Scritto: Martedì, 06 Ottobre 2015 19:51 Ultima modifica: Mercoledì, 15 Agosto 2018 08:19

L'asteroide 1999 JU3 della missione Hayabusa 2 ha un nuovo nome


L'asteroide 1999 JU3 della missione Hayabusa 2, da oggi, ha un nome più familiare: Ryugu.
Lo ha annunciato oggi la JAXA in un comunicato. La roccia spaziale era stata al centro di un concorso per i fan indetto questa estate dall'Agenzia Spaziale Giapponese.

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L'asteroide 1999 JU3 della missione Hayabusa 2 ha un nuovo nome Credit: JAXA

1999 JU3 è un asteroide di tipo C con un'orbita molto simile a quella di Itokawa, incontrato dall'omonima missione lanciata nel 2003, che occasionalmente lo porta vicino alla Terra, tanto da essere considerato un asteroide potenzialmente pericoloso (Near Earth Object - NEO).
Misura circa 920 metri e la sua forma è piuttosto sferica. Ha un periodo di rotazione è di circa 7,6 ore e un albedo stimato è 0,06.
Hayabusa 2, lanciata con successo il 3 dicembre 2014 dal Pad 1 del Launch Complex Yoshinobu presso il Tanegashima Space Center della JAXA, lo raggiungerà a giugno 2018.

Tra le 7.336 proposte del pubblico, la giuria ha scelto "Ryugu", un nome legato ad un'antica storia giapponese.
Ecco le motivazioni:

  • il personaggio principale, Urashima Taro, verso la fine della storia, porta con sé un cofanetto dal palazzo del drago, “Ryugu” Castle, sul fondo del mare, così come Hayabusa 2 custodirà il suo prezioso carico, una capsula con i campioni dell'asteroide;
  • l'asteroide potrebbe contenere acqua e anche il nome "Ryugu" è associato all'acqua perché il castello del Drago è sotto l'oceano;
  • il nome non è simile a quelli già assegnati ad altre rocce spaziali;
  • secondo le regole dell'International Asteroid Union (IAU) sarebbe preferibile un nome mitologico e "Ryugu" rispetta questa regola.

In genere, l'approvazione di un nome per un asteroide richiede circa tre mesi ma in questo caso è stata fatta un'eccezione e Ryugu è già pubblicato nel Minor Planet Names.

All'inizio di settembre, la sonda Hayabusa 2 aveva acceso con successo il motore a ioni per prepararsi alla grande manovra che la spedirà definitivamente verso il suo target tra novembre e dicembre 2015. Ci siamo quasi!

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Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore e l'image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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