Scritto: Giovedì, 29 Ottobre 2015 13:33 Ultima modifica: Venerdì, 30 Ottobre 2015 12:18

Batteri: ospiti indesiderati a bordo della ISS


Viviamo incorporati in un mondo microbico, colonizzati da queste piccole forme di vita senza rendercene conto, non solo sulla Terra ma anche nello spazio. Ne sanno qualcosa gli astronauti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale che devono condividere gli ambienti con diversi inquilini indesiderati.

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Batteri: ospiti indesiderati a bordo della ISS
Credit: NASA

La NASA e i diversi partner adottano costantemente procedure per ridurre i rischi da contaminazioni che potrebbero causare problemi alle attrezzature e soprattutto per gli astronauti nelle missioni umane. Tuttavia, ancora una volta, la Stazione Spaziale Internazionale, stavolta volente o nolente, si è dimostrata un laboratorio scientifico perfetto. Esaminando i campioni prelevati da un filtro dell'aria usato per 40 giorni a bordo della ISS e due sacchetti per aspirapolvere, i ricercatori hanno trovato una bella quantità di patogeni opportunisti, ovvero batteri che in individui sani non scatenano alcuna attività patogena ma che potrebbero generare infezioni nell'individuo immunodepresso.

I risultati dello studio, pubblicato sulla rivista Microbiome, mostrano che tra gli ospiti indesiderati c'è anche l'Actinobacteria, un gruppo Gram positivo, associato spesso a fenomeni di irritazione cutanea.

"Abbiamo bisogno di sapere quello che stiamo respirando in un ambiente chiuso", ha detto Kasthuri Venkateswaran, microbiologo al JPL, capo del team di ricerca.

"Studiare la comunità microbica sulla Stazione Spaziale ci aiuta a comprendere meglio i batteri presenti, in modo da poter identificare le specie che potrebbero danneggiare le apparecchiature o costituire un pericolo per la salute degli astronauti. Inoltre, è utile per individuare le aree che necessitano di pulizia più rigorosa", ha aggiunto VenkateswaranL.

La Stazione Spaziale è un ambiente unico, con microgravità ed aria riciclata, radiazioni, anidride carbonica elevata e costante presenza di esseri umani.

Precedenti studi sulla comunità microbica a bordo del laboratorio orbitante, avevano usato tecniche di microbiologia tradizionali come la coltura di batteri e funghi in laboratorio. Ma "solo il 10% di quello che c'è là fuori può essere coltivato ed è per questo che sono state adottate tecniche genetiche", ha spiegato Venkateswaran.
Il team ha utilizzato le più recenti tecnologie di sequenziamento del DNA per identificare rapidamente e con precisione i microrganismi presenti.
Questi dati sono stati poi confrontati con le cosiddette "cleanroom" (camere bianche) al JPL dove, a differenza della ISS, possono alternarsi anche 50 persone in un giorno ma senza alcuna permanenza.

Il dato più preoccupante è arrivato dal filtro dell'aria utilizzato sulla ISS, in cui il 99.65% delle sequenze vitali recuperate proveniva da Actinobacteria che al massimo rappresenta solo il 25,25% delle sequenze vitali trovate nelle camere bianche al JPL. Un risultato forse dovuto ad un regime di pulizia più rigoroso sulla Terra. La ricerca, però, non ha ancora affrontato la virulenza di questi patogeni in ambienti chiusi o il rischio di infezione della pelle per gli astronauti.

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Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore e l'image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno" (segui su LinkedIn le mie attività professionali).
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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