Scritto: Venerdì, 22 Novembre 2019 07:10 Ultima modifica: Venerdì, 22 Novembre 2019 11:29

La prima Starship ha fatto il 'botto' In evidenza


Il prototipo Mk1 dell'astronave Starship, realizzata dalla SpaceX a Boca Chica, in Texas, ha avuto un grave incidente durante un test di pressurizzazione dei serbatoi. Fortunatamente nessuno è rimasto ferito nell'evento.

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Il prototipo Starship Mk1 salta a Boca Chica, Texas. Il prototipo Starship Mk1 salta a Boca Chica, Texas. Credit: @bocachicagal – NASASpaceflight.com

 Il primo prototipo a dimensioni reali della Starship di SpaceX ha subito una significativa anomalia durante un test, distruggendo o danneggiando comunque gravemente grandi sezioni del razzo. Elon Musk, amministratore delegato di SpaceX, ha subito commentato che l'anomalia non lo preoccupa più di tanto.

 Ma veniamo ai fatti: il 20 novembre 2019, la SpaceX, dopo aver cancellato la prevista chiusura della strada il giorno precedente, ha inaspettatamente fatto una nuova richiesta dell'ultimo minuto ed ha iniziato un ciclo molto più intenso di test con la Starship Mk1, il primo prototipo a scala reale dell'innovativo veicolo spaziale. Questo fa seguito ai test eseguiti il 18 novembre che si erano conclusi con il primo vero 'respiro' di Mk1 – alcune attività di sfiato quasi alla chiusura dei test di pressurizzazione del serbatoio. I tecnici della SpaceX avevano trascorso le successive 36 ore circa ad ispezionare ed eseguire dei lavori su Mk1, presumibilmente cercando e riparando piccole perdite lungo la sezione del serbatoio.

 Il 20 novembre i test proseguivano più rapidamente rispetto alla precedente serie di test e la Starship Mk1 arrivava rapidamente alla fase di sfiato. Poco dopo, la brina ha iniziato ad apparire sullo scafo esterno all'altezza dei serbatoi di acciaio dell'ossigeno liquido e del metano, un segno tangibile che era in corso un qualche tipo di test criogenico. Basandosi sulla chiara mancanza di attività da parte della fiamma pilota nelle vicinanze della rampa di lancio, SpaceX stava utilizzando ossigeno liquido o azoto liquido per verificare che Starship rispondesse come atteso quando rifornita con il propellente super-rafffreddato. Dopo l'iniziale sfiato e la formazione visibile di brina, sembra che SpaceX abbia spinto ancora, caricando rapidamente l'Mk1 con ossigeno liquido o azoto. Questo progresso era facilmente visibile grazie al fatto che la massa e la pressione di tutto questo liquido criogenico agiva sulle piccole imperfezioni dello scafo rifinito a specchio, modificandole.

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Il prototipo Starship Mk1 pochi secondi prima dell'incidente. Credit: @bocachicagal – NASASpaceflight.com

 Quasi mezzora dopo, la scena pacifica è stata interrotta bruscamente da un 'botto' che ha fatto saltare la cupola superiore del serbatoio dell'ossigeno liquido, lanciato istantaneamente in aria per diverse centinaia di metri. Pochi secondi dopo, la parte superiore di Mk1 viene avvolta da una nube bianca creata dall'emorragia di un gran volume di ossigeno liquido che, immediatamente, vaporizzava esposto all'atmosfera, relativamente calda, terrestre. Incredibilmente, Starship sembrava rimanere funzionale anche dopo che tutta la sua parte superiore era letteralmente saltata via, ed il veicolo appariva rapidamente svuotato da tutto il suo contenuto. Per fortuna, durante tutta la durata dell'evento non si era creata nessuna esplosione o fiammata. Circa dieci minuti dopo l'evento di sovrappressione, tutto l'ossigeno liquido era evaporato e la Starship appariva nuovamente tranquilla.

 Bisogna sottolineare che, per motivi si sicurezza, tutto il personale di SpaceX si trovava a grande distanza dalla rampa di lancio al momento dell'incidente e, per fortuna, nessuno è rimasto coinvolto.

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La parte superiore di Mk1 danneggiata pesantemente il giorno dopo l'incidente. Credit: @bocachicagal – NASASpaceflight.com

 La prima impressione, guardando le immagini al rallentatore, sembra mostrare che la causa scatenante dell'incidente possa essere stato il cedimento di una, delle tantissime, saldature che tengono assieme le lastre di acciaio che formano i serbatoi di Mk1. Sebbene l'incidente sia una vera sfortuna per il programma di SpaceX, la perdita di Mk1 potrebbe portare ad un miglioramento nel design e nella produzione della Starship. Pochi minuti dopo che l'anomalia era stata trasmessa su diversi livestream non ufficiali, le cui telecamere si trovano nei pressi del sito di lancio di Boca Chica, Elon Musk ha scritto un tweet nel quale ha smentito parte di quello che aveva dichiarato durante la presentazione di settembre. Musk ha scritto che, anziché riparare Mk1, la squadra di Boca Chica procederà direttamente alla costruzione di Mk3, che avrà un design significativamente più avanzato e che beneficerà delle numerose lezioni imparate nella realizzazione e nel volo di Starhopper e nella fabbricazione di Mk1. I primi anelli che formeranno Mk3 sembrano essere già pronti anche se il team del Texas del sud appariva chiaramente focalizzato, finora, più a preparare Starship Mk1per i test, gli static fire ed i voli di prova. L'ogiva di Mk1, che al momento dei test non era stata ancora rimontata dopo la presentazione di settembre, è rimasta chiaramente intatta ma non è chiaro se potrà essere riutilizzata in futuro.

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La Starship Mk1 completata per la presentazione di settembre scorso. Credit: Isis Valencia/Spaceflight Now

 Alcune ore dopo la SpaceX ha rilasciato un comunicato ufficiale che indica che il problema sofferto dalla Starship Mk1 il 20 novembre è arrivato dopo una decisione intenzionale di pressurizzare il prototipo di razzo al limite. Questo vuol dire, probabilmente, che il test era alla ricerca della massima pressione di volo, e non un test intenzionale alla ricerca del limite estremo, ecco quindi che la cupola del serbatoio di Starship saltata via è un problema significativo e non pianificato.

 Ma, più importante, la SpaceX ha detto che aveva già deciso di ritirare la Mk1 prima di ogni tipo di test di volo, trattando il veicolo come un precursore. Invece la SpaceX costruirà ed utilizzerà la Starship Mk3 – il prossimo prototipo realizzato a Boca Chica, per i primi tentativi di volo fino a 20 km per testare il sistema di atterraggio simile a quello dei paracadutisti.

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I lavoro in corso per Starship alla rampa 39A del Kennedy Space Center. Credit: @julia_bergeron

 

 Intanto in Florida, a Cocoa Beach, dove si trova il secondo sito di realizzazione della Starship, proseguono i lavori sul prototipo Mk2, anche se, dopo i fatti di Boca Chica non è chiaro quanto lo stesso design potrà essere portato avanti. Ad alcuni km di distanza, all'interno del recinto della rampa 39A del Kennedy Space Center, utilizzata da SpaceX per i lanci dei razzi vettori Falcon 9 e Falcon Heavy, proseguono i lavori per la realizzazione della struttura che verrà utilizzata da Starship per i voli dalla costa est degli Stati Uniti.

 Insomma, questa sfida così impegnativa per SpaceX prosegue, e noi cercheremo di raccontarvela al meglio.

 

 Fonti:

Teslarati: https://www.teslarati.com/spacex-ceo-elon-musk-next-steps-starship-failure/

SpaceflightNow: https://spaceflightnow.com/2019/11/20/spacexs-first-starship-prototype-ruptures-during-cryogenic-test/

NASASpaceflight: https://www.nasaspaceflight.com/2019/11/spacex-starship-mk-1-fails-cryogenic-test/

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Read 212 times Ultima modifica Venerdì, 22 Novembre 2019 11:29
Massimo Martini

Sono appassionato di astronomia e di astronautica fin da quella notte del luglio 1969 quando, a poco più di sei anni, vidi i primi uomini mettere piede sulla Luna. La passione è cresciuta con gli anni e, sebbene non si sia trasformata in attività lavorativa, sono diventato un grande appassionato. Nel 1992, in pieno viaggio di Nozze, sono riuscito a trascinare persino la mia dolce metà al Kennedy Space
Center per vedere il lancio del primo italiano nello spazio. Dal 2000 al 2017 ho realizzato e curato il sito astronautica.us che è stato sempre aggiornato ed il più possibile affidabile nelle informazioni. Purtroppo, per motivi personali sono stato costretto a chiudere il sito nel luglio 2017.
Sono stato, assieme a mia moglie, uno dei responsabili delle prime tre edizioni della convention ‘Astronauticon’, che hanno visto anche la presenza di ospiti illustri nel campo astronautico. Al momento collaboro saltuariamente con alcune riviste cartacee del settore, ho una rubrica fissa astronomica sul magazine locale 'Quello che c'è' ed attivamente con il sito aliveUniverse.today.

www.astronautica.us | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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