Scritto: Giovedì, 02 Maggio 2019 21:12 Ultima modifica: Venerdì, 03 Maggio 2019 06:32

La NASA sulla Luna nel 2024?


L'Amministrazione USA ha lanciato una nuova sfida: tornare sulla Luna fra cinque anni e questa volta per restarci. Cosa c'è di credibile in quest'affermazione?

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Nell'illustrazione artistica gli astronauti NASA sulla Luna nel 2024. Nell'illustrazione artistica gli astronauti NASA sulla Luna nel 2024. Crediti: NASA

 Il Vice-presidente degli Stati Uniti, Mike Pence, ha tenuto, lo scorso 26 marzo, un discorso, durante un'incontro del National Space Council, svoltosi nella sede NASA di Huntsville, in Alabama.

 Pence ha indicato l'urgenza, segnalata dal Presidente Trump, che gli Stati Uniti riportino gli astronauti americani sulla Luna entro i prossimi cinque anni. Pence ha sottolineato: “Per essere chiari: la prima donna ed il primo uomo sulla Luna saranno astronauti americani, lanciati con un razzo americano dal suolo americano.” ed ha proseguito dicendo che: “Per raggiungere la Luna entro i prossimi cinque anni dobbiamo selezionare le nostre destinazioni adesso. La NASA sa già che il Polo Sud lunare ha un grande valore scientifico, economico e strategico, ma ora è il momento di andare.” Pence ha citato le ragioni di questa improvvisa accelerazione dei programmi lunari. Secondo l'Amministrazione si tratta di una competizione con Russia e Cina, che hanno formalmente dei piani per far atterrare i propri astronauti sulla luna dopo la metà degli anni '20. Ma secondo Pence è anche una gara contro il peggior nemico, l'autocompiacimento, citando, come esempio, il lancio dello Sputnik nel 1957 che scioccò gli USA.

 Nella foto il vice-presidente USA Mike Pence annuncia il ritorno di astronauti NASA sulla Luna entro 5 anni. Credit: White House

Nella foto il vice-presidente USA Mike Pence annuncia il ritorno di astronauti NASA sulla Luna entro 5 anni. Credit: White House

 Questo intento richiederà una forte accelerazione di gran parte degli elementi che la NASA stava già iniziando a predisporre per portare gli esseri umani sulla Luna nel 2028. Assieme al grande razzo Space Launch System (SLS), il cui debutto continua ad accumulare ritardi, si è solo ai primi stadi di sviluppo della stazione in orbita lunare Gateway e dei necessari futuri lander.

 L'amministratore della NASA, Jim Bridenstine, sull'annuncio fatto dal vicepresidente Mike Pence, ha dichiarato lo stesso giorno che:

  1. La NASA è stata incaricata di portare gli astronauti americani sulla Luna nei prossimi cinque anni.
  2. La NASA ha il compito di sbarcare sul Polo Sud della Luna entro il 2024.
  3. La NASA deve rimanere nei tempi previsti per la missione Exploration Mission-1 con Orion sul razzo Space Launch System (SLS) il prossimo anno e per l'invio della prima missione con equipaggio nelle vicinanze lunari entro il 2022.
  4. La NASA continuerà a "usare tutti i mezzi necessari" per assicurare il successo della missione che ci riporti verso la Luna.

"È il momento giusto per questa sfida e ho assicurato al Vice Presidente che noi, il popolo della NASA, siamo all'altezza della sfida.” ed ha proseguito: "C'è molto entusiasmo per i nostri piani e anche un sacco di duro lavoro e sfide future, ma so che la forza lavoro della NASA ed i nostri partner sono all'altezza. Stiamo ora valutando approcci creativi per far avanzare la produzione e i test dell'SLS i modo da garantire il lancio di Exploration Mission-1 nel 2020. Lavoreremo per garantire un sistema di lancio sicuro e affidabile che mantenga le promesse fatte al popolo americano. So che la NASA è pronta per la sfida di andare avanti sulla Luna, questa volta per restare".

 Alcuni giorni seguenti, il 9 aprile per essere precisi, durante l'annuale Space Symposium tenutosi a Colorado Spring, Colorado, USA, Bridenstein è tornato sull'argomento con qualche dettaglio in più. Questa volta ha specificato che il piano prevede il ritorno sulla superficie lunare al più presto possibile. Il veicolo di atterraggio (lander) sarà un lavoro in collaborazione pubblica-privata con le compagnie americane. L'obiettivo dell'esplorazione continua ad essere il Polo Sud lunare. Per poter fare questo la NASA ha suddiviso il piano in due fasi. Nella prima verrà accelerato l'atterraggio del prossimo uomo, o donna, sulla Luna entro il 2024. Nel secondo verranno stabilite missioni sostenibili entro il 2028. Per fare questo è necessario il potente SLS che immetta la massa dei sistemi riutilizzabili nello spazio profondo.

Nella foto l'Amministratore NASA, Jim Bridenstine, discute la sfida lanciata dalla Casa Bianca. Credit: NASA

Nella foto l'Amministratore NASA, Jim Bridenstine, discute la sfida lanciata dalla Casa Bianca. Credit: NASA

 Entrambe queste fasi faranno affidamento sul Gateway, la piccola stazione orbitale lunare, che fungerà da modulo di comando e servizio nello spazio. Lo sviluppo iniziale dell'avamposto lunare avrà bisogno dell'elemento PPE (Power and Propulsion Module) oltre alla capacità abitativa in supporto dell'accesso alla superficie lunare entro il 2024. Ha aggiunto William Gerstenmaier, amministratore associato per la Direzione Missioni ed Operazioni Esplorative Umane della NASA, “Il Gateway può essere posizionato su diverse orbite attorno alla Luna, permettendo l'accesso all'intera superficie, e supporterà lo sviluppo di un sistema di atterraggio riutilizzabile lunare.”

 Ecco come il sistema lunare di atterraggio opererà dal Gateway:

  1. Un veicolo di trasferimento che combina elementi di ascesa e discesa, con un'equipaggio all'interno, volerà dal Gateway fino all'orbita bassa lunare.
  2. Da questa orbita l'equipaggio utilizzerà l'elemento di discesa per arrivare alla superficie.
  3. Quando gli astronauti avranno completato la loro missione, prenderanno l'elemento di ascesa e torneranno al Gateway.

 Durante la spedizione lunare, una squadra di astronauti rimarrà a bordo del Gateway per eseguire studi scientifici mentre l'altro team esplorerà la superficie. Al termine tutti i membri dell'equipaggio saliranno sulla capsula Orion per il ritorno verso la Terra. 

La NASA sta già lavorando con le industrie americane per lo studio del veicolo di trasferimento, quello di discesa ed il sistema di rifornimento da utilizzare con il Gateway lunare. Inoltre ha iniziato una richiesta similare per l'elemento di ascesa accelerandone le fasi per rispondere al nuovo indirizzo.

Intanto, entro la fine dell'anno, inizieranno le missioni scientifiche della superficie lunare attraverso il Commercial Lunar Payload Services (CLPS) che utilizzeranno nuovi lander e robot automatici che condurranno ricerca scientifica e dimostrazioni tecnologiche sull'intera superficie lunare per cercare di capirne meglio le risorse e come potranno essere utilizzate per le future esplorazioni che prevedono l'uomo.

Durante il discorso Bridestine ha inoltre detto chiaramente che, a differenza del discorso di Pence, molto nazionalista, la NASA chiede anche la collaborazione dei partner internazionali per quest'impresa.

Nell'illustrazione artistica, una delle possibili configurazioni del Lunar OutPost-Gateway. Credit: Lockheed Martin

Nell'illustrazione artistica, una delle possibili configurazioni del Lunar OutPost-Gateway. Credit: Lockheed Martin

 Ovviamente tutto questo ha portato una piccola rivoluzione nei piani NASA, e crediamo anche in quelli dei partner internazionali, che prevedevano un approccio più graduale, prima con il Gateway e poi, verso il 2028 ed oltre, all'atterraggio sulla superficie lunare. Se la parte tecnologica della missione pare non impossibile, anche a costo di sacrificare importanti step, è quella finanziaria che mostra lacune importanti. Tutti gli osservatori, ed anche la NASA stessa, è concorde nel dichiarare che, senza un robusto aumento immediato dei finanziamenti, questo obiettivo rimarrà solo un sogno. Lo stesso errore venne compiuto dal Presidente George W. Bush nel 2004, con il programma Constellation. Esso prevedeva l'utilizzo di due vettori appositi, Ares I per l'equipaggio a bordo della capsula Orion ed Ares V per i carichi, completati da un grosso lander a perdere, Altair, per scendere sulla Luna. In quel caso i finanziamenti furono decisamente inferiori alle aspettative e, nel 2009, l'Amministrazione Obama fu costretto a cancellare il progetto. Unica sopravvissuta fu la capsula Orion, che potrebbe finalmente andare in orbita lunare, inizialmente senza equipaggio, entro il prossimo anno.

 Adesso inizierà la battaglia fra la Presidenza ed il Congresso per l'aggiudicazione dei finanziamenti alla NASA e sappiamo bene che nel 2020 vi sono le nuove elezioni presidenziali che potrebbero nuovamente, se Trump non fosse riconfermato, rimescolare le carte.

 In tutto questo i costruttori privati, vecchi e nuovi, non vedono l'ora di poter approfittare di un nuovo mercato mentre i partner internazionali sono letteralmente spiazzati da questi nuovi obiettivi degli USA.

 Non possiamo che aspettare e vedere come evolveranno le cose.

 

Fonti:
NASA: https://www.nasa.gov/press-release/nasa-administrator-statement-on-return-to-moon-in-next-five-years/ - https://www.nasa.gov/feature/sending-american-astronauts-to-moon-in-2024-nasa-accepts-challenge/
SpaceNews: https://spacenews.com/pence-calls-for-human-return-to-the-moon-by-2024/
NASASpaceflight: https://www.nasaspaceflight.com/2019/03/examining-nasas-challenge-sls-moon-soon-bold-goal/
The Space Review: http://www.thespacereview.com/article/3687/1

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Read 694 times Ultima modifica Venerdì, 03 Maggio 2019 06:32
Massimo Martini

Sono appassionato di astronomia e di astronautica fin da quella notte del luglio 1969 quando, a poco più di sei anni, vidi i primi uomini mettere piede sulla Luna. La passione è cresciuta con gli anni e, sebbene non si sia trasformata in attività lavorativa, sono diventato un grande appassionato. Nel 1992, in pieno viaggio di Nozze, sono riuscito a trascinare persino la mia dolce metà al Kennedy Space
Center per vedere il lancio del primo italiano nello spazio. Dal 2000 al 2017 ho realizzato e curato il sito astronautica.us che è stato sempre aggiornato ed il più possibile affidabile nelle informazioni. Purtroppo, per motivi personali sono stato costretto a chiudere il sito nel luglio 2017.
Sono stato, assieme a mia moglie, uno dei responsabili delle prime tre edizioni della convention ‘Astronauticon’, che hanno visto anche la presenza di ospiti illustri nel campo astronautico. Al momento collaboro saltuariamente con alcune riviste cartacee del settore, ho una rubrica fissa astronomica sul magazine locale 'Quello che c'è' ed attivamente con il sito aliveUniverse.today.

www.astronautica.us | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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