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Un oceano anche su Plutone?

Dettaglio della mappa geologica di Caronte con i nomi tratti da celebri film e telefilm di fantascienza
Dettaglio della mappa geologica di Caronte con i nomi tratti da celebri film e telefilm di fantascienza Credit: NASA/JHUAPL/SWRI

Dall'analisi dei dati New Horizons prende corpo l'ipotesi di uno strato liquido sotto la spessa coltre di ghiaccio. Pubblicate intanto nuove mappe e battezzati nuovi luoghi, anche su Caronte, rendendo omaggio alle saghe fantascientifiche!

 Dati recenti provenienti da New Horizons, la sonda che lo scorso 14 Luglio è passata a 12500 km sulla superficie di Plutone, hanno rivelato caratteristiche sorprendenti sulla regione a forma di cuore; essi indicano che il pianeta nano ghiacciato può ospitare un oceano profondo al suo interno, come spiegato dagli scienziati della missione durante una conferenza stampa del 24 luglio, dove hanno anche fornito nuove informazioni sulla sottile atmosfera di Plutone.

 "Siamo stupiti di vedere Plutone così dinamico e attivo", ha detto Richard Binzel, un co-investigatore New Horizons e professore nel Dipartimento di scienze della Terra, atmosferiche e planetarie del MIT. Le ultime immagini di Tombaugh Regio (nome ufficiale del cuore in onore di scopritore di Plutone, Clyde Tombaugh) mostrano depositi di ghiaccio di azoto simili ai ghiacciai della Terra, che sembrano scorrere attorno a "isole" dai bordi elevati al confine settentrionale del cuore. Fino ad ora, gli scienziati hanno visto superfici come queste soltanto su corpi attivi come la Terra e Encelado. «Nessuno osava immaginare un tale accumulo di ghiacci spessi e geologicamente giovani che, anche a 40 kelvin [-233 gradi Celsius], hanno abbastanza viscosità per creare morfologie locali", ha detto Binzel. Questa e altre caratteristiche, come le montagne di ghiaccio d'acqua alte quasi 3500 m e la superficie della "pianura Sputnik" relativamente giovane e priva di crateri, sostegono l'idea che Plutone potrebbe avere un oceano interno che guida l'attività geologica. "Tutta l'attività che vediamo è coerente con l'idea che [Plutone] abbia un nucleo di roccia massiccia, circondato da un guscio di ghiaccio", ha detto William McKinnon, co-ricercatore NH alla Washington University, "e aumenta la probabilità che ci possa essere anche un oceano sotto lo spesso strato di ghiaccio." I ricercatori hanno sottolineato di non avere alcuna prova diretta di un oceano interno liquido, ma ne studieranno la possibilità, mano a mano che i dati continueranno ad arrivare alla spicciolata nel corso dei prossimi 16 mesi [per ora, NewHorizons ha smesso di trasmettere immagini del FlyBy e sta trasmettendo solo dati "in tempo reale"; nuove immagini arriveranno da metà Settembre].

 

 Riguardo alla splendida immagine di Plutone che mostra il pianeta nano in controluce circondato da un alone di nebbia, il leader della missione Alan Stern ha dichiarato: "La mia mascella è caduta a terra quando ho visto questa prima immagine di un ambiente alieno nella fascia di Kuiper. Ci ricorda che l'esplorazione ci porta molto più di incredibili scoperte, ci porta bellezze incredibili!"

 Quelle che mostriamo di seguito sono invece le nuove mappe globali di Plutone e Caronte, realizzate a partire dalle immagini migliori inviate finora dalla sonda.

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 Mappa in proiezione cilindrica di Plutone; la griglia di coordinate ha un passo di 30° - credits: NASA/Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Southwest Research Institute

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Mappa in proiezione cilindrica di Caronte - credits: NASA/Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Southwest Research Institute

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Dettaglio della mappa precedente, centrato sulle due zone fotografate a miglio risoluzione e processato per evidenziare meglio le differenze di luminosità e ridurre al tempo stesso gli artefatti di compressione. - Credits: NASA/Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Southwest Research Institute - Processing: Marco Di Lorenzo (DILO)

 Infine, ecco le stesse mappe con, sovrapposti, i nomi provvisori di diverse strutture. Queste nuove assegnazioni non sono ancora ufficialmente approvate dalla UAI e sono venute fuori da una iniziativa pubblica, "Our Pluto", sponsorizzata dal Seti Institute. Come criterio generale, i nomi relativi a Plutone sono quelli di grandi esploratori e pionieri (anche non umani, come nel caso di "Sputnik Planum") mentre per Caronte si è fatto ricorso a nomi tratti da famosi film e saghe fantascientifiche/fantasy, dal "signore degli anelli" a "Star Trek", passando naturalmente per "Star Wars", "Alien", "Doctor Who" e senza dimenticare la mitica accoppiata A.C. Clarke e S. Kubrik, creatori di "2001 Odissea nello spazio"!

Pluto Map Annotated

Charon Map Annotated

 

Riferimenti:
- http://phys.org/news/2015-07-horizons-hint-underground-ocean.html

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Marco Di Lorenzo (DILO)

Sono laureato in Fisica e insegno questa materia nelle scuole superiori; in passato ho lavorato nel campo dei semiconduttori e dei sensori d'immagine. Appassionato di astronautica e astronomia fin da ragazzo, ho continuato a coltivare queste passioni sul web, elaborando e pubblicando numerose immagini insieme al collega Ken Kremer. E naturalmente amo la fantascienza e la fotografia!

Sito web: https://www.facebook.com/marco.lorenzo.58
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3 commenti

  • Link al commento leopoldo Mercoledì, 05 Agosto 2015 09:50 inviato da leopoldo

    azoto,acqua tra un po' diranno che plutone è abitabile anche con una temperatura di -200°, i cosmonauti che andranno lì tra un centinaio d'anni indoseranno un cappotino?-:D c'è un fututro per il tessile invernale?-:D

  • Link al commento Marco Di Lorenzo (DILO) Venerdì, 31 Luglio 2015 17:30 inviato da Marco Di Lorenzo (DILO)

    Ottima osservazione, anch'io avevo pensato alle maree come fonte principale di energia interna e mi sono meravigliato che non fosse stata presa in considerazione, tanto più che i due pianeti nani sono piuttosto vicini tra loro!
    Tuttavia, bisogna tenere presente che il trasferimento di energia tramite le maree è efficace se il periodo di rivoluzione e quelli di rotazione sono diversi: ad esempio, nel sistema Terra-Luna questo provoca un rallentamento nella rotazione del nostro pianeta e un allontanamento progressivo del nostro satellite.
    Nel caso di plutone-caronte, questo deve essere successo nelle primissime fasi dopo la formazione ed il meccanismo è stato talmente efficiente da rendere sincrone tra loro sia la rivoluzione che la rotazione di entrambi; a questo punto, temo ci sia ben poca energia residua da dissipare per maree, tanto più che le orbite attorno al comune centro di massa sono perfettamente circolari...

  • Link al commento skorpio Venerdì, 31 Luglio 2015 13:35 inviato da skorpio

    è possibile che la frizione prodotta tra caronte e plutone possa generare calore all'interno di plutone stesso? in modo tale da formare acqua liquida in profondità? quanta forza può generare il continuo vicino ruotare di caronte intorno a plutone? non ho trovato da nessuna parte un'ipotesi simile...
    né un calcolo di quanta forza mareale viene generata dai due corpi...
    si parla sempre di possibile energia radioattiva al suo interno... ma forse è necessario guardarlo diversamente il sistema binario plutone-caronte.

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