Scritto: Venerdì, 13 Maggio 2016 16:37 Ultima modifica: Sabato, 14 Maggio 2016 08:00

Ancora ritardi per le capsule commerciali NASA


Non è una gara ma alla SpaceX, forse, staranno sorridendo... è notizia di questi giorni che il primo volo pilotato di prova della capsula commerciale CST-100 Starliner della Boeing è stato rinviato di almeno sei mesi, e verrà compiuto a febbraio 2018. Le cause sono i problemi incontrati dai progettisti nella massa del veicolo spaziale, nei carichi aerodinamici che esso incontrerà durante il lancio e nei nuovi requisiti del software richiesti dalla NASA.

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La capsula CST-100 Staliner di Boeing in questa raffigurazione artistica. La capsula CST-100 Staliner di Boeing in questa raffigurazione artistica. Credit: Boeing

La Boeing sperava di poter lanciare il primo CST-100 Starliner con astronauti a bordo entro la fine del 2017. Questo nuovo rinvio vede ora il primo volo, senza equipaggio, della capsula Boeing entro dicembre 2017 seguito, un paio di mesi dopo, da una missione dimostrativa con due astronauti, uno della Boeing ed uno NASA, che andranno ad attraccare alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS).

Gli ingegneri della Boeing e della ULA (United Launch Alliance) stanno conducendo dei test nel tunnel del vento alla ricerca di design alternativi per superare i problemi aero-acustici e verificare la compatibilità fra l'Atlas 5 ed il CST-100. Il CST-100 verrà lanciato con la versione dell'Atlas 5 che dispone del doppio motore nello stadio superiore Centaur e due booster a solido. Lo stadio potenziato Centaur, spinto da due motori RL10, non ha mai volato sull'Atlas 5 prima d'ora ed i lanci con le capsule vedranno per la prima volta il vettore principale di ULA senza l'ogiva protettiva aerodinamica.
Anche la richiesta della NASA di un nuovo software, in modo da permettere alla capsula di attraccare con la stazione spaziale, sono responsabili di altri tre mesi aggiunti alla tempistica. Sviluppare un veicolo che trasporti gli esseri umani nello spazio, se fatto in modo appropriato in modo che sia un veicolo sicuro, è sempre un lavoro in salita," ha dichiarato John Elbon, vice presidente e general manager della divisione esplorazione spaziale di Boeing.

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L'assemblaggio delle due porzioni di scafo pressurizzato del modello di prova di CST-100 Starlner.
Credit: Boeing

Originariamente la NASA sperava di poter iniziare le operazioni commerciali equipaggio entro quest'anno, ma la mancanza di finanziamenti ottenuti dal Congresso USA ha forzato al rinvio di due anni. Nel frattempo gli astronauti NASA dovranno ancora utilizzare le capsule russe Soyuz per raggiungere l'avamposto orbitale.

La SpaceX, l'altra compagnia incaricata dalla NASA dei voli commerciali con equipaggio, spera di poter eseguire un primo volo senza equipaggio della propria capsula Crew Dragon a maggio 2017, seguita da un volo di prova dimostrativo abitato ad agosto 2017. Non si sa però se le richieste NASA per il software creeranno problemi anche alla loro tabella di marcia.

Intanto, all'interno di un hangar del Kennedy Space Center, utilizzato in passato dal programma Space Shuttle, i tecnici della Boeing hanno quasi completato un modello strutturale della CST-100. I tecnici hanno unito le due sezioni principali del primo CST-100 Starliner il 2 maggio scorso. Questa capsula, una volta completata, verrà inviata ad Huntington Beach, in California, per essere sottoposta agli stress del volo spaziale. Intanto questa settimana è giunta in Florida la sezione inferiore del primo CST-100 Starliner destinato a volare nello spazio e che presto verrà unito con la sezione superiore della capsula.

Solo dopo che la SpaceX e la Boeing avranno completato i voli di prova con equipaggio, la NASA certificherà ogni compagnia per il lancio di astronauti per le missioni regolari di rotazione degli equipaggi della ISS. I contratti siglati con ogni compagnia prevedono fino a sei missioni post-certificazione con quattro astronauti a bordo di ogni volo.

Le capsule CST-100 Starliner e Crew Dragon potranno rimanere agganciate alla stazione spaziale fino a 210 giorni offrendo la possibilità di fungere da scialuppa di salvataggio e riportare gli equipaggi del laboratorio sulla Terra in caso di emergenza. Alla fine di una missione normale gli astronauti, a bordo del CST-100 Starliner, atterreranno grazie ai paracadute ed agli airbag in una zona occidentale degli Stati Uniti. Le zone iniziali di atterraggio saranno nel New Mexico oppure nello Utah. La Boeing prevede di rifornire le capsule e riutilizzarle fino ad un massimo di 10 voli ognuna.

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Letto: 1633 volta/e Ultima modifica Sabato, 14 Maggio 2016 08:00
Massimo Martini

Sono appassionato di astronomia e di astronautica fin da quella notte del luglio 1969 quando, a poco più di sei anni, vidi i primi uomini mettere piede sulla Luna. La passione è cresciuta con gli anni e, sebbene non si sia trasformata in attività lavorativa, sono diventato un grande appassionato. Nel 1992, in pieno viaggio di Nozze, sono riuscito a trascinare persino la mia dolce metà al Kennedy Space Center per vedere il lancio del primo italiano nello spazio. Dal 2000 al 2017 ho realizzato e curato il sito astronautica.us che è stato sempre aggiornato ed il più possibile affidabile nelle informazioni. Purtroppo, per motivi personali sono stato costretto a chiudere il sito nel luglio 2017.
Sono stato, assieme a mia moglie, uno dei responsabili delle prime tre edizioni della convention 'AstronautiCON', che hanno visto anche la presenza di illustri ospiti nel campo astronautico. Al momento collaboro saltuariamente con la rivista del settore 'Spazio Magazine', attivamente con il sito aliveuniverse.today ed ho una rubrica fissa astronomica sul magazine locale 'Quello che c'è'.

www.astronautica.us | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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