Scritto: Venerdì, 28 Dicembre 2012 10:33 Ultima modifica: Venerdì, 11 Gennaio 2013 06:47

Petizione alla Casa Bianca: potremmo costruire l'Enterprise?


Mentre il mese di dicembre è stato ricco di novità per gli appassionati di Star Trek con il rilascio del primo teaser ufficiale completo, disponibile anche sulla nostra home page, e la sinossi diffusa dalla Paramount (“Star Trek Into Darkness - trailer in italiano”), all’inizio di quest’anno un ingegnere lancia l’idea di costruire una vera nave spaziale funzionante: niente poco di meno che l’Enterprise di Star Trek scala 1:1.

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Source: http://youtu.be/VMafReWFSfE

Mentre il mese di dicembre è stato ricco di novità per gli appassionati di Star Trek con il rilascio del primo teaser ufficiale completo, disponibile anche sulla nostra home page e, la sinossi diffusa dalla Paramount (“Star Trek Into Darkness - trailer in italiano”), all’inizio di quest’anno un ingegnere lancia l’idea di costruire una vera nave spaziale funzionante: niente poco di meno che l’Enterprise di Star Trek scala 1:1.

BTE Dan, così si fa chiamare l'ingegnere che mantiene l'anonimato, sul suo sito web buildtheenterprise.org ha pubblicato schemi, progetti e missioni: secondo i calcoli sarebbero sufficienti appena 1000 miliardi di dollari e 20 anni di lavori in orbita.
L’ingegnere non ha lasciato nulla al caso, calcolando anche le strategie necessarie al Governo Americano per ricavare il budget necessario per l'impresa.

Quello che, per ora, mancherebbe alla prima Enterprise sarebbe il tanto desiderato motore a curvatura per poter viaggiare a velocità superiori a quella della luce ed "esplorare strani nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita e di nuove civiltà, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima". La nave progettata da Dan, infatti, avrebbe una propulsione ionica alimentata da un reattore nucleare da 1,5 gigaWatt.

Adesso, BTE Dan ha avviato una petizione alla Casa Bianca non per costruire l’Enterprise ma per iniziare uno studio di fattibilità e una progettazione concettuale.

La proposta è stata segnalata dal sito americano universetoday.com: il termine ultimo per raccogliere le 25000 firme necessarie sarà il 21 gennaio 2013 mentre, in questo momento, la petizione ha superato le 2000 firme.

Le petizione, disponibile qui, recita:

"We have within our technological reach the ability to build the 1st generation of the USS Enterprise. It ends up that this ship’s inspiring form is quite functional. This will be Earth’s first gigawatt-class interplanetary spaceship with artificial gravity. The ship can serve as a spaceship, space station, and space port all in one. In total, one thousand crew members & visitors can be on board at once. Few things could collectively inspire people on Earth more than seeing the Enterprise being built in space. And the ship could go on amazing missions, like taking the first humans to Mars while taking along a large load of base-building equipment for constructing the first permanent base there."

[Abbiamo a portata di mano la capacità tecnologica per costruire la prima generazione della USS Enterprise. Alla fine, la forma ispiratrice di questa nave è abbastanza funzionale. Questa sarà la prima nave spaziale interplanetaria terrestre di classe gigawatt con gravità artificiale. La nave può servire come astronave, stazione spaziale e porto spaziale tutto in un uno. In totale può ospitare a bordo 1000 membri tra equipaggio e visitatori. Poche cose possono collettivamente ispirare la gente sulla Terra più di vedere l’Enterprise in costruzione nello spazio. E la nave potrebbe andare in missioni incredibili, come portare i primi uomini su Marte trasportando anche un grande carico di attrezzature per la costruzione della prima base permanente.]

BTE Dan spera di trovare realmente scienziati ed ingegneri del settore aerospaziale interessati a contribuire attivamente all’idea anche per verificarne eventuali punti deboli e trovare soluzioni valide.

“Sono state sempre molte le offerte di aiuto da parte di tecnici esterni all’industria spaziale e questo è fantastico. Ma sarebbero necessari anche alcuni ingegneri spaziali esperti che adottano un atteggiamento possibilista nei confronti della Gen1 Enterprise”, ha detto Dan.

Ovviamente da grande fan di Star Trek non posso che tifare per l’iniziativa: anche se la nave mancherebbe del motore a curvatura e di altri optional tecnologici avanzati come i replicatori e il ponte ologrammi, potrebbe essere un modo per spronare la scienza e le innovazioni future.

Letto: 3554 volta/e Ultima modifica Venerdì, 11 Gennaio 2013 06:47
Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore ed image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

https://twitter.com/EliBonora | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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