Scritto: Venerdì, 30 Agosto 2019 19:32 Ultima modifica: Mercoledì, 04 Settembre 2019 06:01

Il grande balzo dello "Starhopper" In evidenza


Il 'grezzo' prototipo del nuovo veicolo spaziale di SpaceX ha compiuto uno spettacolare volo di quasi un minuto, spinto da un motore Raptor alimentato a metano, raggiungendo la quota di 150 metri.

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Il volo di Starhopper a Boca Chica, Texas il 28 agosto 2019, in quattro fotogrammi tratti dal video di SpaceX, . Il volo di Starhopper a Boca Chica, Texas il 28 agosto 2019, in quattro fotogrammi tratti dal video di SpaceX, . Credits: SpaceX

 Ne avevamo parlato a fine gennaio qui, quando lo Starhopper (nome informale di questo prototipo della Starship) aveva iniziato a prendere forma. Da allora il veicolo di SpaceX, costruito all'esterno, presso il poligono di lancio di Boca Chica, vicino a Browsville, in Texas, ha fatto molti progressi. Dopo essere stato completato (esteriormente) e presentato ufficialmente da Elon Musk il 9 gennaio, il prototipo veniva di nuovo diviso in due parti, la parte inferiore con le zampe e quella superiore con la punta. Purtroppo, il 23 gennaio, una forte perturbazione, con venti fino a 80 km/h facevano ribaltare l'ogiva, danneggiandola gravemente. A quel punto tutti pensavano che ci sarebbe stato un ritardo per la sua ricostruzione ma, anche questa volta, i tecnici della SpaceX sbalordivano tutti proseguendo i lavori, come niente fosse, sulla parte inferiore rimasta. Era poi Musk stesso a confermare, via tweet il 17 marzo, che lo Starhopper avrebbe volato senza la punta, tanto come ausilio aerodinamico, per le velocità e quote da raggiungere, non era necessaria. Quindi, spiegava Musk, la punta ed altre parti di razzo che si vedeva nuovamente in costruzione a Boca Chica sarebbero serviti per il primo veicolo Starship orbitale.

 Finalmente, il 1° luglio, il motore Raptor Sn.6 veniva consegnato a Boca Chica (dopo aver eseguito perfettamente dei test al banco di prova di McGregor) ed installato sullo Starhopper. Il 17 luglio un'inattesa palla di fuoco avvolgeva il veicolo mentre erano in corso test di rifornimento ma lo Starhopper non veniva danneggiato e, dopo accurati controlli la mattina successiva, nemmeno il motore Raptor pareva avere problemi.

 Il 25 luglio veniva tentato un primo salto senza vincoli ma, una volta acceso il motore, questo veniva spento quasi immediatamente. Musk spiegava poi che il propellente, metano, era più freddo del previsto ed aveva causato una sovrappressione che aveva costretto all'aborto del test.

SH2

Nella foto, Starhopper a Boca Chica, Texas a luglio 2019. - Credit Bocachigal/NSF

 Il giorno successivo, 26 luglio, lo Starhopper eseguiva con successo il suo primo balzo di circa 20 metri. Purtroppo le riprese video, dato che nel frattempo era calata la sera sul Texas del sud, erano poco chiarificatrici ma Musk prometteva un prossimo balzo di 200 metri entro poche settimane.

 Ma la FAA (Federal Aviation Administration, l'ente USA che concede le autorizzazioni per i voli aerei, compresi i test come questo) si è presa una quindicina di giorni di tempo prima di dare il permesso a SpaceX per il salto di 200 metri dello Starhopper.

 Finalmente, il 26 agosto la FAA concede la licenza per il test ma lo limita a 150 metri di altezza. La SpaceX fissa il test per le 16 locali (le 23 italiane) ma l'orario viene prima spostato di un'ora e poi di un'altra ancora. Finalmente alle 18 locali (le 1 italiane del 27 agosto) il test ha luogo ma, quando il Raptor stava per accendersi veniva chiamato un aborto dal sistema automatico del veicolo. Alcune ore dopo Musk, sempre via tweet, chiariva che si era trattato di un problema con un cavo o un connettore del sistema di accensione e che si sarebbe ritentato subito il giorno dopo.

 Finalmente, alle 17 locali del 27 agosto, (le 24 italiane) il motore Raptor si è acceso ed ha innalzato nel cielo del Texas meridionale, lo Starhopper. Il motore veniva orientato dal sistema automatico facendolo salire e, contemporaneamente, traslare di lato verso la piazzola di atterraggio, posta a poche decine di metri da quella di partenza. Dopo un perfetto volo di circa 57 secondi, durante i quali si osservava bene anche l'utilizzo dei piccoli sbuffi di gas freddi per il controllo del rollio, lo Starhopper si posava delicatamente sulla piazzola, concludendo così la sua breve carriera. Infatti Musk aveva già dichiarato, prima del test, che dopo questo salto il veicolo sarebbe stato messo a terra e trasformato in un banco prova dei motori Raptor a Boca Chica.

 Ora tutta l'attenzione si sposta sul prototipo Starship Mk1 che, sempre secondo Musk, dovrebbe eseguire un volo fino a 20 km di altezza, spinto, questa volta da tre motori Raptor, entro ottobre e poi tentare di raggiungere l'orbita entro l'anno. Sembrano le solite tempistiche molto ottimistiche ma, dopo aver visto volare uno 'scaldabagno' tutto può succedere...

 Intanto al sito di Cocoa Beach, in Florida, oltre alla costruzione di un secondo prototipo è iniziata anche la costruzione del razzo Super Heavy, destinato a fungere da primo stadio per la Starship definitiva.

 Ora non resta che attendere il promesso aggiornamento ufficiale di SpaceX sul programma Starship e Super Heavy, ora previsto per metà settembre, dove speriamo di poter sapere di più su questo progetto che potrebbe rivoluzionare l'esplorazione e colonizzazione dello spazio.

 

Fonti: https://www.teslarati.com/spacex-starhopper-flawless-final-flight-second-try/
Tweeter: https://twitter.com/elonmusk
SpaceNews: https://spacenews.com/spacexs-starhopper-completes-test-flight/
NASASpaceflight: https://www.nasaspaceflight.com/2019/08/faa-spacexs-starhopper-hop/

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Read 218 times Ultima modifica Mercoledì, 04 Settembre 2019 06:01
Massimo Martini

Sono appassionato di astronomia e di astronautica fin da quella notte del luglio 1969 quando, a poco più di sei anni, vidi i primi uomini mettere piede sulla Luna. La passione è cresciuta con gli anni e, sebbene non si sia trasformata in attività lavorativa, sono diventato un grande appassionato. Nel 1992, in pieno viaggio di Nozze, sono riuscito a trascinare persino la mia dolce metà al Kennedy Space
Center per vedere il lancio del primo italiano nello spazio. Dal 2000 al 2017 ho realizzato e curato il sito astronautica.us che è stato sempre aggiornato ed il più possibile affidabile nelle informazioni. Purtroppo, per motivi personali sono stato costretto a chiudere il sito nel luglio 2017.
Sono stato, assieme a mia moglie, uno dei responsabili delle prime tre edizioni della convention ‘Astronauticon’, che hanno visto anche la presenza di ospiti illustri nel campo astronautico. Al momento collaboro saltuariamente con alcune riviste cartacee del settore, ho una rubrica fissa astronomica sul magazine locale 'Quello che c'è' ed attivamente con il sito aliveUniverse.today.

www.astronautica.us | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
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