Aggiornamento del 10 Settembre: il giorno dopo la perdita del segnale, l'orbiter di Chandraiaan-2 è riuscito a fotografare il lander ma continuano a non esserci contatti radio; secondo indiscrezioni non confermate, è stata identificata una traccia termica e il veicolo apparirebbe intero ma adagiato su un lato e comunque non funzionante. Si è in attesa di ulteriori comunicazioni ufficiali al riguardo... (fonte ufficiale, fonte1, fonte2, fonte3).

 Aggiornamento del 7 Settembre (ore 17): in un tardivo comunicato stampa, ISRO ribadisce la perdita del lander a 2 km di quota, aggiungendo che i risultati scientifici della missione sono stati comunque raggiunti al 90-95% e annunciando che, grazie ad un lancio preciso ed una oculata gestione, la vita operativa del'orbiter potrà essere estesa fino a 7 anni contro 1 anno inizialmente previsto!

 Il sogno lunare indiano si è infranto stasera quando si sono persi i contatti con il lander della missionre Chandrayaan-2, a poche centinaia di metri dal suolo selenico. Prima di questa triste conclusione, tutto era andato per il meglio e, come abbiamo raccontato, nei giorni scorsi il lander Vikram si era separato con successo dall'orbiter, inanellando orbite sempre più strette attorno alla Luna.

 La discesa finale è iniziata alle 20:08 ora italiana (in India erano già le prime ore del 7 Settembre) e, nonostante lo scomodo orario, la sala era gremita di ospiti tra cui numerosi ragazzi; per l'occasione, anche il primo ministro indiano si è recato ad assistere all'evento, come mostrato nelle immagini seguenti.

primeMinister

Il primo ministro raggiunge il centro di controllo della missione e il dottor Sivan mostra un modello in scala ridotta del lander - credits: ISRO

 La prima fase, detta di "rough braking", ha portato il lander da 30 a 7,5 km circa dalla superficie lunare, lungo una traiettoria approssimativamente parabolica. Poi è iniziata la fase "Cam coasting" fino a 4 km e infine la fase "Fine breaking" che lo avrebbe dovuto accompagnare fino a 400m di altezza annullando la velocità orizzontale; a quel punto, sarebbe iniziata la discesa verticale con un atterraggio morbido, a pochi m/s. E' proprio durante la penultima fase che si sono manifestate le anomalie: il veicolo ha iniziato a deviare sensibilmente dalla traiettoria prevista e, soprattutto, non mostrava una sufficiente riduzione della velocità verticale; quest'ultima, secondo l'ultima lettura telemetrica riportata sugli schermi (figura sottostante) ammontava a 59 m/s a 355 m di altezza, decisamente troppi; per poter annullare una simile velocità, consentendo un atterraggio morbido, il lander avrebbe dovuto decelerare a quasi 5 m/s2 ovvero 0,5 g, cosa probabilmente impossibile per i motori di cui era dotato.

FineBraking

In alto a sinistra, l'ultima immagine d'insieme degli schermi e della telemetria nella "Control Room", in basso l'ultimo diagramma con la traiettoria di Vikram (in verde quella reale, in rosso la pianificata) - Credits: ISRO - Processing: Marco Di Lorenzo

 Il grafico in basso a sinistra mostra che alcune piccole deviazioni dalla rotta prevista hanno cominciato a manifestarsi già a oltre 5 km di altezza; all'inizio erano molto piccole e probabilmente "fisiologiche", comunque compatibili con le manovre correttive automatiche di Vikram; esse risultano infatti ben dentro la fascia di tolleranza prevista (linee bianche). Sotto i 2 km di quota, però, la deviazione comincia ad essere macroscopica, segno che qualcosa non sta andando secondo i piani. Peraltro, nella parte destra del mosaico, si vedono tre immagini simulate basate sulla telemetria; esse mostrano una curiosa rotazione del lander, quando ancora la traiettoria era quella nominale e tutto procedeva a gonfie vele. In pratica, durante il "Fine breaking", la sonda è scesa inizialmente a "testa in giù", per poi raddrizzarsi; non si sa se questa era una manovra prevista (magari per fotografare il terreno sottostante o per trasmettere i dati a Terra) o se erano già le prime avvisaglie di una anomalia in corso, comunque nessun operatore della control room sembrava preoccupato della cosa.

 Quando le comunicazioni con il lander si sono interrotte, ci sono stati interminabili minuti di silenzio e di imbarazzo, poi il laconico comunicato stampa, letto dal capo dell'agenzia spaziale indiana dr. K.Sivan, visibilmente provato; in esso, si recita che la discesa è stata nominale fino a una quota di 2,1 km e che, successivamente, i contatti con Vikram sono andati perduti e che i dati sono ancora in fase di analisi. ISRO ha fatto sapere che la prevista conferenza stampa mattutina  dopo il touchdown è stata sospesa e, per ora, non è dato sapere quando ci saranno nuovi comunicati.

sconforto

La tensione che diventa sconforto nei visi del personale della Control Room, dopo la perdita dei contatti con Vikram - Creits: ISRO - Processing: Marco Di Lorenzo

 E' un vero peccato che la missione del lander e del rover si siano concluse in questo modo, che peraltro ricorda da vicino il fallimento di un'altra sfortunata missione, quella dell'israeliana Beresheet 4 mesi fa; questa coppia di fallimenti, da parte di due nazioni che per prime tentavano l'atterraggio morbido lunare, ha ispirato il titolo "cinematografico" di questo articolo. Per consolarsi, almeno, l'India dispone ancora dell'orbiter funzionante di Chandrayaan-2 e nei mesi a venire, vedremo nuove spettacolari immagini ravvicinate del nostro satellite...

La cronaca del lancio può essere rivista a questo link.