Scritto: Martedì, 09 Ottobre 2018 17:52 Ultima modifica: Domenica, 14 Ottobre 2018 06:39

New Horizons e OSIRSIS-Rex aggiustano il tiro!


Le due sonde NASA hanno da poco corretto la rotta, fotografando i loro obiettivi sempre più vicini.

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A sinistra, Bennu inquadrato da Osiris-Rex il 1 Ottobre, da 190000 km. A destra, 2014 MU69 visto da New-Horizons il 24 Settembre, da 123 milioni di km. A sinistra, Bennu inquadrato da Osiris-Rex il 1 Ottobre, da 190000 km. A destra, 2014 MU69 visto da New-Horizons il 24 Settembre, da 123 milioni di km. Credit: NASA/Goddard/University of Arizona - NASA/JHUAPL/SwRI/KinetX - Processing: Marco Di Lorenzo

 Non c'è dubbio, questo secondo decennio del 21mo secolo è un'epoca speciale per l'esplorazione approfondita dei corpi minori del sistema solare; infatti, se negli anni precedenti gli incontri di sonde spaziali con comete ed asteroidi erano stati sporadici e fugaci (con le due notevoli eccezioni di NEAR e Hayabusa-1), in questi ultimi anni sono molte le missioni che hanno studiato questi oggetti (o si apprestano a farlo), spesso per un lungo periodo e molto più a fondo. Il cambiamento di politica, che ha fatto passare in secondo piano l'esplorazione dei grandi pianeti (che aveva dominato i precedenti 50 anni di esplorazione spaziale) deriva dalla presa di coscienza che si tratta di oggetti tutt'altro che secondari, testimonianze primordiali della nascita e dei cambiamenti avvenuti nel sistema solare. Hanno iniziato le missioni Dawn e Rosetta, che ci hanno deliziato con l'esplorazione dei due asteroidi più grandi della fascia principale (Vesta e Cerere) e del nucleo cometario 67P/Churymov-Gerasimenko; poi sono venuti gli emozionanti incontri di Plutone e Caronte da parte di New Horizons e le mirabolanti acrobazie tutt'ora in corso su Ryugu ad opera di Hayabusa-2 e dei suoi lander; ma non è finita, perchè a breve altre due missioni ci regaleranno visioni ravvicinate dell'asteroide NEO Bennu e dell'oggetto "Ultima Thule" nella remota fascia di Kuiper.

 Stiamo parlando, naturalmente, delle due missioni OSIRIS-REx e New-Horizons, entrambe targate NASA. Siccome negli ultimi giorni ci sono state importanti novità da entrambe, vediamole in dettaglio.

 

OSIRIS-REx

 Come raccontato anche nel Mission Log, la sonda ha effettuato con successo la prima manovra correttiva in vista del raggiungimento del suo obiettivo. Lo scorso 1 Ottobre, infatti, i motori sono stati accesi per effettuare la "Asteroid Approach Maneuver n.1" (AAM-1), la più energica delle quattro previste dato che la velocità rispetto all'asteroide è passata da 491 a 140 m/s, una riduzione del 71%. Le prossime manovre dovrebbero susseguirsi al ritmo di una ogni 2 settimane, fino  all'ultima pianificata per il 12 Novembre (AAM-4); poi, se tutto andrà secondo i piani, per 3 settimane la sonda proseguirà senza ulteriori manovre fino a raggiungere la "home position" a 20 km da Bennu ai primi di Dicembre, iniziando le attività scientifiche vere e proprie.

 La prima immagine era stata ripresa lo scorso 16 agosto, quando Bennu distava ancora oltre 2 milioni di km. Da allora la sonda si è avvicinata tantissimo, come testimoniato dalla seguente animazione (versione "ritagliata" di quella completa pubblicata dalla NASA. Si tratta di 20 frames ripresi con lo strumento "PolyCam" tra il 17 Agosto e il 1 Ottobre, a intervalli di 2-3 giorni e con tempi di esposizione di 4 secondi.

PolyCam OpNav 2018 Small

Credit: NASA/Goddard/University of Arizona - Processing: Marco Di Lorenzo

 Come illustrato anche nelle didascalie presenti nell'animazione originale, le distanza da Bennu è passata da 2,2 a 192000 km e la magnitudine e la magnitudine apparente da 13,0 a 8,8 (il che significa che, stando a cavalcioni sulla sonda, l'asteroide sarebbe comunque invisibile ad occhio nudo); anche se si ha l'impressione che le dimensioni apparenti dell'asteroide stiano crescendo, i calcoli mostrano che il suo diametro è sempre ampiamente più piccolo del singolo pixel del sensore, andando da 0,017 a 0,19 pixel. La situazione però dovrebbe presto cambiare, poichè tra 4 giorni l'asteroide sottintenderà circa 1 pixel e all'inizio della settimana prossima verrà "risolto", cominciando a mostrare la sua forma (che sappiamo già essere molto simile a quella di Ryugu, grazie alle misure radar da Terra) e i primi dettagli superficiali.

 

New Horizons

 Anche la sonda ai confini del sistema solare ha effettuato una nuova manovra di aggiustamento della rotta. Il 1 Ottobre New Horizons effettuato una accensione di 3 minuti e mezzo, variando la sua velocità di 2,1 metri al secondo (7,5 km/h) e mantenendola in pista per sfiorare Ultima Thule alle 6:33 del 1 gennaio 2019 (ora italiana). 

 Questa è stata la prima manovra di correzione ad utilizzare le immagini di "navigazione ottica" riprese da New Horizons per determinare la sua posizione rispetto all'oggetto di Kuiper. Il team di New Horizons l'ha progettata in modo da effettuare, 3 mesi dopo, un sorvolo a 3500 chilometri su Ultima. "Le recenti immagini di navigazione ci hanno confermato che Ultima si trova a circa 500 chilometri dalla sua posizione prevista, il che è eccezionalmente buono" ha spiegato Fred Pelletier, a capo del team di navigazione. "Dal momento che stiamo volando molto velocemente e da vicino alla superficie di Ultima (circa quattro volte più vicino rispetto al sorvolo di Plutone nel luglio 2015), i tempi del flyby devono essere molto accurati", ha detto Derek Nelson, leader nella navigazione ottica, "Le immagini aiutano a determinare la posizione e il timing del flyby, ma dobbiamo anche affidarci alla stima preventiva della posizione e della velocità di Ultima per garantire un flyby riuscito. Queste prime immagini ci danno la sicurezza che Ultima è dove ci aspettavamo che fosse, e i tempi del flyby saranno accurati. "

 Pelletier ha detto che alla fine il team dovrà guidare il veicolo spaziale in un "box" di circa 120x320 km e prevedere il sorvolo entro 140 secondi, c'è ancora molto lavoro da fare...

 Il primo avvistamento del KBO risale allo scorso 16 Agosto, quello qui sotto è stato effettuato 8 giorni dopo. A sinistra, la combinazione di 20 immagini riprese dal "Long Range Reconnaissance Imager" (LORRI). Al centro, la versione processata per sottrarre le stelle di fondo (fotografate in precedenza) ed isolare Ultima. A destra, la versione ingrandita con il contronto tra la posizione osservata e quella prevista, in ottimo accordo tra loro.

UltimaOpNavs 10418s

Credit: NASA/JHUAPL/SwRI/KinetX

 In questo momento, NH dista ancora 104 milioni di km dalla sua destinazione ma si sta avvicinando ad essa a quasi 14,5 km/s. 

 

Riferimenti:
https://www.asteroidmission.org/?latest-news=nasas-osiris-rex-executes-first-asteroid-approach-maneuver
https://www.asteroidmission.org/polycam_opnav_2018-annotated-final/
http://pluto.jhuapl.edu/News-Center/News-Article.php?page=20181005

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Marco Di Lorenzo (DILO)

Sono laureato in Fisica e insegno questa materia nelle scuole superiori; in passato ho lavorato nel campo dei semiconduttori e dei sensori d'immagine. Appassionato di astronautica e astronomia fin da ragazzo, ho continuato a coltivare queste passioni sul web, elaborando e pubblicando numerose immagini insieme al collega Ken Kremer. E naturalmente amo la fantascienza e la fotografia!

https://www.facebook.com/marco.lorenzo.58 | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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