Martedì 21 Febbraio 2017
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Nuove immagini e dati su Plutone

La "pianura Sputnik" ripresa da New Horizon
La "pianura Sputnik" ripresa da New Horizon NASA/Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Southwest Research Institute

Si è da poco concluso un nuovo briefing in cui sono stati presentati i nuovi dati ricevuti negli ultimi 2 giorni.

 Alcune informazioni sono state aggiornate alle 12 del 18/7 (in rosso)

 Alan Stern, ricercatore principale della missione New Horizons, ha spiegato che da ieri la sonda è uscita dalla fase di "close approach" ed è entrata nella prima fase di "departure" (ce ne saranno 3 in tutto); la sonda sta ancora raccogliendo dati, osservando il sistema di Plutone da una insolita prospettiva "controluce"; a terra finora è arrivato circa 1 Gigabit di informazioni, su un totale di circa 50 Gigabit.

 A dire il vero, di quel Gigabit, è giunto a noi molto meno, perchè le immagini "ad alta fedeltà" (ovvero compresse di circa un fattore 2:1 in modalità "lossless" che preserva tutte le informazioni) cominceranno ad arrivare a Settembre; quelle che vediamo ora sono compresse "lossy" di un fattore 1:10.

La prima immagine mostrata è una mappa della CO2 che ne evidenzia la concentrazione nella parte sinistra del "cuore" (ora ufficialmente noto come “Tombaugh Regio”, in onore allo scopritore del pianeta):

frozen carbon monoxide pluto

Mappa dell'abbondanza di CO2 (in verde, i contorni indicano concentrazioni crescenti) - Credit: NASA/Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Southwest Research Institute

Proprio la parte centrale della zona indicata in verde nella mappa della CO2, è uno dei nuovi incredibili dettagli mostrati. L'immagine mostra una vasta pianura priva di crateri che sembra non avere più di 100 milioni di anni.

Curore di Plutone

Dettaglio del lobo sinistro della "Tombaugh Regio". Questa zona si trova a nord delle montagne di ghiaccio di Plutone ed è stata informalmente chiamata "Sputnik Planum".
Questa immagine è stata acquisita dal Reconnaissance Imager Long Range (LORRI) il 14 luglio da una distanza di 77000 km. Credits: NASA / JHUAPL / SWRI

 La versione qui sotto è stata processata in modo da eliminare gli artefatti "a blocchi" dovuti alla compressione lossy, con un minimo impatto sui dettagli reali:

pluto heart of the heart 03e

Credits: NASA / JHUAPL / SWRI - processing: M. Di Lorenzo (DILO)

"Questo terreno non è facile da spiegare", ha dichiarato Jeff Moore, geologo della missione, presso Ames Research Center della NASA a Moffett Field, in California. "La scoperta di una vasta e molto giovane pianura, priva di crateri, supera tutte le aspettative pre-flyby".

Questa zona affascinante, simile a crepe nel fango ghiacciato sulla Terra, è stata chiamata "Sputnik Planum", in omaggio al primo satellite artificiale della Terra. Ha una superficie spezzata in segmenti di forma irregolare, delimitati da strette depressioni. Sono visibili anche caratteristiche scure simili a tumoli e pozzi, alle quali i geologi stanno cercando di dare una interpretazione; secondo alcuni, si tratterebbe del risultato della sublimazione del ghiaccio, per altri sono segnali di celle convettive sottostanti (da qui nuovamente la questione della fonte di calore interna).

 Una versione volutamente sovraesposta della porzione superiore di questa immagine mostra, attorno alle formazioni scure (che sono in realtà colline sopraelevate) delle zone sfumate che hanno lo stesso orientamento e potrebbero indicare la direzione prevalente dei venti; può darsi (ma è solo una ipotesi di lavoro) che si tratti di particelle di idrocarburi (metano) più scure che si depositano sulla superficie come una lieve pioggerellina, in assenza di vento dovuta alle colline che fanno da "trappola".

Sputwind

Versione sovraesposta della regione Sputnik. Credits: NASA / JHUAPL / SWRI

 Il mosaico sottostante è invece realizzato unendo l'immagine della "Sputnik Planum" con quella pubblicata ieri (con le montagne ghiacciate) denominata "Norgay Montes" e una terza immagine con le propaggini del terreno scuro (la testa della balena ovvero "Cthulhu").

mosaic

Mosaico della regione meridionale di Thombaugh, in alto a sinistra la versione "captioned (100 miglia = 161 km). Credits: NASA / JHUAPL / SWRI

 E' stata anche mostrata una suggestiva animazione a "volo d'uccello" sopra queste regioni:

Fonte: https://youtu.be/ydU-YrG_INk
Credits: NASA / JHUAPL / SWRI

 Si è poi parlato dei risultati delle occultazioni osservate dallo strumento Alice nell'ultravioletto, quando New Horizons è entrata nel cono d'ombra di Plutone. Dalle curve di luce simmetriche e piuttosto ripide si è dedotto che l'atmosfera del pianeta nano è molto simmetrica e "stagnante" (poco turbolenta); alcuni modelli di atmosfera sono già stati scartati in favore di altri. Inoltre, come si vede nella figura sottostante, le nuove osservazioni mostrano la presenza di estinzione atmosferica 6 volte più lontano rispetto alle occultazioni stellari osservate da Terra, raggiungendo 1600 km sopra la superficie di Plutone.

Occ

Credits: NASA / JHUAPL / SWRI

 La seguente animazione mostra come la luce solare ultravioletta, osservata da Alice, diminuisce man mano che viene filtrata dall'atmosfera di Plutone (la curva verde si riferisce all'andamento in uscita, perfettamente simmetrico).

Fonte: https://youtu.be/dX7zMDAWwa8
Credits: NASA / JHUAPL / SWRI

 Si è infine accennato alla "atmosfera in fuga" ed in particolare la nube di ioni di Azoto (in blu nell'illustrazione sottostante), attraverso cui New Horizons è passata rivelandoli con lo strumento SWAP. Questa nube dovrebbe essere in realtà molto estesa  (in rosso), inglobando tutti i 5 satelliti di Plutone e formando la classica forma di chioma cometaria nel punto in cui si scontra con il debole vento solare ("bow shock").

atm

Credits: NASA / JHUAPL / SWRI

 Dato che il tasso con cui questa "nube fredda ionizzata" di azoto sfugge alla gravità di Plutone è di circa 500 tonnellate/ora (nettamente superiore alle 100 tonn/ora di Marte) questo significa che, assumendo sia semplicemente un effetto di sublimazione dalla superficie, lo strato di ghiaccio su Plutone deve essere stato eroso per parecchie centinaia di metri.

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Marco Di Lorenzo (DILO)

Sono laureato in Fisica e insegno questa materia nelle scuole superiori; in passato ho lavorato nel campo dei semiconduttori e dei sensori d'immagine. Appassionato di astronautica e astronomia fin da ragazzo, ho continuato a coltivare queste passioni sul web, elaborando e pubblicando numerose immagini insieme al collega Ken Kremer. E naturalmente amo la fantascienza e la fotografia!

Sito web: https://www.facebook.com/marco.lorenzo.58
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