Scritto: Domenica, 10 Marzo 2019 19:44 Ultima modifica: Lunedì, 11 Marzo 2019 15:40

Debutto con successo di Crew Dragon.


 Fra il 2 ed il 5 marzo ha volato nello spazio la prima capsula spaziale privata destinata a portare gli esseri umani verso l'avamposto in orbita bassa terrestre. 

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Nella foto il lancio del razzo Falcon 9 con la prima Crew Dragon sulla sommità. Nella foto il lancio del razzo Falcon 9 con la prima Crew Dragon sulla sommità. Credit: SpaceX

La missione SpX-DM1 (SpaceX Demonstration Mission 1) è iniziata il 2 marzo alle 2:49 a.m. EST (le 8:49 italiane) con un perfetto decollo di un razzo vettore Falcon 9/Block 5 dalla rampa 39A del Kennedy Space Center. Dopo circa 2 minuti e 30 secondi di volo il primo stadio si è spento e separato, seguito subito dopo dall'accensione del motore del secondo stadio. Il primo stadio ha eseguito un rientro atmosferico ed è atterrato verticalmente sulla nave drone OCISLY che si trovava a circa 492 km al largo della Florida. Si è trattato del 35esimo rientro ed atterraggio di successo di un primo stadio Falcon 9. Il secondo stadio, spinto da un motore Merlin 1D VAC, ha funzionato per altri 6 minuti e 24 e poi si è spento regolarmente e due minuti dopo ha rilasciato la Crew Dragon nell'orbita prevista. La capsula, dopo pochi minuti, ha aperto il cono anteriore portando allo scoperto il sistema di aggancio. Nel corso delle ore successive sono seguite alcune accensioni dei motori di manovra Draco per portare la capsula nelle vicinanze della stazione spaziale. 

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Nella foto la Crew Dragon a pochi metri dalla ISS. Credit: NASA

 Alle 5:11 a.m. EST (le 11:51 ora italiana) di domenica 3 marzo 2019, la Crew Dragon ha attraccato, in modalità completamente automatica, al boccaporto PMA-2 del laboratorio Destiny della Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Prima di arrivare all'aggancio, la capsula, ha eseguito tutta una serie di procedure di avvicinamento che, lentamente, l'hanno portata da circa 3.000 metri a 20 metri. Grazie ai sensori ed alle telecamere di cui è dotata la Crew Dragon, si è trattato del primo docking automatico per un veicolo spaziale degli USA. Dopo l'aggancio alla stazione l'equipaggio di Spedizione 58, composto dal Comandante russo Oleg Kononenko di Roscosmos e gli Ingegneri di Volo David Saint-Jacquesdell'agenzia spazialeCanadese CSA e Anne McClain della NASA, entrambi al primo volo spaziale, hanno aperto i portelli dei veicoli spaziali e sono entratiall'interno del Crew Dragon. (con occhiali protettivi e maschere antigas, prelevando campioni dell'aria per accertare che non vi fossero perdite di elementi volatili dannosi nell'atmosfera della capsula). All'interno della stessa si trovava un manichino che indossava la tuta spaziale della SpaceX, battezzato scherzosamente 'Ripley' in omaggio alla protagonista femminile del film 'Alien' ed un piccolo pupazzo rappresentante la Terra, 'Earth', utilizzato come indicatore di zero-G.

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Nella foto l'interno della Crew Dragon dopo l'attracco alla ISS. Credit: NASA/SpaceX

Dopo essersi assicurati che fosse tutto regolare gli astronauti sono di nuovo entrati dentro il modulo equipaggio di Crew Dragon, questa volta senza protezioni, ed hanno iniziato a trasferire i circa 181 kg di rifornimenti ed attrezzature poste al suo interno. 

Dragon ha trascorso poi quattro giorni agganciato alla ISS, durante i qualivi èstato imbarcato un quantitativo limitato di materiali da riportare sulla Terra, ed il 7 marzo sono stati chiusi i portelli fra i due veicoli spaziali. Il giorno dopo, alle 2:31 a.m. EST (le 8:31 italiane) Crew Dragon si è sganciato dal modulo Harmony e si è allontanato lentamente dalla stazione utilizzando per pochi secondi i motori di manovra. Alle 7:48 a.m. EST il modulo di servizioè stato separato dalla capsula ed alcuni minuti dopo è avvenuta nuovamente l'accensione dei motori, questa volta della durata di 15 minuti e 20 secondi, per l'uscita dall'orbita.

La capsula si è orientata per il rientro ed ha toccato i primi strati dell'atmosfera alle 8:33 a.m. EST (le 14:33 italiane), mentre sorvolava la Georgia diretto verso la Florida. I primi due paracadute di frenata si sono aperti dopo circa otto minuti, seguiti dai quattro principali meno di un minuto dopo.

L'ammaraggio è avvenuto alle 8:45 a.m. EST (le 14:45 italiane) al largo delle coste della Florida. 

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Nella foto la Crew Dragon durante l'ammaraggio. Credit: NASA

La capsula è stata raggiunta entro pochi minuti da due motoscafi della SpaceX ed in seguito è stata issata a bordo della nave 'Go Searcher' per rientrare a Port Canaveral. 

La capsula Crew Dragon utilizzata in questa missione, dopo essere stata esaminata con attenzione, sarà utilizzata a maggio/giugno per un test di “aborto in volo”. Questo test, chiamato In-Flight Abort (IFA), sarà cruciale per dimostrare la capacità della capsula di portare in salvo un equipaggio anche nel malaugurato caso di un grave guasto del razzo durante le critica fase di Max-Q, ovvero quella di maggiore stress dinamico del lancio. In questo test saranno utilizzati i motori SuperDraco di cui è fornita la capsula per allontanare il veicolo dal razzo nel giro di pochi istanti.

Se questo test verrà superato brillantemente sarà aperta la strada al primo volo con equipaggio.

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Nella foto la Crew Dragon attraccata al boccaporto della ISS. Credit: NASA/TV

Il Programma Commerciale Abitato, Commercial Crew Program (CCP) venne avviato dalla NASA, in vista della fine del programma Space Shuttle, nel lontano 2009. Il programma vedeva l'Agenzia lavorare assieme alle varie industrie aerospaziali americane per sviluppare ed operare una nuova generazione di veicoli orbitali e sistemi di lancio capaci di portare equipaggi in orbita bassa terrestre e verso la Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Inizialmente vennero scelte cinque aziende che, nel tempo, vennero ristrette a solo due: Boeing e SpaceX. I piani prevedevano le prime missioni nel 2014 ma, purtroppo, per la cronica mancanza di fondi della NASA, il programma è slittato anno dopo anno fino ad arrivare al 2019, ben otto anni dopo l'ultimo volo di una navetta spaziale dal suolo americano. In questi anni gli astronauti NASA ed occidentali hanno dovuto volare con le capsule Soyuz russe, le uniche in grado di raggiungere la ISS. 

Le due compagnie hanno sviluppato ognuna un loro veicolo del tipo capsula: la Boeing il CST-100 Starliner e la SpaceX il Crew Dragon. Il Crew Dragon è un discendente della capsula cargo Dragon che, dopo aver debuttato nello spazio nel 2010, porta regolarmente rifornimenti alla ISS dal 2012.

La capsula Crew Dragon (conosciuta anche come Dragon 2) venne presentata al pubblico dal Elon Musk, fondatore di SpaceX, durante un evento tenutosi il 29 maggio 2014 presso la sede della compagnia ad Hawthorne, in California. La Crew Dragon è parzialmente riutilizzabile ma, secondo le richieste NASA, volerà sempre una capsula nuova per le missioni con equipaggio mentre verrà usata una che avrà già volato con quelle cargo. A bordo possono essere ospitati fino a sette astronauti ma la NASA ha richiesto una versione con 4 posti. L'atterraggio della capsula, che inizialmente avrebbe dovuto essere retro-propulsivo con l'utilizzo dei motori SuperDraco su una piazzola al Kennedy Space Center, in Florida, è stato successivamente modificato in un più classico ammaraggio con l'ausilio di quattro paracadute. La decisione è stata presa dalla SpaceX stessa per non rischiare di utilizzare un sistema troppo innovativo, che avrebbe richiesto certificazioni le quali avrebbero portato ad ulteriori ritardi nel programma. 

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Nella foto la Crew Dragon ed il razzo Falcon 9 destinati alla missione Demo-1. Credit: SpaceX.

La Crew Dragon ha un allestimento interno molto minimalista e curato anche dal punto di vista del design. Al posto dei classici comandi analogici si trovano tre grandi schermi a cristalli liquidi con i quali si possono comandare tutte le funzioni della nave. Il veicolo spaziale è composto da due moduli, la capsula vera e propria dove trovano posto i quattro astronauti, ed un modulo di servizio (o trunk) ricoperto per metà da pannelli solari, per l'altra metà da radiatori di raffreddamento e dotato anche di quattro piccole pinne stabilizzatrici. La Crew Dragon può rimanere nello spazio fino a 210 giorni se attraccata alla ISS e fino a 7 giorni in volo libero.

La prossima missione Crew Dragon, DM2, prevista ora per luglio 2019, vedrà per la prima volta due astronauti a bordo del veicolo spaziale. Si tratta dei veterani NASA Bob Behnken e Doug Hurley. I due voleranno verso la ISS e vi rimarranno 14 giorni testando a fondo il veicolo spaziale. Ma prima di questo, probabilmente ad aprile, debutterà, sempre con un volo senza equipaggio, la capsula della Boeing. Anche in questo caso si tratterà di un volo automatico verso la ISS. 

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Nella foto la Crew Dragon sulla sommità del razzo Falcon 9 con la passerella per l'imbarco dell'equipaggio. Credit: SpaceX.

 

Fonti:

 

NASA:https://www.nasa.gov/press-release/spacex-crew-dragon-splashdown-marks-success-of-first-nasa-commercial-crew-flight-test

https://www.nasa.gov/press-release/nasa-spacex-launch-first-flight-test-of-space-system-designed-for-crew

SPACEX:https://www.spacex.com/dragon

Wikipedia:https://it.wikipedia.org/wiki/Commercial_Crew_Development

Teslarati:https://www.teslarati.com/spacex-crew-dragon-successful-launch/

NASAspaceflight:https://www.nasaspaceflight.com/2019/03/eom-spacex-crew-dragons-inaugural-station/

Twitter:https://twitter.com/SpaceXFleet/status/1101570048013983745?s=20

Read 417 times Ultima modifica Lunedì, 11 Marzo 2019 15:40
Massimo Martini

Sono appassionato di astronomia e di astronautica fin da quella notte del luglio 1969 quando, a poco più di sei anni, vidi i primi uomini mettere piede sulla Luna. La passione è cresciuta con gli anni e, sebbene non si sia trasformata in attività lavorativa, sono diventato un grande appassionato. Nel 1992, in pieno viaggio di Nozze, sono riuscito a trascinare persino la mia dolce metà al Kennedy Space
Center per vedere il lancio del primo italiano nello spazio. Dal 2000 al 2017 ho realizzato e curato il sito astronautica.us che è stato sempre aggiornato ed il più possibile affidabile nelle informazioni. Purtroppo, per motivi personali sono stato costretto a chiudere il sito nel luglio 2017.
Sono stato, assieme a mia moglie, uno dei responsabili delle prime tre edizioni della convention ‘Astronauticon’, che hanno visto anche la presenza di ospiti illustri nel campo astronautico. Al momento collaboro saltuariamente con alcune riviste cartacee del settore, ho una rubrica fissa astronomica sul magazine locale 'Quello che c'è' ed attivamente con il sito aliveUniverse.today.

www.astronautica.us | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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