Scritto: Giovedì, 30 Ottobre 2014 06:22 Ultima modifica: Sabato, 02 Gennaio 2016 10:20

Il cratere d'impatto di LADEE fotografato da LRO


La sonda della NASA Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO) ha scoperto un nuovo cratere sulla superficie lunare durante le sue orbite, ma questa volta non si tratta di un impatto da oggetto celeste, a formarlo è stata la sonda Lunar Atmosphere and Dust Environment Explorer (LADEE) quando ha terminato la sua missione il 18 aprile 2014.

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Il cratere d'impatto di LADEE ripreso da LRO

Credit: NASA/Goddard/Arizona State University

La sonda della NASA Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO) ha scoperto un nuovo cratere sulla superficie lunare durante le sue orbite, ma questa volta non si tratta di un impatto da oggetto celeste, a formarlo è stata la sonda Lunar Atmosphere and Dust Environment Explorer (LADEE) quando ha terminato la sua missione il 18 aprile 2014.

L'immagine è uscita da un test informatico del team della Lunar Reconnaissance Orbiter Camera (LROC), messo a punto per confrontare le foto riprese con la Narrow Angle Camera (NAC) prima e dopo un certo periodo, una sorta di "trova le differenze" da settimana enigmistica.

"L'impatto di LADEE ha fornito un divertente test", ha dichiarato Mark Robinson, principale ricercatore per LROC dell'Arizona State University di Tempe.

"A quanto pare ci sono stati diversi piccoli cambiamenti sulla superficie rinvenuti nella zona d'impatto prevista, il più grande e il più caratteristico era all'interno di un raggio di 295 metri dal punto stimato dal team operativo LADEE. Che divertimento!", ha commentato.

LADEE, lanciata con successo il 7 settembre 2013, dal Mid-Atlantic Regional Spaceport (MARS) al Wallops Flight Facility della NASA nella Virginia orientale, con il razzo vettore Minotaur V dell'Orbital Sciences Corp (la compagnia aerospaziale recentemente coinvolta nel fallimento del razzo Antares), era entrata in orbita lunare il 6 ottobre e il 10 novembre aveva iniziato a raccogliere i primi dati.

Aveva raggiunto l'orbita scientifica intorno all'equatore della Luna, il 20 novembre e a marzo 2014, la sua missione primaria di 100 giorni, era stata estesa di altri 28.

Aveva ospitato il primo esperimento della NASA dedicato alla comunicazione bidirezionale via laser e raccolto informazioni dettagliate sulla sottile atmosfera lunare.

Terminò la sua missione impattando nei pressi del cratere Sundman V sul lato lontano della Luna, per preservare i siti storici di atterraggio delle missioni Apollo.

Il luogo di impatto, fotografato ora da LRO, si trova a circa 780 metri dal bordo del cratere, solo circa 300 metri più a nord dalla posizione prevista dai responsabili della missione.

Dato che LADEE non viaggiava molto velocemente (1.699 metri al secondo) e non aveva una grande massa e densità al momento dell'impatto, il cratere che si è formato è piuttosto piccolo, meno di 3 metri di diametro, appena visibile dalla NAC e quasi impossibile da trovare nelle immagini da 250 mega-pixels tra una miriade di altri piccoli crateri recenti.

Il materiale espulso si è distribuito con un modello triangolare, verso ovest nord-ovest, coerente con la direzione in cui viaggiava il veicolo al momento dell'impatto, e si estende per 200 / 300 metri dal cratere. Si nota anche una piccola area di materiale espulso in senso opposto, che si estende per 20 / 30 metri.

"Sono contento che la squadra LROC è stata in grado di confermare il punto di impatto LADEE", ha detto Butler Hine, LADEE project manager presso l'Ames Research Center di Moffett Field, in California.
"Aiuta davvero la squadra di LADEE a mettere la parola fine alla missione e sapere esattamente dove il loro lungo lavoro è terminato".

Questa non è la prima volta in cui le due missioni lavorano in sinergia: la fotocamera NAC di LRO aveva ripreso una foto ricordo di LADEE, quando le loro orbite si erano incrociate il 15 gennaio 2014 alle 11:00 UTC.

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Letto: 3544 volta/e Ultima modifica Sabato, 02 Gennaio 2016 10:20
Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore ed image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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