I CubeSat sono una classe di veicoli spaziali di piccole dimensioni standardizzate, dall'utilizzo modulare: molti sono stati realizzati dagli studenti universitari e diverse decine sono stati lanciati in orbita attorno alla Terra integrati nel payload dei grandi voli spaziali.

L'unità CubeSat è una scatola quadrata di 10 centimetri di lato e i satelliti più grandi sono multipli di questa misura. I MarCO saranno composti da sei unità e misureranno complessivamente 36,6 x 24,3 x 11,8 centimetri ciascuno.

Saranno lanciati nel 2016 dalla base Vandenberg Air Force in California, con il vettore United Launch Alliance Atlas V, insieme al lander InSight, che avrà come obiettivo principale lo studio della struttura interna del Pianeta Rosso.
I MarCO voleranno intorno a Marte mentre InSight atterrerà sulla superficie il 28 settembre 2016.

"MarCO sarà una dimostrazione tecnica aggiunta ad InSigh ma il loro successo non sarà necessario per la riuscita della missione", ha dichiarato Jim Green, direttore della divisione di scienze planetarie della NASA presso la sede dell'Agenzia a Washington. "I MarCO voleranno in modo indipendente su Marte".

MarCO cubesat

Credits: NASA/JPL-Caltech

Durante le fasi di ingresso, discesa ed atterraggio il lander trasmetterà informazioni nella banda radio UHF (Ultra high frequency) per comunicare con il NASA Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) che, a sua volta trasmetterà a Terra in banda X. Tuttavia, MRO non può compiere questo processo simultaneamente, ossia non può ricevere informazioni su una banda mentre trasmette con l'altra. La conferma dell'atterraggio, potrebbe essere perciò ricevuta in differita.
I MarCO, invece, saranno in grado di ricevere in UHF e ricevere e trasmettere in banda X, una caratteristica che permetterà di comunicare immediatamente i dati ricevuti.

I due CubeSat si separeranno dall'Atlas V dopo il lancio per percorrere le loro traiettorie indipendenti verso Marte, viaggeranno quindi separati da InSight.
La prima sfida che dovranno affrontare sarà quella di distribuire correttamente antenne e pannelli solari.

Questo test sul campo permetterà di verificare la tecnologia CubeSat, che consente costi e tempi di sviluppo ridotti, per le missioni interplanetarie.