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Fallisce il lancio della Soyuz MS-10, salvo l'equipaggio.

Nella foto il momento del lancio della sfortunata missione Soyuz MS-10.
Nella foto il momento del lancio della sfortunata missione Soyuz MS-10. Credit: Roscosmos/NASA

Il razzo Soyuz FG, che trasportava la capsula spaziale Soyuz MS-10 destinata a portare due astronauti alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) ha avuto un problema durante il lancio ma l'equipaggio è rientrato sano e salvo sulla Terra.

 11 ottobre 2018 - Alle 08:40 UTC (le 10:40 italiane) un razzo Soyuz FG è decollato dalla rampa al Sito 1/5 di Baikonur, nel Kazakstan, lo stesso da dove decollò Yuri Gagarin nel 1961. A bordo del razzo la capsula Soyuz MS-10 con l'equipaggio diretto verso la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) composto dal Comandante, il cosmonauta Alexey Ovchinin, e l'astronauta della NASA Nick Hague.

A circa due minuti dal lancio ed a 50 km di quota, nel momento in cui i quattro booster laterali si sono sganciati dal razzo, si sono visti dei detriti volare via ed un'inconsueto sbuffo di fumo. Alcuni secondi dopo la telecamera che riprendeva l'interno della capsula mostrava che i due uomini di equipaggio stavano subendo dei violenti scossoni. Il controllo missione parlava di un guasto al razzo mentre l'equipaggio, via radio, diceva di trovarsi in assenza di peso, cosa questa non prevista dato che il razzo avrebbe dovuto essere ancora in fase di accelerazione. A questo punto è stato attivato uno dei sistemi di sicurezza che hanno sganciato il modulo orbitale e quello di rientro dal resto del razzo, facendoli scendere verso Terra in quella che viene definito rientro balistico. I due astronauti hanno sperimentato una forza di gravità di 6/7 g (quasi sette volte il loro peso) ma la fase finale del rientro si è svolta regolarmente ed il modulo di rientro è atterrato, appeso al paracadute, nella steppa del Kazakhstan, a circa 25/30 km ad est della città di Dzhezkazgan. Circa un'ora dopo il lancio le squadre di recupero hanno raggiunto il punto di caduta del modulo ed hanno trovato i due astronauti in buone condizioni. Dopo essere stati sottoposti ad una breve visita medica i due sono stati imbarcati su un'elicottero che li ha riportati a Baikonur e da qui, domani, proseguiranno per la Città delle Stelle, vicino Mosca.

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Nella foto, a sinistra, Ovchinin e Hague all'aeroporto di Dzhezkagan, poco dopo il loro atterraggio di emergenza.

Credit:NASA/RussiaSpaceWeb

La Roscosmos, l'agenzia spaziale russa, ha subito aperto un'inchiesta per scoprire le cause di questo incidente. Era dal 1983 che un razzo Soyuz destinato al volo spaziale abitato non aveva un guasto così grave da mettere a rischio la vita dei cosmonauti. Per pura coincidenza al sito di lancio erano presenti sia il direttore della Roscosmos, Dmitry Rogozin che l'Amministratore della NASA Jim Bridenstine. 

Intanto l'equipaggio di Spedizione 57 a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) è stato informato dell'incidente. A bordo dell'avamposto spaziale si trovano il Comandante Alexander Gerst dell'ESA e gli Ingegneri di Volo Serena Aunon-Chancellor della NASA e Sergey Prokopyev della Roscosmos ed, al momento non vi sono problemi di rifornimenti anche se i tre dovranno rientrare sulla Terra entro il 4 gennaio 2019. Se, a causa dell'incidente odierno, non fosse possibile riprendere rapidamente i voli abitati con i razzi Soyuz potrebbe profilarsi all'orizzonte l'abbandono della stazione e l'inizio di un periodo di volo senza equipaggio. Questo non è mai stato tentato prima e la ISS è abitata continuativamente dal novembre 2000. L'avamposto spaziale è stato pensato per essere abitato ed un suo volo senza nessuno a bordo potrebbe rischiare di comprometterne l'utilizzo futuro. Purtroppo, al momento, soltanto i russi con la capsula Soyuz sono in grado di portare astronauti verso la ISS ed i nuovi veicoli sviluppati dagli USA, il Crew Dragon della SpaceX ed il CST-100 Starliner della Boeing, stanno accumulando ritardi e non saranno pronti, al più presto, prima della metà del 2019. 

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Nell''immagine lo stemma della sfortunata missione Soyuz MS-10

Credit:Roscosmos.

Al momento vi sono soltanto ipotesi su quello che potrebbe essere successo al razzo ma l'attenzione è puntata su uno dei quattro booster a propellente liquido del Soyuz ed al preciso momento del distacco dal secondo stadio. La Soyuz è dotata di una torre di salvataggio, dotata di un potente razzo a propellente solido che, attivandosi allontana rapidamente la capsula ed i suoi occupanti dal razzo colpito da un malfunzionamento. Nel caso odierno la torre di fuga era stata appena espulsa e quindi non è potuta intervenire. Questo sistema di fuga di emergenza è stato utilizzato una sola volta nel corso della storia dell'astronautica, il 26 settembre 1983, durante il lancio della Soyuz T-10-1. Negli attimi finali del conto alla rovescia il razzo prese fuoco sulla rampa ed il sistema venne attivato portando la capsula, con due cosmonauti a bordo, lontano ed in salvo prima che il razzo esplodesse fragorosamente. L'unica volta invece che si era avuto un guasto simile a quello di oggi, ovvero durante il volo, era stato il 5 aprile del 1975 e, anche quella volta una Soyuz, la Soyuz 7K-T No.39 (conosciuta anche come 18a) era riuscita a riportare sulla Terra, sani e salvi i due uomini di equipaggio.

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Nella foto il modulo di rientro della Soyuz MS-10 atterrato nella steppa del Kazakhstan.

Credit:Roscosmos.

Nel caso di oggi è invece intervenuto un altro sistema di sicurezza, composto da quattro quattro piccoli motori a propellente solido, che si trovano montati sulla copertura del carico utile che protegge la capsula nel passaggio degli strati più bassi dell'atmosfera. Un paio di questi motori si sono attivati al comando di emergenza, a circa 122 secondi dal lancio, ed hanno portato lontano dal razzo il modulo orbitale con agganciato il modulo di lancio/rientro, lasciando dietro il modulo di servizio ancora attaccato al terzo stadio. A T+160 secondi il modulo di discesa si è separato da quello orbitale ed ha iniziato la caduta libera nell'atmosfera. Il paracadute ed i piccoli retrorazzi, al momento di toccare il suolo, hanno portato a termine felicemente questa sfortunata missione. Certo è che, dopo il foro di trapano scoperto nel modulo orbitale della Soyuz MS-08 il mese scorso, l'affidabilità della componente russa della ISS comincia a mostrare preoccupanti segnali.

 

Fonti:
NASA:-https://www.nasa.gov/press-release/nasa-statement-on-soyuz-ms-10-launch-abort
ROSCOSMOS: -https://www.roscosmos.ru/25594/
NASASpaceflight: -https://www.nasaspaceflight.com/2018/10/soyuz-reduced-2-crew-launch-station/
RussianSpaceWeb:http://www.russianspaceweb.com/soyuz-ms-10.html

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Massimo Martini

Sono appassionato di astronomia e di astronautica fin da quella notte del luglio 1969 quando, a poco più di sei anni, vidi gli uomini mettere piede sulla Luna. La passione è cresciuta con gli anni e, sebbene non si sia trasformata in attività lavorativa, sono diventato un grande appassionato. Nel 1992, in pieno viaggio di Nozze, sono riuscito a trascinare persino mia moglie al Kennedy Space Center per vedere il lancio del primo italiano nello spazio. Dal 2000 ho realizzato e curo il sito Astronautica.us che, spero, possa essere sempre aggiornato e rigoroso nelle informazioni. Sono stato uno dei responsabili delle prime tre edizioni della convention  ‘Astronauticon’, che hanno visto anche la presenza di ospiti illustri del capo astronautico. La scelta del sito web è stata 'obbligata' visto il deserto di notizie in cui versava all’epoca l'astronautica nel Paese, il nostro, fra i primi al mondo in questo settore che considero vitale per l’umanità.

Sito web: www.astronautica.us
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