Scritto: Sabato, 12 Novembre 2016 13:14 Ultima modifica: Sabato, 12 Novembre 2016 14:21

Nuove analisi fanno luce sulla fine dello sfortunato Beagle-2


A pochi giorni dallo sfortunato epilogo del lander Shiaparelli, una collaborazione tra la De Montfort University e l'Università di Leicester ha utilizzato tecniche di modellazione 3D per definire le sorti di un altro lander dell'ESA, il Beagle-2, che sarebbe dovuto atterrare su Marte il giorno di Natale del 2003.

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Nuove analisi fanno luce sulla fine dello sfortunato Beagle-2 Crediti: De Montfort University/University of Leicester/Beagle 2/NASA/JPL/University of Arizona

Il Beagle-2 faceva parte della missione Mars Express insieme all'omonima sonda che è ancora oggi operativa attorno a Marte, così come il lander Schiaparelli, ironia della sorte, faceva parte della missione ExoMars 2016 con il Trace Gas Orbiter (TGO) entrato con successo nell'orbita marziana il 19 ottobre. In uno strano susseguirsi di coincidenze, analogamente a Shiaparelli che ha impattato sulla superficie sempre il 19 ottobre, il Beagle-2 si distaccò da Mars Express il 19 dicembre 2003 e non inviò alcun segnale il 25 dicembre 2003, giorno previsto dell'atterraggio.
Il lander fu individuato solo un decennio più tardi grazie alle immagini della sonda della NASA Mars Reconnaissance Orbiter (MRO). Tuttavia, nonostante l'incredibile risoluzione della fotocamera High Resolution Imaging Science Experiment (HiRISE), l'esatta configurazione del modulo di atterraggio non è mai stata chiara a causa delle ridotte dimensioni. Il professore Mark Sims, ex mission manager Beagle-2 e docente presso l'Università di Leicester, ha quindi iniziato a lavorare su una sorta di "analisi dei riflessi", confrontando immagini simulate e reali di Beagle-2.

La tecnica non fa altro che confrontare le foto di MRO con una serie di possibili configurazioni del lander sulla superficie, riprese con una telecamera virtuale tipo HiRISE e con luce simulata. Ogni vista ricostruita viene poi "pixellata" e portata alla stessa risoluzione delle immagini reali.
La De Montfort University ha fornito supporto per il software di modellazione.

Immagini reali e viste simulate di Beagle-2

Crediti: De Montfort University/University of Leicester/Beagle 2/NASA/JPL/University of Arizona

I risultati sono stati eccezionali e il team ha potuto concludere che il Beagle-2, a differenza di Shiaparelli, non è precipitato ma è atterrato dispiegando, probabilmente, tutti e quattro i pannelli solari.
Il lander si è trovato praticamente ad un passo dal successo e questa è una grande e frustante notizia allo stesso tempo per la sua squadra. Forse, non riuscì a comunicare perché l'antenna venne bloccata da uno dei pannelli non aperto correttamente. Ulteriori immagini orbitali combinate con la nuova tecnica di analisi potranno aiutare a svelare altri dettagli.

Beagle-2 - inclinazione

Crediti: De Montfort University

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Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore ed image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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