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ESA Rosetta: dal flyby di San Valentino ad oggi

Rosetta NavCam - 67P 25,26 e 2 febbraio 2015
Rosetta NavCam - 67P 25,26 e 2 febbraio 2015 Credit: ESA/Rosetta/NAVCAM, CC BY-SA IGO 3.0 - Processing: 2di7 & titanio44, CC BY-SA IGO 3.0

E' passato quasi un mese dal mio ultimo post sulla missione dell'ESA Rosetta ed effettivamente stavo iniziando a scalpitare per riuscire a trovare il tempo necessario a scrivere un aggiornamento perché, in questo periodo, sono state pubblicate diverse nuove immagini sul blog di missione.

Prima di tutto vale la pena di ricorcare il flyby di San Valentino a soli 6 chilometri dalla superficie della cometa 67P.
Il 4 febbraio scorso la sonda aveva lasciato l'orbita circolare a 30 chilometri di distanza dal nucleo, per allontanarsi a 140 e poi tuffarsi nuovamente sulla cometa. Il massimo avvicinamento era avvenuto alle 12:41 GMT del 14 febbraio 2015, sulla regione Imhotep, già nota per il masso Cheope.

67P - Imhotep

A sinistra, una mappa annotata del grande logo; a destra un'immagine del 15 agosto 2014 ripresa da 91 chilometri di distanza dal nucleo.
Credit: ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA

Credits: ESA/Rosetta/NAVCAM – CC BY-SA IGO 3.0

Un paio di giorni più tardi furono rilasciate le prime foto, di cui qui riproniamo qualche nostra elaborazione in ordine temporale.

Rosetta NavCam - 67P 14 February 2015 flyby

Rosetta NavCam - 67P 14 February 2015 flyby
Questa immagine è stata scattata alle 9:42 GMT, da una distanza di 31,6 km dal centro della cometa. La risoluzione è 2,7 m/pixel.
Credit: ESA/Rosetta/NAVCAM, CC BY-SA IGO 3.0 - Processing: 2di7 & titanio44, CC BY-SA IGO 3.0

Rosetta NavCam - 67P 14 February 2015 flyby

Rosetta NavCam - 67P 14 February 2015 flyby

Rosetta NavCam - 67P 14 February 2015 flyby
Qui sopra due versioni, di cui una in colori virtuali, del mosaico ripreso alle 10:15 GMT, da una distanza di 10,6 km dal centro della cometa. La risoluzione è 0,9 m/pixel.
Credit: ESA/Rosetta/NAVCAM, CC BY-SA IGO 3.0 - Processing: 2di7 & titanio44, CC BY-SA IGO 3.0

Rosetta NavCam - 67P 14 February 2015 flyby

Rosetta NavCam - 67P 14 February 2015 flyby
Questa immagine è stata scattata alle 14:15 GMT, da una distanza di 8,9 km dal centro della cometa. La risoluzione è 0,76 m/pixel.
Credit: ESA/Rosetta/NAVCAM, CC BY-SA IGO 3.0 - Processing: 2di7 & titanio44, CC BY-SA IGO 3.0

Rosetta NavCam - 67P 14 February 2015 flyby

Rosetta NavCam - 67P 14 February 2015 flyby
Questa immagine è stata scattata alle 16:12 GMT, da una distanza di 15,3 km dal centro della cometa. La risoluzione è 1,3 m/pixel.

Credit: ESA/Rosetta/NAVCAM, CC BY-SA IGO 3.0 - Processing: 2di7 & titanio44, CC BY-SA IGO 3.0

Mancano all'appello le immagini di OSIRIS, quelle che tutti si aspettano di vedere.
In un post sul blog di missione, del 3 marzo, si legge: "le immagini della fotocamera scientifica OSIRIS scattate durante il passaggio ravvicinato del 14 febbraio sono ora state ricevute a Terra, mostrando la superficie di 67P con un dettaglio senza precedenti".

Per ora, però, ne è stata pubblicata solamente una, che mostra una zona vicino al confine della regione Imhotep-Ash.
La foto è stata scattata alle 12:39 GMT, tre minuti prima del massimo avvicinamento, ad una distanza di soli 6 chilometri dalla superficie. Ha una risoluzione di 2 cm/pixel e copre un'area di 228 x 228 metri.

Rosetta OSIRIS - 14 febbraio 2015 flyby

Credits: ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA

Credits: ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA

Qui a fianco, la zona ripresa è indicata sul modello del nucleo.

Durante il flyby, per un breve periodo, il Sole, Rosetta e la cometa erano perfettamente allineati:
"le immagini tratte da questo punto di vista sono di alto valore scientifico", ha detto Holger Sierks, Principal Investigator di OSIRIS presso il Max Planck Institute for Solar System Research (MPS) in Germania. "Questo punto di vista è fondamentale per lo studio delle dimensioni dei grani", ha aggiunto.

Grazie a questa geometria, anche Rosetta, anzi la sua ombra, è entrata a far parte della scena.

L'ombra è quasi rettangolare e dai contorni sfocati: misura circa 20 x 50 metri ed è quindi un po' più grande di Rosetta (che è 2 x 32 metri).

I dati acquisiti nel corso del flyby stanno fornendo nuovi ed incredibili dettagli sulla superficie e sull'ambiente cometario vicino al nucleo.
Per eseguire questo passaggio ravvicinato, la sonda ha dovuto abbandonare il terminatore (ossia la linea che separa l'emisfero in luce da quello in ombra), per volare verso il lato soleggiato, trovandosi prevalentemente con il Sole alle spalle. Ciò ha permesso di studiare le regioni più attive ma ha costretto Rosetta a passare attraverso dense zone di gas e polveri, non molto indicate per i suoi grandi pannelli solari (lunghi 14 metri ciascuno). Generalmente, questi sono orientati perpendicolari al Sole per catturare più energia possibile, mentre le orbite sul terminatore garantiscono percorsi più sicuri e a minor resistenza. Ma la geometria del flyby prevedeva che i pannelli fossero più o meno paralleli alla superficie della cometa e quindi perpendicolari ai getti di materiale in uscita dal nucleo. Tale situazione ha comportato un pericolo maggiore e più resistenza durante il volo. Inoltre, passare così vicino al nucleo ha avuto anche un'altra conseguenza: Rosetta aveva perso i suoi consueti riferimenti di navigazione, le stelle. Ciò ha provocato il passaggio di alcuni sistemi alle rispettive unità di backup ma "con un po' di fortuna la sonda non è finita in safe-mode", ha detto Sylvain Lodiot, manager delle operazioni.
"Fare scienza durante un flyby stretto come questo non è facile e stiamo cercando il modo per preparare al meglio quelli futuri, così da poter massimizzare la scienza senza compromettere la sicurezza del veicolo spaziale", ha aggiunto Matt Taylor, scienziato della missione.

Dopo il passaggio ravvicinato del 14 febbraio, Rosetta si è nuovamente allontanata dalla cometa, raggiungendo una distanza di 255 chilometri dal centro del nucleo.

L'immagine qui sotto era stata ripresa il giorno successivo, il 15 febbraio, da una distanza di 125 chilometri dal centro del nucleo, con una risoluzione di 10,6 m/pixel.
La regione Imhotep è visibile in basso sul grande lobo, parzialmente in ombra. Anche a questa grande distanza, Cheope è distinguibile.

Rosetta #CometWatch: 15 febbraio 2015

Credit: ESA/Rosetta/NAVCAM – CC BY-SA IGO 3.0

Nei giorni successivi, la rubrica #CometWatch ha ripreso la consueta routine  con la pubblicazione di quasi un mosaico al giorno.

Rosetta NavCam - 67P 18 e 20 febbraio 2015

18 e 20 febbraio 2015, riprese rispettivamente da 198 km (16.9 m/pixe) e 118,5 km (10.1 m/pixel)
Credit: ESA/Rosetta/NAVCAM – CC BY-SA IGO 3.0

Rosetta NavCam - 67P 26 February 2015

Rosetta NavCam - 67P 26 February 2015
Questa immagine, in due versioni di cui una in colori virtuali, è stata scattata il 26 febbraio 2015 da una distanza di 94,6 km dal centro della cometa. La risoluzione è 8,3 m/pixel.
Credit: ESA/Rosetta/NAVCAM, CC BY-SA IGO 3.0 - Processing: 2di7 & titanio44, CC BY-SA IGO 3.0

In apertura, una nostra elaborazione (disponibile a dimensione intera sull'album di Flickr) delle immagini prese, rispettivamente da sinistra a destra, il 25, il 26 e due il 27 febbraio 2015.
Mentre la maggior parte delle NavCam vengono generalmente scattate come supporto alla navigazione, queste sono state ottenute a sostegno delle osservazioni dello spettrometro ultravioletto Alice. Le quattro foto hanno un tempo di esposizione di circa 2 secondi e un angolo di fase molto piccolo, cioè il Sole illuminava la cometa da dietro Rosetta. Tale configurazione ha causato qualche sovraesposizione di alcune zone del nucleo.

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Elisabetta Bonora

Sono una image processor e science blogger appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro.
In cerca di una nuova occupazione, negli ultimi anni mi sono occupata di digital advertising, web e video analytics.
Dedico il tempo libero alla mia dolcissima bimba Sofia Vega, a questo sito (creato nel 2012 in occasione dello sbarco del rover Curiosity su Marte) ed al processing delle immagini raw scattate dalle sonde e dai rover inviati nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

Sito web: https://twitter.com/EliBonora
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