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Alla scoperta dell'asteroide Bennu con la missione NASA OSIRIS-REx

Alla scoperta dell'asteroide Bennu con la missione NASA OSIRIS-REx
Crediti: NASA/Goddard/University of Arizona

L'inizio della missione OSIRIS-REx (Origins, Spectral Interpretation, Resource Identification, Security-Regolith Explorer) è ormai vicino. La sonda, destinata a volare verso l'ateroide Bennu tra l'8 settembre ed il 12 ottobre prossimo, sta passando le ultime fasi di assemblaggio e collaudo presso il Kennedy Space Center della NASA in Florida, prima di essere incapsulata in cima ad un razzo Atlas V.

Bennu è una relquilia della formazione del Sistema Solare, una roccia spaziale abbastanza incontaminata che potrebbe contenere indizi storici importanti.

"Abbiamo deciso di andare su Bennu perché vogliamo sapere che cosa ha visto nel corso della sua evoluzione", ha detto Edward Beshore della University of Arizona, vice-responsabile per la missione OSIRIS-Rex.
"Bennu ci dirà di più su come si è formato ed evoluto il nostro Sistema Solare. Come i detective sulla scena del crimine, esamineremo frammenti di prove da Bennu per comprendere in modo più completo la storia del Sistema Solare, che è in definitiva la storia della nostra origine".

OSIRIS-REx raccoglierà campioni da inviare a Terra nel 2023 per un'analisi approfondita e studierà come la pressione della luce solare influenza il percorso di un asteroide.
Uno degli obiettivi primari sarà ovviamente la mappatura: la sonda trascorrerà un anno in prossimità di Bennu, scrutandolo con i suoi cinque strumenti di imaging. Questa fase avrà il compito di determinare i siti scientificamente più interessanti, adatti e sicuri per prelevare campioni.

Sucurezza
Una mappa sarà dedicata alla sicurezza del veicolo spaziale per assicuarsi che OSIRIS-Rex non incontri pericoli durante la manovra di "touch-and-go" (o TAG), durante la quale un braccio meccanico sarà lentamente esteso fino a toccare la superficie dell'asteroide. Ogni TAG avrà a disposizione un'area circolare di 50 metri di diametro. Per svolgere questa complicata operazione, oltre a tenere sotto controllo topografia del paesaggio, temperatura ed eventuale presenza di getti di materiale, sarà fondamentale anche la quantità di luce riflessa dalla superficie: OSIRIS-REx rimbalzerà segnali laser sul terreno per muoversi ma se la zona sarà troppo scura non ci sarà un segnale di ritorno sufficiente mentre se sarà troppo luminosa accecherà il rilevatore.

Ausilio alla navigazione
Un'altra mappa dovrà essere di ausilio alla navigazione, operazione particolarmente complicata a causa della massa di Bennu.
L'asteroide sarà uno deli oggetti più piccoli visitati da una sonda planetaria. Ha ben poca gravità, così poca che la pressione dalla luce del Sole su OSIRIS-Rex sarà quasi uguale alla forza di gravità dell'asteroide. Per restare in orbita, la navicella dovrà rimanere in un raggio di circa 2,4 chilometri. Se supererà questo limite verrà spinta lontano dalla pressione della luce solare.

Campionamento
Una terza mappa si occuperà di trovare il materiale giusto da campionare.
La testa del braccio robotico può aspirare polvere e granelli grandi al massimo 2 centimetri e deve raccogliere campioni di almeno 60 grammi anche se può contenere fino a 2 chilogrammi di materiale. Per trovare il posto giusto, il team analizzerà le mappe termiche: le rocce e le particelle a grana grossa assorbono più calore del Sole e quindi si raffreddano più lentamente durante la notte, a differenza della polvere a grana fine che perderà il calore molto rapidamente una volta in ombra.

Geologia, mineralogia, chimica e temperatura
Un'ultima mappa valuterà il valore scientifico della superficie su Bennu.
Dalle osservazioni a distanza, si suppone che l'asteroide possa contenere acqua e materiale organico, o che sia ricco di carbonio, ma bisognerà scoprire come queste sostanze sono distribuite.
"Alcuni dei siti più interessanti saranno quelli che offrono materiale fresco, esposto da impatti, una crepa o un pennacchio simile all'attività delle comete, e quelli con materiale diverso", ha detto nel report Keiko Nakamura-Messenger, scienziato presso il Johnson Space Center della NASA.

Tutte queste carte saranno adattate al modello 3D di Bennu, di cui gli scienziati stanno già utilizzando una forma preliminare prodotta dalle osservazioni radar dell'asteroide, che sarà perfezionata una volta che OSIRIS-REx raggiungerà l'asteroide.

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Elisabetta Bonora

Sono una image processor e science blogger appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro.
Dal 2009 elaboro le immagini raw delle missioni spaziali insieme a Marco Faccin ed ho creato questo blog ad agosto 2012, in occasione dello sbarco del rover Curiosity su Marte.
Per lavoro mi occupo di digital advertising, web e video analytics presso Shiny (SV – Italia) ma passo la maggior parte del tempo libero su questo sito e tra i cataloghi delle foto scattate dalle sonde e dai rover inviati nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

Sito web: https://twitter.com/EliBonora
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