Scritto: Domenica, 20 Gennaio 2019 19:55 Ultima modifica: Lunedì, 28 Gennaio 2019 06:42

La SpaceX e l'astronave 'retrò'


La SpaceX sta realizzando un veicolo di prova di quello che sarà il futuro dopo il razzo Falcon 9 e la capsula Crew Dragon. Il bello è che lo sta realizzando in mezzo ad un campo con mezzi degni di un cantiere edile... 

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Nella foto lo 'StarHopper' terminato esteriormente presso Boca Chica (Texas). Nella foto lo 'StarHopper' terminato esteriormente presso Boca Chica (Texas). Credit: SpaceX

  Tutta questa 'strana' storia è iniziata verso la fine di novembre 2018, quando degli appassionati di astronautica che si trovano nei pressi del nuovo sito di lancio di SpaceX a Boca Chica, nel sud del Texas, hanno cominciato a vedere crescere una grande tenda e, accanto, quella che sembrava, all'inizio, un classico serbatoio a torre per l'acqua, del diametro di circa 9 metri, poggiato su una base di cemento armato. Tutt'attorno un gran movimento di gru, piattaforme di sollevamento ed operai.

 Il sito di Boca Chica, che si trova nella contea di Brownsville, la parte più meridionale del Texas che si affaccia sul Golfo del Messico, era stato prescelto dalla SpaceX nel 2014 come terzo sito di lancio della compagnia (dopo Cape Canaveral, con le rampe LC-39A al Kennedy Space Center e LC-40, e quello di Vandenberg con la SLC-4E). Il nuovo sito di lancio, completamente di proprietà della SpaceX, sarebbe stato destinato alle missioni commerciali del razzo Falcon 9 e Falcon Heavy. Ma nel 2016, con la maturazione del progetto Big Falcon Rocket (BFR), Boca Chica assumeva il ruolo principale di sito dove testare il mega-razzo ed anche eseguirne i primi lanci verso lo spazio. 

 Il BFR sarà infatti il prossimo, gigantesco, passo della SpaceX che ha, come ricordo, l'obiettivo finale (secondo il suo fondatore Elon Musk), di colonizzare Marte. Il razzo, completamente riutilizzabile, sarà composto dal primo stadio, chiamato Super Heavy (simile a quello del Falcon 9 ma con un diametro di nove metri invece di 3,7 ed un'altezza di 63 metri invece di 45). Invece il secondo stadio, ribattezzato Starship, sarà lungo oltre 55 metri e con un diametro sempre di 9. La Starship sarà in grado di trasportare un carico utile di 100 tonnellate in orbita bassa terrestre (sia materiali che esseri umani) e la stessa capacità verso Luna o Marte con rifornimento in orbita. Ma di questo progetto parleremo magari più avanti, quando avremo nuovi dettagli, promessi da Musk fra un paio di mesi, su questo faraonico (e per alcuni anche troppo complesso) progetto.

 Tornando comunque a Boca Chica ben presto alla 'water tower', com'era stata inizialmente ribattezzata, venivano installate tre zampe simmetriche che ricordano quelle di cui è dotato il primo stadio del razzo Falcon 9. Inoltre, sotto il tendone, si poteva scorgere quello che appare, senza dubbio, la punta di un'ogiva ed altre parti realizzate in acciaio lavorato a specchio.

 

starship musk dec2018

Nella foto parte del primo veicolo di prova 'StarHopper' nel sito di assemblaggio di Boca Chica.Credit: Twitter @elonmusk

 A questo punto Elon Musk, messo alle strette dalle domande sempre più insistenti degli appassionati, era costretto ad ammettere, il 24 dicembre a mezzo Twitter, che si trattava effettivamente di un veicolo di prova per il BFR e che la finitura in acciaio lucidato faceva parte della nuova architettura della Starship. Il modello che viene realizzato a Boca Chica servirà solamente per test di prova senza equipaggio e fino ad una quota massima di 5.000 metri. Musk confermava anche che il primo modello orbitale è invece in fase di realizzazione presso la sede Californiana dell'azienda. 

 Anche il nuovo motore a razzo Raptor, che dovrebbe essere il punto di forza del rivoluzionario veicolo spaziale, sarebbe stato ri-progettato radicalmente e sarà pronto, sempre secondo Musk, ai primi test di accensione al banco di prova, entro gennaio. Ricordo che il Raptor, un motore a razzo innovativo alimentato ad ossigeno liquido e metano, è stato progettato inizialmente a partire dal 2009, completato nel 2015 e testato al banco di prova, per la prima volta, nel 2016.

 Mentre i lavori proseguivano a Boca Chica, l'eclettico Musk spiegava, sempre via Twitter, che il sistema di protezione termica del BFR sarebbe stato completamente diverso da quelli visti finora, utilizzando uno strato di metano liquido che sarebbe stato lasciato scorrere sullo scafo nella fase più calda del rientro atmosferico. Anche l'utilizzo dell'acciaio inossidabile lavorato a specchio contribuirebbe al nuovo sistema di protezione termica del veicolo spaziale, oltre a dotarlo di un'ottima resistenza all'usura.

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Nella foto, la parte inferiore dello StarHopper mostra i tre ugelli dei motori Raptor. Credit: NSF, utente 'bocachicagal'

 Intanto i lavori proseguivano alacremente incuranti delle festività Natalizie e della fine dell'anno, e la parte inferiore del veicolo veniva spostata, grazie ad una grossa gru, dalla base di cemento dove si trovava, fino ad una speciale piazzola realizzata lì accanto. A questo punto apparivano, così alla vista, tre grossi ugelli di motore a razzo situati nella parte inferiore. Alla richiesta a Musk se fossero motori Raptor reali oppure soltanto delle repliche, la risposta era sibillina. Musk affermava che quelli visti sul modello di Boca Chica erano 'parti operative ed in fase di sviluppo del Raptor', ma non chiariva se sarebbero stati effettivamente utilizzati per i voli di prova o soltanto montati per un controllo di installazione.

Finalmente il 9 gennaio la parte superiore veniva installata su quella inferiore ed il veicolo di prova Starhopper poteva essere visto in tutta la sua completezza. Musk pubblicava una foto del veicolo completato con, sotto di esso per dare un senso delle incredibili proporzioni, un 'astronauta' con la tuta della SpaceX, quella che verrà utilizzata anche dalla NASA nelle missioni verso la ISS programmate a partire da quest'anno.

starhopper aerial view copy

Nella foto aerea, lo StarHopper completato e l'area di Boca Chica dove è stato realizzato.Credit: RGV Aerial Photografy

 

 Il 15 gennaio le due parti venivano nuovamente divise, ed anche i tre motori rimossi, dando inizio così ad una nuova fase di lavori all'interno del prototipo. Nei giorni precedenti erano state notate altre parti nel piazzale, molto probabilmente relative ai serbatoi di propellente da installare all'interno del razzo.

 Mentre scrivo queste righe, i lavori proseguono, e non resta che attendere le ulteriori novità in serbo nelle prossime settimane ed i primi voli suborbitali di prova previsti entro marzo. 

 Certo che, se mi avessero detto alcuni anni fa che avrei visto la costruzione di un razzo “stile fantascienza anni '50” nel piazzale di un posto desolato del Texas non ci avrei creduto. Ma Elon Musk e la sua SpaceX ci hanno abituato, in quest'ultimo decennio, a vedere risultati che non avremmo mai creduto possibili. Se Super Heavy e Spaceship funzioneranno, anche solo la metà di quanto promesso, saranno comunque una rivoluzione copernicana dell'astronautica e, forse, il vero inizio dell'espansione della nostra civiltà verso lo spazio esterno.

amazing stories featuring the brain

L'immagine di una copertina della rivista di fantascienza Amazing Stories dell'ottobre 1948. Credit: Ziff-Davis Publishing Company

 

Fonti: 

Wikipedia:https://en.wikipedia.org/wiki/BFR_(rocket)

Teslarati:https://www.teslarati.com/spacex-elon-musk-first-orbital-starship-prototype-done-by-june/

NASAspaceflight:https://www.nasaspaceflight.com/2019/01/spacex-starship-tests-boca-chica/

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Massimo Martini

Sono appassionato di astronomia e di astronautica fin da quella notte del luglio 1969 quando, a poco più di sei anni, vidi i primi uomini mettere piede sulla Luna. La passione è cresciuta con gli anni e, sebbene non si sia trasformata in attività lavorativa, sono diventato un grande appassionato. Nel 1992, in pieno viaggio di Nozze, sono riuscito a trascinare persino la mia dolce metà al Kennedy Space
Center per vedere il lancio del primo italiano nello spazio. Dal 2000 al 2017 ho realizzato e curato il sito astronautica.us che è stato sempre aggiornato ed il più possibile affidabile nelle informazioni. Purtroppo, per motivi personali sono stato costretto a chiudere il sito nel luglio 2017.
Sono stato, assieme a mia moglie, uno dei responsabili delle prime tre edizioni della convention ‘Astronauticon’, che hanno visto anche la presenza di ospiti illustri nel campo astronautico. Al momento collaboro saltuariamente con alcune riviste cartacee del settore, ho una rubrica fissa astronomica sul magazine locale 'Quello che c'è' ed attivamente con il sito aliveUniverse.today.

www.astronautica.us | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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