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Juno completa con successo il suo primo fly-by su Giove

Giove ripreso dalla sonda della NASA Juno il 27 agosto 2016 da una distanza di 703.000 km
Giove ripreso dalla sonda della NASA Juno il 27 agosto 2016 da una distanza di 703.000 km Crediti: NASA/JPL-Caltech/SwRI/MSSS - Processing: Elisabetta Bonora & Marco Faccin / aliveuniverse.today

Ieri la sonda della NASA Juno ha eseguito con successo il primo dei 36 fly-by attorno a Giove previsti dalla missione. Il momento di massimo avvicinamento si è verificato alle 13:44 UTC (15:44 ora italiana) quando il veicolo spaziale è passato a soli 4.200 chilometri al di sopra delle vorticose nuvole del gigante gassoso.

"La prima telemetria post fly-by indica che tutto ha funzionato come previsto e Juno sta lavorando al massimo", ha dichiarato nel report il project manager Rick Nybakken.

Quello di ieri è stato il primo sorvolo in cui la navicella ha tenuto tutti gli strumenti scientifici attivi ed il sorvolo più ravvicinato previsto dalla missione primaria che terminerà a febbraio 2018.
"Ci vorranno giorni per il downlink di tutti i dati scientifici raccolti durante il passaggio ravvicinato ed ancora di più per iniziare a comprendere cosa Juno e Giove stanno cercando di dirci", ha detto Scott Bolton, ricercatore principale presso il Southwest Research Institute. "I primi dati stanno arrivando mentre parliamo", ha aggiunto.
"Nessun altro veicolo spaziale è stato messo in orbita così vicino o sopra i poli in questo modo", ha aggiunto Steve Levin, project scientist al JPL della NASA. "Questa è la nostra prima occasione e ci saranno sicuramente sorprese. Abbiamo bisogno di prenderci il tempo necessario per assicurarci che le nostre conclusioni siano corrette".

Mentre per il rilascio dei risultati scientifici ci vorrà del tempo, alcune immagini in luce visibile della JunoCam saranno condivise entro un paio di settimane.
"Siamo in un'orbita mai percorsa prima e queste immagini ci faranno vedere il gigante gassoso sotto una nuova prospettiva", ha commentato Bolton.
Tuttavia, il team non sta condividendo le informazioni come ci si aspettava. Emily Lakdawalla ha commentato sul suo blog:
"Questo è davvero strano perché sia Cassini che New Horizons hanno sempre dimostrato un'apertura circa i loro piani di imaging. La JunoCam su Giove è uno strumento specificatamente destinato al pubblico ma stanno mantenendo le informazioni riservate".

In apertura, una foto ri-processata scattata ieri dalla JunoCam, da una distanza di 703.000 chilometri, l'unica rilasciata.
L'immagine è stata catturata circa due ore prima del massimo avvicinamento e circa un'ora prima che Juno passasse sopra il Polo Nord.
L'originale è disponibile qui, mentre il processing può essere scaricato in full-size dalla nostra gallery.

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Elisabetta Bonora

Sono una image processor e science blogger appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro.
In cerca di una nuova occupazione, negli ultimi anni mi sono occupata di digital advertising, web e video analytics.
Dedico il tempo libero alla mia dolcissima bimba Sofia Vega, a questo sito (creato nel 2012 in occasione dello sbarco del rover Curiosity su Marte) ed al processing delle immagini raw scattate dalle sonde e dai rover inviati nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

Sito web: https://twitter.com/EliBonora
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3 commenti

  • Link al commento leopoldo Mercoledì, 31 Agosto 2016 09:49 inviato da leopoldo

    ottimo, tks. interessante il formato PDS4

  • Link al commento Elisabetta Bonora Martedì, 30 Agosto 2016 10:56 inviato da Elisabetta Bonora

    Ciao Leopoldo, per rispondere alla tua domanda, in generale sì ma la condivisione non avviene con le stesse modalità per tutte le missioni e con le stesse tempistiche.
    I dati NASA ed ESA sono disponibili in due archivi principali: il Planetary Data System (https://pds.nasa.gov/) ed il Planetary Science Archive (http://psa-tools.cosmos.esa.int/) rispettivamente.
    I tempi di condivisione variano da missione a missione, a seconda della politica che il team ha scelto di seguire, spesso vincolata alle diverse collaborazioni con le università ed altri istituti scientifici i quali mantengono mantengono un periodo di esclusiva.
    Per alcune missioni sono stati creati siti satelliti ad hoc, altrettanto ricchi di informazioni come l'Analyst's Notebook dove vengono riversati i dati di Curiosity, Opportunity e Spitir, Phoenix, LCROSS e Apollo.
    Oltre a questo alcuni team hanno deciso di condividere in tempo reale o quasi almeno le immagini, prime fra tutti rover marziani e la Cassini. Le foto di Curiosity sono costantemente aggiornate su http://mars.jpl.nasa.gov/msl/multimedia/raw/ mentre l'USGS si occupa di tenere una sorta di blog giornaliero http://astrogeology.usgs.gov/news; le foto di Opportunity vengono ugualmente condivise http://mars.nasa.gov/mer/gallery/all/opportunity.html così come quelle della Cassini http://saturnraw.jpl.nasa.gov/multimedia/raw/ che, attraverso il sito Ciclops anticipa anche i piani di imaging (http://www.ciclops.org/news/looking_ahead.php).
    Da Juno, invece, come ho scritto nell'articolo ci si aspettava qualcosa di più soprattutto per quanto riguarda le foto della JunoCam ma a quanto pare hanno optato per una politica diversa.

  • Link al commento leopoldo Lunedì, 29 Agosto 2016 10:04 inviato da leopoldo

    è possibile analizzare i dati delle missioni?

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