Lanciato il 17 febbraio 2016 alle 9:45 ora italiana, dal Tanegashima Space Center nel sud-ovest del Giappone, ASTRO-H era un satellite dedicato alle osservazioni astronomiche, dotato di quattro telescopi in raggi X (due per gli Hard X-ray che opereranno tra i 500 e gli 80.000 elettronvolt e due per i Soft X-ray che operano tra i 300 e i 12.000 elettronvolt) e un rilevatore di raggi gamma (Soft Gamma-ray Detector, fra i 4.000 e i 600.000 elettronvolt). Dopo il lancio era stato ribattezzato Hitomi, che in giapponese significa occhio, pupilla.

Il 27 marzo, la JAXA dichiarava di non essere in grado di determinare lo stato di salute del satellite ma cosa realmente fosse successo era ancora da chiarire. In un primo momento sembrava che la navicella avesse impattato con dei detriti spaziali ma l'ipotesi fu successivamente smentita, fatto è che Hitomi era stato visto roteare instabile lungo la traiettoria. Le osservazioni radar ed ottiche avevano mostrato la presenza di cinque pezzi ma la JAXA confermò che solo due potevano appartenere al satellite. Nel mentre, a Terra, venivano ricevuti dei segnali intermittenti che facevano ben sperare, almeno fino a poco tempo fa.

Ora, invece, si legge nell'ultimo report:
- è molto probabile che i pannelli solari abbiano subito dei danni e si siano rotti nel punto di attacco dopo essere stati sottoposti a rotazione
- all'inizio speravamo in un recupero perché avevamo ricevuto diversi segnali da ASTRO-H dopo l'incidente ma alla fine abbiamo concluso che quei segnali non erano del nostro satellite "a causa delle differenze nelle frequenze come tecnologia".

Quest'ultima affermazione immagino significhi che i segnali ricevuti erano sulla frequenza attesa per Hitomi ma con modulazione diversa o con una diversa gestione dei dati contenuti e per questo non riconducibili al satellite.

Come riportato nel report del 1 aprile, il team aveva ricevuto quattro comunicazioni ma nessuna telemetria:

  • 26 marzo 23:49~23:52 (3 minuti) dall'Uchinoura Space Center (USC), 23:48~23:51 (3 minuti) all'University of Technology (KTU)
  • 27 marzo 01:23~01:27 (4 minuti) dall'Uchinoura Space Center (USC), 01:21~01:27 (6 minuti) all'University of Technology (KTU)
  • 28 marzo 22:06 (circa 10 secondi) dall'Uchinoura Space Center (USC)
  • 29 marzo 00:33 (circa 6 secondi) dal Santiago Tracking Station (SNT), segnale successivamente riconsiderato e scartato.

In una ulteriore nota si specificava anche che "nessun altro satellite era presente quando la JAXA ha ricevuto questi quattro segnali radio. E per questo l'Agenzia crede che i segnali provengano da Hitomi".

Dopo aver identificato quello che poteva essere il corpo principale, il satellite è stato tenuto sotto controllo e visto roteare ad alta velocità, probabilmente a causa di "un'anomalia nel sistema di controllo di assetto", si legge nel report dell'8 aprile. In tale situazione, le parti più vulnerabili come i pannelli solari e il banco ottico si sarebbero separate dal satellite.

Una ricostruzione dell'ingarbugliata sequenza di eventi è presente del report del 15 aprile:

  • il 26 marzo il satellite si è orientato correttamente verso un nucleo galattico attivo, come previsto;
  • dopo la manovra, un comportamento imprevisto del sistema di controllo dell'assetto (Attitude Control System, ACS) ha causato un errata interpretazione sulla rotazione di Hitomi, che in realtà non stava ruotando, attivando la ruota di reazione per un bilanciamento;
  • inoltre, la Magnetic Torquer dell'ACS, utilizzata per diminuire la quantità di moto della ruota di reazione, non ha funzionato correttamente per l'anomalia dell'ACS citata sopra;
  • trovandosi in una situazione critica, l'ACS è passato in modalità Safe Hold (SH) attivando i propulsori ai quali però sono stati forniti parametri sbagliati imprimendo al satellite una rotazione maggiore;
  • dato che la velocità di rotazione ha superato la resistenza strutturale di Hitomi, alcune parti come i pannelli solari, il banco ottico e probabilmente altre, si sono separate dal corpo principale.

Al 15 aprile, il Joint Space Operations Center (JSpOC) ha rilasciato la traiettoria relativa a ben 11 pezzi di ASTRO-H, compreso il più grande.
Due di questi, stanno rientrando e bruciando completamente in atmosfera in questi giorni, prima degli altri.
Secondo il sito satflare.com il detrito identificato con ID 41438 dovrebbe essere rientrato ieri, mentre l'ID 41443 è atteso per oggi.

Considerata la situazione evidentemente irrecuperabile, la JAXA ha rinunciato ad ogni tentativo dichiarando nell'ultimo comunicato stampa:

"Esprimiamo il più profondo rammarico per aver dovuto sospendere le operazioni ed estendiamo le nostre scuse più sincere a tutti coloro i quali hanno sostenuto ASTRO-H credendo nei risultati eccellenti che avrebbe portato, a tutti i partner esteri e nazionali tra cui la NASA e a tutti gli astrofisici stranieri e giapponesi che stavano progettando di usare i risultati osservativi per i loro studi".