Scritto: Venerdì, 02 Settembre 2016 12:20 Ultima modifica: Venerdì, 02 Settembre 2016 15:13

Eseguita con successo la seconda passeggiata spaziale a bordo della ISS


Il Comandante della Spedizione 48, Jeff Williams e l'Ingegnere di Volo Kate Rubins hanno concluso con successo la loro seconda attività extraveicolare (EVA) alle 2:41 p.m. EDT (le 20:41 ora italiana). Durante la passeggiata spaziale, della durata di 6 ore e 48 minuti, i due astronauti della NASA hanno ritratto con successo un radiatore termico, installato due telecamere ad alta definizione sul traliccio della stazione e stretto i bulloni di un giunto che permette ad uno dei due pannelli solari della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) di ruotare.

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Eseguita con successo la seconda passeggiata spaziale a bordo della ISS Crediti: NASA/TV

L'inizio della EVA USA-37 era avvenuto questa mattina alle 7:53 a.m. EDT (le 13:53 ora italiana) quando i due astronauti avevano scollegato l'alimentazione delle loro tute dal modulo di decompressione Quest ed erano usciti all'esterno della stazione.

Questa EVA è la seconda per Williams e Rubins nell'arco di appena 13 giorni, la quinta nella carriera di Williams, e la seconda per Rubins. Durante la prima EVA era stato installato l'International Docking Adapter (IDA) che permetterà, in futuro, l'attracco dei nuovi veicoli per equipaggio realizzati negli Stati Uniti. Williams era identificato EV-1, con la sua telecamera sul caso n.17 e tuta spaziale con la striscia rossa. Rubins era EV-2, con telecamera sul casco n.20 e tuta completamente bianca.

I due astronauti erano assistiti dal giapponese Takuya Onishi e dal cosmonauta Anatoly Ivanishin dall'interno della ISS. Williams e Rubins hanno completato il primo compito della giornata ritraendo i pannelli di un radiatore di ammoniaca non più utilizzato. Il Trailing Thermal Control Radiator, o TTCR, venne utilizzato durante i primi anni della stazione spaziale quando il segmento di traliccio P6, con relativi pannelli solari, era montato sopra il modulo centrale Unity. Una volta che il P6 venne portato nella sua posizione finale, all'estrema sinistra del traliccio il radiatore venne ripiegato una prima volta.
Ma il TTCR venne di nuovo esteso nel 2012 nel tentativo di scoprire il punto esatto di una fuga di ammoniaca. Una volta dispiegato la perdita venne trovata in un altro punto ma la NASA non fu in grado di ritrarre immediatamente il radiatore. Un tentativo venne programmato in una EVA precedente ma l'equipaggio finì il tempo a disposizione a causa di problemi incontrati durante la passeggiata spaziale. Oggi Williams e Rubins non hanno incontrato problemi ed hanno ritratto il pannello, stretto con delle cinghie e ricoperto con una coperta protettiva. "Questo pannello è uno dei nostri principali pezzi di ricambio e vogliamo essere in grado di poterci contare in futuro, se ve ne fosse nuovamente bisogno," aveva dichiarato prima della passeggiata Zeb Scoville, direttore di volo NASA.

iss exp48 eva37 Williams Rubins

Crediti: NASA

Una volta completata questa operazione, Williams si è spostato lungo il traliccio ed ha ancorato i propri piedi in un'apposito accessorio posto all'estremità del braccio robotico per sostituire un faretto. Egli ha poi installato due telecamere ad alta definizione che permetteranno ai controllori di volo di ottenere dettagliate immagini ed osservazioni terrestri.
Mentre Williams era impegnato con le telecamere, Rubins ispezionava il giunto SARJ (Solar Alpha Rotary Joint), del lato sinistro, uno dei due utilizzati per ruotare i giganteschi pannelli solari. I sensori avevano indicato lievi vibrazioni nel meccanismo ed a Rubins era stato chiesto di rendersi conto se i tre supporti fossero saldamente al loro posto e di ispezionare l'interno del meccanismo per verificare che vi fosse abbondante grasso. Rubins aveva segnalato una buona copertura di lubrificante e serrato i bulloni del supporto.
Inoltre ha scoperto dalla copertura isolante un compartimento di attrezzature in modo che, in seguito, il braccio robotico possa prelevare dei componenti. Con gli obiettivi principali eseguiti, i due spacewalker hanno avuto il tempo di stringere i freni di un carrello per la movimentazione che si trova sulla stessa rotaia, che corre per tutta la lunghezza del traliccio principale della ISS, dove viene spostato avanti ed indietro il braccio robotico.

Il solo compito che l'equipaggio non è riuscito ad anticipare è stato un sopralluogo fotografico per ispezionare la copertura isolante dello strumento Alpha Magnetic Spectrometer-2 (AMS-2), montato sul lato destro del traliccio. L'esperimento ha manifestato problemi con le pompe di raffreddamento e gli ingegneri volevano valutare le condizioni della copertura isolante che non può essere vista da dentro la stazione.
Ma i responsabili della missione hanno preferito rinviare l'ispezione ad una prossima passeggiata spaziale, ed agli astronauti è stato chiesto di ritornare nel modulo di decompressione Quest. Alcuni minuti più tardi la camera di compensazione è stata ripressurizzata e Williams e Rubins sono rientrati nella stazione.

Con questa di oggi i membri degli equipaggi hanno condotto 195 EVA in supporto all'assemblaggio e manutenzione del laboratorio orbitante. Gli astronauti hanno trascorso, in totale, 1.217 ore e 34 minuti al lavoro all'esterno della stazione.

L'astronauta Jeff Williams, assieme ai suoi colleghi russi Alexey Ovchinin e Oleg Skripochka lasceranno martedì 6 settembre la stazione spaziale a bordo della capsula Soyuz TMA-20M. L'atterraggio nelle steppe del Kazakhstan è previsto per le ore 9:14 p.m. EDT (le 3:14 ora italiana del 7 settembre) a chiusura di una missione durata 172 giorni e che spinge Williams in testa alla classifica degli astronauti USA con maggior tempo cumulativo trascorso nello spazio, 534 giorni, nel corso di quattro voli spaziali.

Rubins, assieme ai colleghi Onishi e Ivanishin, rimarranno da soli a bordo dell'avamposto orbitale fino al 22 settembre quado altri tre astronauti, Sergey Ryzhikov, Robert Kimbrough ed Andrej Borisenko, arriveranno alla ISS a bordo della Soyuz MS-02

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Massimo Martini

Sono appassionato di astronomia e di astronautica fin da quella notte del luglio 1969 quando, a poco più di sei anni, vidi i primi uomini mettere piede sulla Luna. La passione è cresciuta con gli anni e, sebbene non si sia trasformata in attività lavorativa, sono diventato un grande appassionato. Nel 1992, in pieno viaggio di Nozze, sono riuscito a trascinare persino la mia dolce metà al Kennedy Space Center per vedere il lancio del primo italiano nello spazio. Dal 2000 al 2017 ho realizzato e curato il sito astronautica.us che è stato sempre aggiornato ed il più possibile affidabile nelle informazioni. Purtroppo, per motivi personali sono stato costretto a chiudere il sito nel luglio 2017.
Sono stato, assieme a mia moglie, uno dei responsabili delle prime tre edizioni della convention 'AstronautiCON', che hanno visto anche la presenza di illustri ospiti nel campo astronautico. Al momento collaboro saltuariamente con la rivista del settore 'Spazio Magazine', attivamente con il sito aliveuniverse.today ed ho una rubrica fissa astronomica sul magazine locale 'Quello che c'è'.

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