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Non c'è un parcheggio libero nemmeno sulla ISS!

Non c'è un parcheggio libero nemmeno sulla ISS!
credit: NASA

La prima quindicina di luglio ha visto la partenza e l'arrivo di diversi veicoli cargo con un affollamento non comune dei boccaporti della stazione spaziale internazionale ISS.

 Dopo l'arrivo alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) dell'equipaggio della Spedizione 56, e di cui abbiamo trattato nel precedente articolo, la prima quindicina di giorni di luglio 2018 sono stati molto trafficati con tre diversi veicoli cargo di rifornimento che si sono alternati ai boccaporti dell'avamposto orbitale. Addirittura, fra il 9 ed il 15 luglio vi sono stati ben sei veicoli spaziali in transito contemporaneamente attraccati alla ISS: le due Soyuz per l'equipaggio (Soyuz MS-08 ed MS-09) due Progress cargo (69 e 70) e due veicoli commerciali NASA, Dragon di SpaceX e Cygnus di Northrop Grumman.

 Ad iniziare la complessa coreografia spaziale era stato, il 2 luglio alle 10:54 GMT (le 12:54 italiane), un veicolo cargo Dragon di SpaceX, catturato dal braccio robotico della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) dopo un volo iniziato tre giorni prima dalla base di lancio di Cape Canaveral a bordo di un razzo Falcon 9, sempre della stessa compagnia privata. 

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Nella foto il momento del decollo del razzo Falcon 9 per la missione Dragon CRS-15.

Credit:NASA/TV

 La cattura era avvenuta mentre la ISS ed il Dragon volavano a 412 km di altezza sopra il Quebec, ad una velocità di circa 8 km/s. In seguito erano stati i controllori di volo a comandare il braccio robotico per spostare il Dragon verso il boccaporto libero del modulo Harmony, dove una serie di bulloni motorizzati e fermi speciali avevano creato una salda connessione fra l'avamposto ed il veicolo in visita. Al momento dell'arrivo del Dragon (missione CRS-15), nel vicino modulo Unity si trovava ormeggiato il veicolo cargo Cygnus di Norhtrop Grumman (ex Orbital-ATK). Questo specifico veicolo Dragon era al suo secondo volo verso la ISS, il primo compiuto fra luglio ed agosto del 2016 con CRS-9. La compagnia californiana, fra un volo e l'altro, esegue una manutenzione del compartimento pressurizzato, ne sostituisce alcune parti e fa volare nuovamente la capsula. Anche il primo stadio del Falcon 9 aveva già volato, nell'aprile 2018, con la missione scientifica TESS della NASA. La SpaceX ha un contratto per 20 missioni di rifornimento con la NASA per un valore complessivo di 3,04 miliardi di dollari e questa era la 15esima di questo contratto, compreso il volo perso con un incidente al lancio nel giugno 2015. 

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Nella foto il veicolo cargo Dragon della missione CRS-15 mentre viene catturato dal braccio robotico Canadarm2 della ISS.

Credit:NASA

 La NASA ha poi stipulato un'estensione per altri sei missioni a partire dal 2020. Dopo tale data la SpaceX pensa di utilizzare la capsula Dragon 2, o Crew Dragon, sviluppata per i voli con equipaggio, anche per le missioni cargo. La missione CRS-15 ha trasportato un totale di 1.712 kg di carico alla ISS, così suddivisi: 1.233 kg di esperimenti scientifici, 205 kg di materiali per l'equipaggio, 178 kg di apparecchiature, 63 kg di strumenti per le passeggiate spaziali, 21 kg di computer e 12 kg di materiali per i russi.

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Nella foto l'Intelligenza Artificiale CIMON durante i test a terra.

Credit: ESA

  Fra gli esperimenti a bordo del modulo pressurizzato del Dragon vi sono quelli che studiano la crescita delle alghe in ambiente di micro-gravità, CIMON (Crew Interactive Mobile Companion) il primo assistente robotico dotato di Intelligenza Artificiale a volare nello spazio, che aiuterà l'astronauta dell'ESA Alexander Gerst nei suoi compiti e diversi CubeSat che saranno rilasciati dalla ISS nel corso dei prossimi mesi. Invece nella parte non pressurizzata, il cosiddetto 'trunk' del Dragon, vi sono parti di ricambio per il braccio robotico Canadarm2, ECOSTRESS (Ecosystem Spaceborne Thermal Radiometer Experiment on Space Station) per la misurazione dell'energia rilasciata dalla superficie terrestre che aiuterà gli scienziati a comprendere meglio la salute delle piante e la loro resistenza alle condizioni estreme sulla Terra. Il Dragon lascerà la ISS il 2 agosto prossimo per un ammaraggio nell'Oceano Pacifico con a bordo quasi due tonnellate di attrezzature e campioni di esperimenti.

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Nella foto il decollo del razzo vettore Soyuz-2.1a con a bordo il cargo Progress MS-09 (P70).

Credit: Roscosmos TV

 Il 9 luglio, alle 3:51 locali (le 23:51 italiane), era decollato dalla rampa 6, Sito 31, del Cosmodromo di Baikonur, nel Kazakhstan, il razzo Soyuz-2.1a con a bordo il veicolo cargo Progress MS-09 (P70). Il vettore a tre stadi aveva rilasciato il veicolo cargo nove minuti dopo il decollo e, seguendo i comandi programmati, erano stati aperti i pannelli solari e le antenne di navigazione. Una serie di accensione dei motori di bordo erano stati eseguiti dal Progress nella prima ora di missione con un'accensione di maggior durata circa 44 minuti dopo il decollo che permetteva di aggiustare l'orbita con quella della stazione spaziale. Il veicolo compiva una perfetta manovra di avvicinamento ed aggancio con il boccaporto del modulo Pirs che si concludeva alle 01:31 GMT (le 3:31 italiane del 10 luglio), meno di quattro ore dopo il lancio dal Kazakhstan e circa otto minuti prima del previsto rendendo possibile il rendez-vous più breve mai tentato da un Progress con la ISS.

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Nella foto l'attracco del veicolo cargo Progress MS-09 alla ISS.

Credit: NASA TV

 L'inseguimento, durato soltanto due orbite, era stato reso possibile con il decollo appena un istante prima che la stazione spaziale sorvolasse il Cosmodromo di Baikonur. Al momento del decollo, la stazione spaziale stava transitando ad appena 595 km a sud-ovest di Baikonur ed al momento dell'entrata in orbita il Progress si è trovato ad appena 1.615 km di fronte alla stazione. Tutte le missioni dirette alla ISS vengono eseguite quando la rotazione terrestre porta la rampa di lancio sotto la rotta del laboratorio orbitante, ma di solito l'avamposto si trova in una parte differente del pianeta, forzando i veicoli cargo o con equipaggio ad avvicinarsi da grandi distanze prima dell'attracco. Fino al 2012 i voli cargo o con equipaggio venivano lanciati su traiettorie che richiedevano due giorni di volo per la ISS. Ma nel 2012 i russi lanciarono un primo cargo Progress con un rendez-vous accelerato a sole sei ore ed iniziarono ad utilizzarlo, dal 2013, anche per gli equipaggi. Il viaggio di sei ore richiede quattro orbite per essere completato mentre quello più rapido ne prevede solo due. I veicoli cargo USA di SpaceX e Northrop Grumman richiedono tipicamente diversi giorni per raggiungere la stazione dopo il lancio. I primi due tentativi per dimostrare il rendez-vous a due orbite nelle missioni Progress vennero cancellati ad ottobre e febbraio scorsi. 

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Nella foto Artemyev e Prokopiev in postazione di controllo durante il rendez-vous del Progress Ms-09.

Credit: Roscosmos/ Artemyev

 In entrambi i casi i tecnici russi sostituirono un'unità di controllo del razzo Soyuz per correggere il problema. Entrambe le missioni vennero poi lanciate e raggiunsero regolarmente la stazione spaziale ma mancarono l'occasione di eseguire l'aggancio nello stesso giorno del lancio, tornando al più lungo rendez-vous di due giorni. La stazione spaziale deve sorvolare un punto più vicino possibile alla base di lancio del Kazakhstan per rendere possibile il rapido rendez-vous e questa occasione fortuita non è possibile tutti i giorni. La russia pensa di utilizzare il volo di due orbite anche con le missioni con equipaggio. I prossimi due voli con equipaggio diretti alla ISS sono fissati per l'11 ottobre e l'11 dicembre ed impiegheranno il già dimostrato profilo di volo a quattro orbite. A bordo del Progress MS-09 si trovavano circa 2.566 kg di rifornimenti, così suddivisi: 530 kg di propellente, 51 kg di ossigeno ed aria, 420 kg di acqua e 1.565 kg di materiali. Al momento dell'attracco i cosmonati russi Oleg Artemyev e Sergey Prokopyev erano ai comandi secondari posti nel modulo di servizio Svezda, pronti a prendere i controlli manuali del veicolo cargo Progress, durante le fasi finali, nel caso di un problema con il sistema automatico di attracco. Poco dopo l'aggancio i portelli fra il Progress e la ISS sono stati aperti per iniziare le operazioni di scarico.

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Nella foto, a destra, il veicolo cargo Cygnus OA-9 ormeggiato alla ISS.

Credit:NASA

 Il 15 luglio alle 8:37 a.m. EDT (le 14:37 italiane) gli Ingegneri di Volo di Spedizione 56, Alexander Gerst dell'ESA, e Serena Auñón-Chancellor della NASA, hanno manovrato il braccio robotico Canadarm2 della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) per rilasciare il veicolo cargo Cygnus. Al momento del rilascio la stazione stava volando a 407 km sopra il confine sudoccidentale della Colombia. Poco prima i controllori di volo avevano utilizzato il braccio robotico per scollegare il Cygnus dal boccaporto del modulo Harmony della ISS. Il veicolo in partenza si è portato poi ad una distanza di sicurezza dalla stazione prima di rilasciare una serie di satelliti CubeSat, quattro della Spire Global e due della Aerospace Corp. Il Cygnus rimarrà in orbita da solo per altre due settimane in modo da permettere alla squadra dei controllori di volo di condurre test ingegneristici. Il Cygnus è previsto che venga fatto uscire dall'orbita con tre tonnellate di rifiuti della stazione il prossimo lunedì 30 luglio, bruciando nell'atmosfera sopra l'Oceano Pacifico. Il veicolo spaziale Cygnus per la missione OA-9,era giunto alla ISS il 24 maggio scorso, dopo un lancio con il razzo Antares ed un viaggio di tre giorni verso l'avamposto spaziale, portando merci per la nona missione Orbital ATK (ora parte di Northrop Grumman) facente parte del contratto dei Servizi di Rifornimento Commerciale con la NASA.

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Nella foto l'astronauta Ricky Arnold nella Cupola, da dove vengono osservati e guidati i veicoli in arrivo.

Credit:NASA

 L'11 luglio il veicolo cargo, ancora ormeggiato alla ISS, aveva eseguito una breve accensione (50 secondi) dei propri motori per un test sulle capacità di spinta, e forse anche su quelle di un'eventuale futura uscita dall'orbita, del massiccio avamposto orbitale. I risultati del test avevano permesso un'innalzamento dell'orbita della ISS di circa 90 metri. Il test è stata una dimostrazione delle capacità del Cygnus di innalzare l'orbita prima che NASA e Northrop Grumman possano utilizzare il veicolo cargo per accensioni più lunghe e significative in missioni future, nelle quali lanciare il mezzo con propellente extra per il compito specifico. E' stata la prima volta, dal ritiro dello Space Shuttle nel 2011, che un veicolo spaziale USA eseguiva una manovra del genere, svolta di solito dai veicoli cargo russi Progress e, negli anni scorsi, anche dagli ATV europei, ormai fuori servizio.

Autore: Massimo Martini

 

Fonti:

Spaceflight Now: -https://spaceflightnow.com/2018/07/15/cygnus-cargo-ship-released-from-space-station-heads-for-extended-mission/-https://spaceflightnow.com/2018/07/09/progress-freighter-blasts-off-on-fastest-ever-trip-to-international-space-station/-https://spaceflightnow.com/2018/07/02/dragon-capsule-reaches-space-station-with-three-tons-of-cargo/

NASA:https://blogs.nasa.gov/spacestation/2018/07/15/astronauts-release-u-s-spacecraft-completing-cargo-mission/

 

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Massimo Martini

Sono appassionato di astronomia e di astronautica fin da quella notte del luglio 1969 quando, a poco più di sei anni, vidi gli uomini mettere piede sulla Luna. La passione è cresciuta con gli anni e, sebbene non si sia trasformata in attività lavorativa, sono diventato un grande appassionato. Nel 1992, in pieno viaggio di Nozze, sono riuscito a trascinare persino mia moglie al Kennedy Space Center per vedere il lancio del primo italiano nello spazio. Dal 2000 ho realizzato e curo il sito Astronautica.us che, spero, possa essere sempre aggiornato e rigoroso nelle informazioni. Sono stato uno dei responsabili delle prime tre edizioni della convention  ‘Astronauticon’, che hanno visto anche la presenza di ospiti illustri del capo astronautico. La scelta del sito web è stata 'obbligata' visto il deserto di notizie in cui versava all’epoca l'astronautica nel Paese, il nostro, fra i primi al mondo in questo settore che considero vitale per l’umanità.

Sito web: www.astronautica.us
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