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Plutone torna in scena: iniziata un'intensa fase di downlink per New Horizons

Mosaico di immagini della regione "Sputnik Planum", trasmesse a Terra dal 5 al 7 Settembre con risoluzione di circa 0,8 km/pixel.
Mosaico di immagini della regione "Sputnik Planum", trasmesse a Terra dal 5 al 7 Settembre con risoluzione di circa 0,8 km/pixel. NASA/Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Southwest Research Institute

Spettacolari le prime immagini "ad alta qualità" appena trasmesse dalla sonda e scattate durante il "Fly-by", c'è anche Caronte!

Quando 6 giorni dopo l'incontro con Plutone, New Horizon smise di inviare le immagini registrate a favore di altri dati "in tempo reale", i piani erano quelli di riprendere la trasmissione delle foto i primi di Settembre, cominciando con le versioni "compresse" (lossy) per i primi due mesi per poi passare a quella "raw" (lossless) nei 12 mesi successivi. Tuttavia, saggiamente, il team di missione ha cambiato strategia scegliendo di ricevere subito le immagini non compresse, di qualità migliore e scientificamente più utili, nonostante la comunicazione sarebbe stata più lenta. La decisione è stata dettata anche dalla cattiva qualità estetica di alcune "lossy" ricevute a luglio, cosa che anche noi di AliveUniverse avevamo messo in risalto, specialmente nelle foto realizzate in condizioni più critiche (sottoesposte o con basso contrasto).

La prova della qualità superiore dei nuovi dati è evidente da questa prima tranche di immagini pubblicate tra giovedì e venerdì sera, a cominciare dal mosaico in apertura, dominato dalla pianura Sputnik Planum.

"Plutone ci sta svelando una varietà di terreni e una complessità di processi che rivaleggiano con tutto ciò che abbiamo osservato nel resto del sistema solare" ha dichiarato Alan Stern del SWrI, principal investigator della missione; "Se un artista avesse dipinto un simile Plutone prima del flyby, probabilmente l'avrei considerato esagerato, ma è davvero così!".

Alan Stern aveva anche anticipato che il catalogo delle immagini raw sarebbe stato aggiornato nella giornata di ieri, notizia ulteriormente ribadita da Emily Lakdawalla su Twitter. Eravamo perciò in attesa di circa 25 nuove immagini, simili a quelle già pubblicate ma di qualità superiore. Tuttavia, al momento il catalogo è ancora fermo così abbiamo deciso di inziare ugualmente a goderci lo spettacolo. Pubblicheremo un aggiornamento con nuove elaborazioni non appena il materiale verrà rilasciato.

Queste foto mostrano un terreno pesantemente craterizzato, e quindi più antico, accanto ad quello più giovane, le pianure ghiacciate senza crateri.

Insieme al mosaico in apertura, disponibile qui in dimensioni originali, sono state pubblicate anche due viste ravvicinate delle aree inscritte nei rettangoli bianchi.
Una di queste sta suscitando particolare interesse perché riprende un'enigmatica zona scura caratterizzata da creste allineate che ricordano le dune.
"Osservare dune su Plutone - se questo è quello che sono - sembra incredibile perché l'atmosfera attuale di Plutone è così rarefatta", ha detto William B. McKinnon, delegato del GGI dell'Washington University, St. Louis; "O Plutone aveva un'atmosfera più spessa in passato, o qualche processo ancora non compreso è al lavoro. Si tratta di un rompicapo!".

New Horizons - Plutone

Credits: NASA/Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Southwest Research Institute

La superficie a dune osservata da New Horizons ricorda molto i campi di dune visti dalla Cassini su Titano. Anche per la luna di Saturno, il loro processo di formazione non è ben compreso perché gli accumuli di materiale sono troppo imponenti rispetto ai modelli, tuttavia la spessa e complessa atmosfera può favorire la formazioni di venti rilevanti e tempeste capaci di spostare ed accumulare le particella di materiale in superficie. Su Plutone, invece, fino a prova contraria, l'atmosfera è troppo sottile per ipotizzare dune formate dal vento. La loro origine potrebbe essere diversa: stagionalmente, ad esempio, potrebbe formarsi una sorta di fango di acqua e composti carboniosi, in grado di muoversi e scivolare, creando le increspature che vediamo.

"La superficie di Plutone è tanto complessa quanto quella di Marte", ha dichiarato Jeff Moore, capo del team di Geologia, Geofisica e Imaging (GGI) di Ames/California;  "Le montagne mescolate casualmente potrebbero essere enormi blocchi di ghiaccio d'acqua dura che galleggiano all'interno di un vasto deposito di azoto congelato, più denso e morbido, nella regione informalmente chiamata Sputnik Planum".

New Horizons - Plutone

Questa composizione copre una zona di 470 chilometri. La caotica regione centrale contrasta vivacemente con la pianura sulla destra chiamata Sputnik.
Credits: NASA/Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Southwest Research Institute

La sonda ha anche ripreso dettagli interessanti dell'atmosfera del pianeta nano, al terminatore ed in retroilluminazione.

Qui sotto, un particolare opportunamente elaborato, mostra come la foschia ad alta quota produce una zona crepuscolare che permea dolcemente la superficie prima dell'alba e dopo il tramonto.

New Horizons - Plutone

Credits: NASA/Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Southwest Research Institute

"Questo punto di vista è uno splendido regalo", ha detto John Spencer, del SwRI, "ora siamo in grado di studiare una geologia che non ci saremmo mai aspettati di vedere".

Due diversi frame, ripresi da New Horizons circa 16 ore dopo il flyby, mostrano Plutone controluce da una distanza di 770.000 chilometri. Il Sole illumina il pianeta nano dall'angolo in alto a destra. Queste immagini sono di qualità migliore rispetto a quelle rilasciate subito dopo l'incontro ravvicinato: quella a destra è stata opportunamente lavorata per mettere in risalto gli strati dell'atmosfera.

Plutone - atmosfera

 Credits: NASA/Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Southwest Research Institute

La sonda che ora si trova a circa 5 miliardi di chilometri dalla Terra, e a più di 69 milioni di chilometri al di là di Plutone, gode di ottima salute e continua la sua avventura nella fascia di Kuiper.

Caronte

Caronte ripresa da New Horizons, 10 ore prima del massimo avvicinamento a Plutone il 14 Luglio 2015, da una distanza di 470.000 chilometri.
Credits: NASA/Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Southwest Research Institute

Un ringraziamento a Marco Di Lorenzo per il suo contributo in questo post.

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Elisabetta Bonora

Sono una image processor e science blogger appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro.
In cerca di una nuova occupazione, negli ultimi anni mi sono occupata di digital advertising, web e video analytics.
Dedico il tempo libero alla mia dolcissima bimba Sofia Vega, a questo sito (creato nel 2012 in occasione dello sbarco del rover Curiosity su Marte) ed al processing delle immagini raw scattate dalle sonde e dai rover inviati nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

Sito web: https://twitter.com/EliBonora
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