Mentre le immagini ottenute nei mesi scorsi evidenziano solo alcuni getti distinti nella regione del collo, quelle più recenti mostrano l'emissione di polveri da quasi tutto il corpo di 67P ed alcuni nuovi getti provenienti dal lobo più piccolo.

La foto in apertura è stata ripresa il 10 settembre 2014 quando Rosetta ha iniziato la fase Global Mapping (GMP), con la quale è relamente entrata in orbita intorno alla cometa ad una distanza di circa 30 chilometri dal nucleo.

ESA Rosetta: 67P 5 settembre OSIRISQuesta volta, OSIRIS ha scattato con la Wide Angle Camera, ossia la fotocamera con il campo visivo più ampio, riuscendo così a vedere il nucleo completo.
Dall'inizio di settembre, infatti, anche la NavCam, ormai troppo vicina, non riusciva più a fotografare la cometa in un sol colpo. Il team, perciò, iniziò a riprende il nucleo suddiviso in 4 frame ogni volta, scattati nell'arco di 20 minuti e questa modalità operativa è seguita tutt'ora.

Il 5 settembre OSIRIS aveva scattato l'immagine qui a fianco ripresa da 62 chilometri di distanza con una risoluzione di 1,1 metri per pixel (pubblicata su APOD).

"A questo punto, riteniamo che una gran parte della superficie illuminata della cometa presenti di un certo livello di attività", ha dichiarato Jean-Baptiste Vincent dell'Max Planck Institute for Solar System Research (MPS) in Germania, scienziato del team OSIRIS.

"Essere in grado di controllare queste emissioni da vicino per la prima volta, ci fornisce conoscenze molto più dettagliate", aggiunge Holger Sierks, leader della squadra OSIRIS. "Ma una immagine da sola non può raccontare tutta la storia; da un'immagine non possiamo discernere esattamente da dove provengono i getti".

I ricercatori, perciò, stanno confrontando le foto della stessa regione prese da angolazioni diverse per ricostruire la struttura tridimensionale dei getti. Inoltre, dal momento che alcuni di essi potrebbero essere nell'ombra, le immagini devono essere necessariamente sovraesposte.

Ne sono un esempio i due scatti qui sotto, ripresi da OSIRIS il 20 ottobre 2014 da una distanza di 7,2 chilometri: il primo con una esposizione di meno di un secondo mette in risalto i dettagli della superficie, il secondo con un tempo di esposizione di 18,45 secondi cattura i getti.

67P: OSIRIS 10 ottobre67P: OSIRIS 10 ottobre

Credit: ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/ INTA/UPM/DASP/IDA

In ogni caso, per ora sembra che Philae possa stare tranquillo perché il sito J, in attesa di un nome definitivo (il concorso indetto dall'ESA "NAME SITE J!" si è concluso il 22 ottobre alle 23:59 ed il vincitore verrà rivelato il 3 novembre), sembra ancora una zona piuttosto tranquilla.
Tuttavia, vi è qualche indicazione che nuove aree attive si stanno svegliando a circa un chilometro dal luogo di atterraggio. Ciò permetterà agli strumenti di Philae di studiare l'attività della cometa da una distanza davvero ravvicinata.

Il mosaico che segue mostra i due siti di atterraggio selezionati lo scorso 15 settembre: il sito C di backup a sinistra e il sito J, definitivo a destra.
E' stato realizzato con le immagini della Narrow Angle Camera di OSIRIS riprese rispettivamente il 12 settembre per il sito C e il 14 settembre per il sito J, entrambe da una distanza di circa 30 chilometri dal nucleo con una risoluzione di 0,5 metri per pixel.

Rosetta landing sites C and J  from 30 km

Rosetta landing sites C and J  from 30 km
Credits: ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DAS P/IDA - Processing by 2di7 & titanio44

Nonostante 67P si trovi ancora a 400 milioni di chilometri dal Sole la miscela di molecole rilevate nella chioma è sorprendentemente ricca.
Il Rosetta Orbiter Sensor for Ion and Neutral Analysis (ROSINA) sta "annusando" i fumi di 67P dal mese di agosto con i suoi spettrometri di massa (nel post precedente, trovate anche un mosaico della NavCam ripreso sempre il 10 settembre, come l'immagine di OSIRIS in apertura).

Oltre alla presenza attesa di anidride carbonica e monossido di carbonio, ROSINA aveva rilevato anche un mix di altre molecole minori:

acqua (H2O)
monossido di carbonio (CO)
anidride carbonica (CO2)
ammoniaca (NH3)
metano (CH4)
metanolo (CH3OH)

A questa lista, oggi possiamo aggiungere anche:

formaldeide (CH2O)
solfuro di idrogeno (H2S)
acido cianidrico (HCN)
biossido di zolfo (SO2)
solfuro di carbonio (CS2)

Il grafico seguente è basato sui dati del 10 ottobre, registrati a 10 chilometri dal centro della cometa.

67P: ROSINA

Credit: K. Altwegg, University of Bern

Per quanto 67P possa apparire affascinante in queste ultime immagini, sembra però che il suo profumo lo sia altrettanto.
Kathrin Altwegg, principale responsabile per ROSINA, descrive la ricetta:
"Il profumo di 67P è molto forte, con odore di uova marce (idrogeno solforato), di stalla di cavallo (ammoniaca), e il pungente e soffocante odore di formaldeide. Questo è mescolato con il debole, amaro, aroma di mandorla dell'acido cianidrico. Aggiungete un po' di odore di alcol (metanolo) a questa miscela, in coppia con l'aroma di aceto per il biossido di zolfo e un pizzico di dolce profumo aromatico di solfuro di carbonio, e si arriva al profumo della nostra cometa". 

Il team continuerà a tenere sotto controllo questo mix man mano che 67P si avvicina al Sole e potrà essere messo a confronto con altre comete provenienti dalla fascia di Kuiper (come 67P) o dalla nube di Oort (come Siding Spring che recentemente è passata molto vicina a Marte). 

Di seguito, un reportage delle ultime immagini scattate dalla NavCam. Per ciascuna, potete cliccare sul link in didascalia per visualizzare i mosaici alla massima risoluzione.

ESA ROSETTA NavCam 8 ottobre 2014

ESA Rosetta NavCam 8 ottobre 2014

ESA Rosetta NavCam 14 ottobre 2014

 ESA Rosetta NavCam 14 ottobre 2014

ESA Rosetta: NavCam 15 ottobre 2014

ESA Rosetta: NavCam 15 ottobre 2014

ESA Rosetta NavCam 18 ottobre 2014

ESA Rosetta NavCam 18 ottobre 2014

ESA Rosetta NavCam 8 ottobre 2014

ESA Rosetta NavCam 8 ottobre 2014
Credits: ESA/Rosetta/NavCam - Processing by 2di7 & titanio44

NOTA:
gli ultimi mosaici della NavCam che vedete in questo post sono stati tutti assemblati a mano (senza utilizzare le funzioni automatiche di allineamento e merging messe a disposizione dai diversi programmi di grafica) e possono presentare alcune "licenze poetiche" geometriche nel punto di unione. La distanza molto ravvicinata, la rotazione del nucleo e l'orbita di Rosetta, infatti, hanno prodotto vistose differenze prospettiche tra uno scatto e l'altro.

Riferimenti:
http://blogs.esa.int/rosetta/2014/10/23/comet-activity-is-on-the-increase/
http://blogs.esa.int/rosetta/2014/10/23/the-perfume-of-67pc-g/