Elisabetta Bonora

Elisabetta Bonora

Giovedì, 13 Settembre 2012 20:51

Su Titano permane il vortice al Polo Sud

E' apparso per la prima volta nelle immagini scattate dalla sonda Cassini a fine maggio 2012: è il vortice al polo sud di Titano.

Il singolare fenomeno ad alta quota è ormai diventato un elemento ricorrente in ogni foto della grande luna di Saturno.

Da qualche giorno, Curiosity ha iniziato i test del suo braccio robotico e i relativi strumenti.

In particolare, tutte le attività hanno confermato l'ottimo stato di salute del Mars Hand Lens Imager (MAHLI) che, dopo la rimozione della copertura antipolvere, ha iniziato a regalarci delle splendide immagini.

L'energia oscura (dark energy), la misteriosa sostanza che causerebbe l'espansione dell'Universo, esiste davvero. Queste le affermazioni di un team di astronomi dell'Università di Portsmouth e dell'LMU University di Monaco di Baviera.

Dopo due anni di studi condotti da Tommaso Giannantonio e Robert Crittenden, gli scienziati hanno cocluso che la probabilità della sua esistenza si attesta intorno al 99.996 %.

I loro risultati sono stati pubblicati sulla rivista Royal Astronomical Society (arxiv.org/abs/1209.2125).

L'orbiter della NASA Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) ha confermato una copiosa nevicata di anidride carbonica su Marte: fiocchi di neve di biossido di carbonio, meglio conosciuto come "ghiaccio secco", hanno ricoperto il polo sud marziano.

Tale fenomeno richiede temperature di circa - 125° Celsius.

Scienziati, artisti e visionari si riuniranno a Houston questa settimana per il simposio dell 100 Year Starship.

I viaggi interstellari sono molto complicati già all'interno del nostro stesso Sistema Solare a causa delle notevoli distanze: Marte si potrebbe raggiungere in 20 minuti luce, Plutone in 4 ore luce mentre la stella più vicina, Proxima Centauri, in poco più di 4 anni luce.

Dagli studi degli ultimi anni la presenza di materiali argillosi su Marte ha sempre suggerito la presenza di grandi masse d'acqua nel passato del pianeta. Ora, una nuova ricerca indica che questi depositi potrebbero essersi formati dal magma e Marte alla fine, sarebbe stato molto meno "bagnato" del previsto.

Lo studio si basa su zone nella Polinesia Francese, con caratteristiche simili a quelle rilevate sul Pianeta Rosso, formatesi dal raffreddamento del magma piuttosto che dall'acqua.

Come anticipato nell'articolo "Curiosity inizia ad usare il braccio robotico", Curiosity sta effettuando in questi giorni test e verifiche.

Durante il sol 32, 7 settembre 2012, utilizzando la fotocamera presente sul suo braccio robotico, il Mars Hand Lens Imager (MAHLI), ha scattato un foto ricordo: un autoritratto della Mastacam e della Chemcam.

Sabato, 08 Settembre 2012 11:38

Curiosity inizia ad usare il braccio robotico

Dopo aver percorso una lunghezza pari 109 metri dal punto di atterraggio, Curiosity sta trascorrendo alcuni giorni di preparazione per l'utilizzo del suo braccio robotico.

"Sapevamo che ad un certo punto avremmo avuto bisogno di fermarci e prendere una settimana o giù di li per questo tipo di attività", ha detto Michael Watkins, responsabile della Missione Curiosity al JPL.

Il fisico teorico Lawrence Krauss, in un intervista alla CNN, ha affermato che non sarebbe sorpreso se Curiosity trovasse tracce di vita su Marte, d'altra parte la vita da Marte potrebbe aver "inquinato" il nostro pianeta, dando origine alla vita sulla Terra.

Il SETI Istitute vede finalmente uno spiraglio: riceverà a breve nuovi finanziamenti per il progetto Allen Telescope Array (ATA), la rete di 42 radiotelescopi dedicati alla ricerca di intelligenza extraterrestre, situati nella contea di Shasta in California.

L'organizzazione Uwingu ha annunciato infatti, mercoledì 29 agosto, che inizierà a mettere a disposizione le prime somme di denaro.

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[LIBRO] Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno

Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno di Elisabetta BonoraLa pubblicazione ripercorre le gesta della missione interplanetaria NASA / ESA / ASI Cassini–Huygens, che esplorò Saturno e le sue lune dal 2004 al 2017. Le principali fasi del progetto, del lungo viaggio durato sette anni e della missione ultradecennale sono raccontate con semplicità e passione allo scopo di divulgare e ricordare una delle imprese spaziali robotiche più affascinanti ideate dall’uomo. Le meravigliose foto scattate dalla sonda nel sistema di Saturno, elaborate e processate dall’autrice, sono parte centrale della narrazione. Immagini uniche che hanno reso popolare e familiare un angolo remoto del nostro Sistema Solare. 244 pagine.

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