Scritto: Martedì, 09 Febbraio 2016 08:16 Ultima modifica: Martedì, 09 Febbraio 2016 11:41

Continuano i test su Hedgehog, il cubo-rover per l'esplorazione di asteroidi e comete


Non fa ancora parte di una missione spaziale ma il team dell'Università di Stanford, guidato da Marco Pavone, assistente professore di aeronautica e astronautica, e Ben Hockman, studente laureato in ingegneria meccanica, sta facendo grandi progressi nella realizzazione di "Hedgehog", il cubo-robot progettato per muoversi in ambienti spaziali difficili come la superficie di una cometa o di un asteroide.

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Il progetto, in collaborazione con il Jet Propulsion Laboratory (JPL) della NASA ed il Massachusetts Institute of Technology (MIT), aveva preso il via lo scorso anno con la realizzazione dei due primi prototipi.

Il robot "riccio" è un cubo con delle punte negli spigoli. Utilizza dei volani interni in rotazione o in frenata per dosare la propria potenza e nel caso in cui venisse sepolto da una montagna di sabbia, potrà eseguire una manovra "tornado" verso l'alto per liberarsi.
Le punte, che potrebbero contenere anche strumentazione scientifica, hanno la duplice funzione di proteggere il corpo del robot e di fungere da piedi mentre si muove sul terreno. Hedgehog potrà raggiungere grandi distanze saltando oppure brevi distanze rotolando da una faccia all'altra.

Hedgehog

"Le sfide in ambienti estremi con bassi livelli di gravità rendono l'atterraggio e l'esplorazione di piccoli corpi eccezionalmente difficile", ha dichiarao Pavone nel report. "Mentre un paio di veicoli spaziali sono entrati in contatto con asteroidi e comete, come ad esempio la missione Hayabusa della JAXA e la missione Rosetta dell'ESA, il loro successo è stato parziale. Nella migliore delle ipotesi i lander sono rimasti confinati nel luogo di atterraggio. Nessno di loro ha realmente fornito un'ampia esplorazione del corpo. E questo è quello che noi cerchiamo di fare".

L'obiettivo di Hedgehog è tramutare quello che potrebbe essere considerato uno svantaggio per la mobilità, e cioè la bassa gravità, in un requisito fondamentale per muoversi, utilizzando tecnologie già esistenti in modo nuovo e creativo.

Certo, i test a Terra non sono ottimali e richiedono complicati sistemi di carrucole e contrappesi per scaricare la gravità.
Per le prove sul campo, a giugno 2015, il robot è stato imbarcato su uno dei voli parabolici della NASA simulano un ambiente quasi senza peso. Nell'arco di quattro giorni, l'aereo ha simulato 200 intervalli di 20 secondi ciascuno con condizioni di gravità zero, durante i quali sono stati testati salti e torsioni su una varietà di superfici che un rover potrebbe incontrare su un asteroide.
"Stiamo ancora analizzando tutti i dati ma vedere saltare Hedgehog nella direzione giusta è stato rassicurante", ha detto Hockman.

Ora che le capacità di movimento del robot sono state provate con successo, il prossimo passo sarà rendere le sue decisioni indipendenti dal controllo umano. Hedgehog dovrà essere in grado di valutare la sua posizione e calcolare in autonomia i movimenti necessari per raggiungere un target o uscire da una situazione difficile.
"L'autonomia richiede un cervello che dica al robot dove si trova, dove deve andare e come arrivarci", ha detto Hockman. "A Stanford, stiamo sviluppando gli algoritmi di navigazione che permettono a Hedgehog di muoversi con intelligenza, assumendo nota la sua posizione. Il JPL sta affrontando il problema complementare: dato un piano operativo ed alcuni strumenti di rilevamento, come farà Hedgehog determinare dove si trova?"

In un vicino futuro il robot "riccio" potrebbe volare come payload secondario su una delle missioni per lo spazio profondo, esplorare le lune di Marte Fobos o Deimos, potrebbe essere il nostro scout in posti remoti per cercare risorse utilizzabili, aiutandoci a scoprire ancora di più sul nostro Sistema Solare.

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Letto: 2008 volta/e Ultima modifica Martedì, 09 Febbraio 2016 11:41
Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore ed image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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