Scritto: Mercoledì, 25 Settembre 2019 17:40 Ultima modifica: Mercoledì, 09 Ottobre 2019 11:31

Una possibile origine per 2I/Borisov


La cometa interstellare C/2019 Q4, appena rinominata, potrebbe provenire dal sistema stellare Kruger-60 secondo tre ricercatori polacchi.

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Posizione nella volta celeste del "radiante" da cui proviene 2I/Borisov (in rosso, in basso) e di Kruger-60 (in alto) Posizione nella volta celeste del "radiante" da cui proviene 2I/Borisov (in rosso, in basso) e di Kruger-60 (in alto) Simulator: Stellarium - Processing: Marco Di Lorenzo

 Come era già successo per il primo oggetto di origine sicuramente interstellare, 1I/'Oumuamua, anche nel caso della nuova 2I/Borisov (così è stata appena rinominata dalla Unione Astronomica Internazionale e dal Minor Planet Center) ci si comincia a sbizzarrire in speculazioni sulla sua natura e sul possibile luogo di provenienza. Un breve articolo, uscito ieri e firmato da ricercatori attivi presso le sedi accademiche di Poznan e Varsavia, prende in esame le 548 osservazioni disponibili, effettuate dal 30 Agosto al 24 Settembre; vengono effettuate due stime dell'orbita, la prima (chiamata soluzione "a2") si basa sui dati presi tutti con lo stesso peso mentre la seconda ("a6") dà pesi differenti alle diverse osservazioni e dovrebbe essere più accurata, come suggerito nell'ultima colonna della "deviazione standard" in secondi d'arco, nella tabella sottostante:

Kruger solutions 3

Parametri orbitali delle due soluzioni utilizzate - Credits: P.A.Dybczynski, M. Krolikowska e R.Wysoczanska. - Processing: Marco Di Lorenzo

 Le orbite calcolate sono "osculatrici" e non tengono conto delle forze non-gravitazionali, ancora poco note a causa del limitato arco temporale delle osservazioni; tuttavia, questi effetti non dovrebbero cambiare in modo significativo la traiettoria nel tratto lontano dal Sole e, soprattutto, non cambiano più di tanto il dato di velocità rispetto alla stella di origine (l'informazione più significativa, come vedremo).

 Gli autori hanno "propagato" la traiettoria della cometa a ritroso nel tempo, tenendo conto delle perturbazioni dovute a quasi 650 stelle vicine e anche al potenziale della Via Lattea. E' venuto fuori che, 1 milione di anni fa, la 2I/Borisov è passata a 1,74 parsec (5,7 anni luce) da Kruger-60 con una velocità decisamente contenuta di 3,43 km. Ad essere precisi, la soluzione "a2" implica una distanza minima di 2,01pc a 3,41km/s, mentre "a6" porta a 1,97pc e 3,42km/s. Per confronto, l'orbita nominale del JLP porta invece a 1,91pc e 3,44km/s mentre l'orbita calcolata da MPC fornisce 1,84pc e 3,46km/s.

 Per poter stimare le incertezze nelle precedenti conclusioni, gli autori hanno generato 5000 "cloni" della cometa, con leggere differenze di traiettoria compatibilmente con le incertezze orbitali. La stessa filosofia è stata utilizzata per Kruger-60, con 5000 cloni della stella, compatibilmente con i dati di posizione e moto proprio del catalogo Gaia DR2. I risultati sono rappresentati nei due istogrammi sottostanti, con le barre magenta legate all'incertezza dell'orbita cometaria (assumendo per la stella i parametri nominali), mentre quelle verdi sono dovute alle incertezza su posizione e movimento di Kruger-60. Come si vede, le prime introducono una dispersione maggiore, soprattutto sulla distanza minima (legata alla direzione d'arrivo); questa situazione migliorerà sicuramente nelle prossime settimane.

Kruger dist

Credits: P.A.Dybczynski, M. Krolikowska e R.Wysoczanska.

 Kruger 60 (nota anche come BD+56 2783, GJ860AB, HD239960, HIP110893 e ADS15972) è una binaria visuale piuttosto famosa che prende nome dall'astronomo che l'ha studiata nel 1873. Entrambe le componenti sono nane di tipo M, con masse di 0,18 e 0,27 masse solari, che ruotano una attorno all'altra in quasi 45 anni su orbite piuttosto eccentriche; si tratta del decimo sistema stellare multiplo più vicino al Sole, a soli 13 anni luce da noi. La coppia, invisibile ad occhio nudo ed ardua da separare al telescopio, si muove verso di noi a 33,1 km/s, una velocità molto simile a quella con cui la cometa si è avvicinata al sistema solare (32,7 km/s); questo determina, andando a ritroso, la bassa velocità relativa e quindi una certa facilità nello spiegare l'espulsione da parte del sistema planetario di questa stella.

 Naturalmente, queste considerazioni non sono conclusive e la distanza minima da Kruger-60 appare francamente eccessiva, anche considerando le incertezze. Del resto, nessuno vieta di pensare che la 2I/Borisov sia molto più antica e la sua origine sia una stella molto più lontana e "anonima"...

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Marco Di Lorenzo (DILO)

Sono laureato in Fisica e insegno questa materia nelle scuole superiori; in passato ho lavorato nel campo dei semiconduttori e dei sensori d'immagine. Appassionato di astronautica e astronomia fin da ragazzo, ho continuato a coltivare queste passioni sul web, elaborando e pubblicando numerose immagini insieme al collega Ken Kremer. E naturalmente amo la fantascienza e la fotografia!

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