Scritto: Sabato, 15 Giugno 2019 05:55 Ultima modifica: Lunedì, 17 Giugno 2019 06:20

Starlink Status


I satelliti di Space-X, in meno di un mese, hanno praticamente raggiunto la quota operativa di 550 km. Quasi tutti...

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A sinistra, una visualizzazione tridimensionale del "payload" del Falcon-9; a destra, una rappresentazione artistica del dispiegamento dei pannelli solari dei satelliti appena giunti in orbita. A sinistra, una visualizzazione tridimensionale del "payload" del Falcon-9; a destra, una rappresentazione artistica del dispiegamento dei pannelli solari dei satelliti appena giunti in orbita. Credit: JAXA - Processing: M. Di Lorenzo

 L'avventura "Starlink" è iniziata lo scorso 23 Maggio, quando un Falcon-9 (il cui primo stadio era stato già utilizzato in altri 2 lanci) è partito dal complesso di lancio SLC-40 a Cape Canaveral. A bordo, come illustrato nell'immagine di apertura, c'erano la bellezza di 60 satelliti ad alta tecnologia stipati in una configurazione mai vista prima. Ciascun satellite, inizialmente di forma appiattita, una volta rilasciato dal meccanismo a 440 km di altezza ha preso vita, estendendo il lungo pannello solare e dirigendosi autonomamente verso l'orbita finale, oltre 100 km più in alto, grazie a un motore elettrico spinto da ioni di kripton.

 Una settimana fa avevo dedicato l' immagine del giorno alla manovra di quattro di questi satelliti, scelti a caso. Tutti mostravano una salita abbastanza regolare, ad un tasso tipico di 5 km/giorno, a partire dal 26-27 Maggio e per le 4 settimane successive. Di seguito, l'evoluzione di 5 esemplari tra quelli seguiti continuamente dal portale Celestrak, basato sul database militare del NORAD che si appoggia a una rete mondiale di osservatori. In quel portale, il dottor T.S. Kelso ha anche assegnato dei nomi in ordine alfabetico a ciascun membro della flottiglia.

StarLink7

Quota media per 5 satelliti rappresentativi, i cui nomi sono riportati nella legenda in alto - Data Source: Celestrak/T.S.Kelso - Processing/plots: Marco Di Lorenzo

 Andando però a rovistare tra i dati di tutti i satelliti, si scopre che quattro di essi hanno una quota ancora decisamente bassa; la situazione, aggiornata a ieri, è illustrata dal grafico sottostante, dove per ogni satellite (ascisse) sono riportate le quote di apogeo/perigeo oltre a quella media (sempre in km):

StarLink6

Quota media (segmento orizzontale), massima e minima per tutti i satelliti della flotta - Data Source: Celestrak/T.S.Kelso - Processing/plots: Marco Di Lorenzo

StarLink9

Inclinazione ed eccentricità dell'orbita per tutti i satelliti della flotta; sono indicate le lettere finali del nome per quattro satelliti a bassa inclinazione (in gradi) - Data Source: Celestrak/T.S.Kelso - Processing/plots: Marco Di Lorenzo

 C'è poi un quinto satellite (denominato Starlink-M) che, pur avendo raggiunto la quota nominale di 550 km, dal grafico (i-e) riportato qui sopra mostra un'orbita particolarmente eccentrica, unita a una inclinazione leggermente più bassa della maggior parte dei membri; all'altro estremo, sempre con inclinazione bassa, c'è Starlink-AH, che dal precedente grafico ha anche una quota decisamente alta (quasi 576 km, quindi da 25 a 90 km in più degli altri e ben oltre la quota nominale). Ecco cosa si scopre andando a estrarre i dati orbitali di questi oggetti nel tempo:

StarLink8

Stesso grafico per i 5 satelliti dal comportamento apparentemente anomalo - Data Source: Celestrak/T.S.Kelso - Processing/plots: Marco Di Lorenzo 

 Come si vede, in un paio di casi il motore a ioni sembra avere funzionato poco e "a singhiozzo"; per uno di questi due satelliti (lo Starlink-AB) in realtà non ci sono dati disponibili da una settimana e questo fa pensare che sia stato "perso" di vista oppure che sia addirittura rientrato prematuramente in atmosfera, rischio che corre seriamente anche l'altro se continua a scendere (Starlink-AV). Gli altri due membri, invece, non mostrano apprezzabili cambiamenti di quota, suggerendo che ci sia stato un malfunzionamento prima dell'entrata in funzione dei motori. Va detto che i bruschi salti in alto e in basso (figure "a dente di sega") probabilmente non sono reali ma riflettono errori di misura e, nel caso della flotta Starlink, potrebbero essere dovuti anche a un "errore di scambio" tra i vari membri, data la loro vicinanza orbitale!

 Purtroppo, al momento non ci sono notizie dettagliate ufficiali e quindi si tratta solo di supposizioni. Tuttavia, anche se quei satelliti non avessero funzionato a dovere e non dovessero raggiungere la quota operativa, non è detto che non siano utilizzabili; in ogni caso, si tratterebbe di un successo in oltre il 90% dei casi, per la gioia di Elon Musk!

 Chiudiamo in bellezza con questa ripresa video della flotta mentre attraversava il cielo dell'Olanda il giorno dopo il lancio, quando ancora orbitavano in "formazione serrata": https://vimeo.com/338361997 (credits: Marco Langbroek, Leiden, the Netherlands)

 

https://www.spacex.com/news/2019/05/24/starlink-mission

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Read 402 times Ultima modifica Lunedì, 17 Giugno 2019 06:20
Marco Di Lorenzo (DILO)

Sono laureato in Fisica e insegno questa materia nelle scuole superiori; in passato ho lavorato nel campo dei semiconduttori e dei sensori d'immagine. Appassionato di astronautica e astronomia fin da ragazzo, ho continuato a coltivare queste passioni sul web, elaborando e pubblicando numerose immagini insieme al collega Ken Kremer. E naturalmente amo la fantascienza e la fotografia!

https://www.facebook.com/marco.lorenzo.58 | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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