 La McClain, un tenente colonnello dell'U.S. Army nata a Spokane, Washington, ha condotto due attività extra-veicolari per un totale di 13 ore e 8 minuti durante la sua prima missione nello spazio. Saint-Jaques, anche lui al debutto in orbita e sesto canadese ad eseguire una passeggiata spaziale (assieme a McClain nella sua seconda uscita), ha totalizzato 6 ore e 29 minuti all'esterno della ISS. Kononeno, un cosmonauta veterano alla quarta missione spaziale, ha condotto due EVA per un totale di 13 ore e 46 minuti, portando il totale della sua carriera a 32 ore e 13 minuti trascorsi all'esterno nel corso di cinque passeggiate spaziali.

 Durante la loro permanenza sull'avamposto, i tre hanno visto arrivare sei veicoli in visita: tre navi cargo, il veicolo di prova Crew Dragon della SpaceX, un Progress russo ed una Sojuz.

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Nell'illustrazione, la situazione dei veicoli in visita alla ISS dopo la partenza della Sojuz MS-11. - Credit: NASA

 

 A bordo dell'avamposto orbitale sono rimasti gli Ingegneri di volo, gli astronauti NASA Nick Hague e Christina Koch, ed il comandante della stazione Ovčinin. I tre avranno la ISS tutta per loro fino al 20 luglio, quando la Sojuz MS-13, con a bordo il cosmonauta Alexander Skvorcov e gli astronauti Andrew Morgan di NASA e Luca Parmitano di ESA, arriverà sulla stazione dopo appena sei ore dal lancio.

 Il 22 agosto, poi, i sei membri dell'equipaggio di Spedizione 60 daranno il benvenuto ad una Sojuz non pilotata – MS-14/60S – che raggiungerà il complesso orbitale per una permanenza di dieci giorni. Il veicolo sarà il primo ad essere lanciato con un vettore Sojuz 2.1a, che è stato già utilizzato diverse volte per i cargo automatici Progress. Assumendo che il test vada bene, dal prossimo anno tutte le capsule abitate Sojuz voleranno con il Sojuz 2.1a.

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L'emblema della missione Spedizione 60 con omaggio all'anniversario di Apollo 11. - Credit: NASA

 Il 25 settembre poi, un'altra Sojuz – MS-15/61S – porterà alla ISS il veterano Oleg Skripochka, assieme all'astronauta NASA Jessica Meir e Hazzaa Ali Almansoori, il primo astronauta ospite rappresentante gli Emirati Arabi Uniti. Almansoori ritornerà poi sulla Terra il 3 ottobre, dopo 10 giorni sulla ISS, assieme ad Ovčinin ed Hague. Koch, che era arrivata nello spazio assieme a Ovčinin ed Hague, rimarrà in orbita per una missione estesa, tornando sulla Terra assieme a Skvostsov e Parmitano. Al momento dell'atterraggio Koch avrà trascorso 328 giorni in orbita – record femminile per un solo volo – appena 12 giorni meno del volo singolo più lungo per un americano, i 340 giorni di Scott Kelly nel 2015/2016.

 

Fonti:

NASA: https://www.nasa.gov/press-release/nasa-astronaut-anne-mcclain-crewmates-return-from-space-station-mission

SpaceflightNow: https://spaceflightnow.com/2019/06/25/soyuz-lands-in-kazakhstan-with-international-crew/

NASASpaceflight: https://www.nasaspaceflight.com/2019/06/soyuz-ms-11-return-iss-trio-earth/

RUSSIASPACEWEB: http://www.russianspaceweb.com/soyuz-ms-11.html#landing

 

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Read 391 times Ultima modifica Martedì, 02 Luglio 2019 06:11
Massimo Martini

Sono appassionato di astronomia e di astronautica fin da quella notte del luglio 1969 quando, a poco più di sei anni, vidi i primi uomini mettere piede sulla Luna. La passione è cresciuta con gli anni e, sebbene non si sia trasformata in attività lavorativa, sono diventato un grande appassionato. Nel 1992, in pieno viaggio di Nozze, sono riuscito a trascinare persino la mia dolce metà al Kennedy Space
Center per vedere il lancio del primo italiano nello spazio. Dal 2000 al 2017 ho realizzato e curato il sito astronautica.us che è stato sempre aggiornato ed il più possibile affidabile nelle informazioni. Purtroppo, per motivi personali sono stato costretto a chiudere il sito nel luglio 2017.
Sono stato, assieme a mia moglie, uno dei responsabili delle prime tre edizioni della convention ‘Astronauticon’, che hanno visto anche la presenza di ospiti illustri nel campo astronautico. Al momento collaboro saltuariamente con alcune riviste cartacee del settore, ho una rubrica fissa astronomica sul magazine locale 'Quello che c'è' ed attivamente con il sito aliveUniverse.today.

www.astronautica.us | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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