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Il bordo orientale di Occator (immagine ruotata e processata)
Il bordo orientale di Occator (immagine ruotata e processata) Image credit: NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA - Processing: M. Di Lorewnzo (DILO)

La sonda Dawn ha completato 3 settimane fa la fase precedente di "mapping" ed ha inanellato oltre 1000 orbite attorno al pianeta nano.

Vediamo cosa farà adesso e quali sono le immagini più belle trasmesse di recente.

 Non ne parlavamo da quasi 2 mesi, la sonda Dawn continua il suo silenzioso ma importante lavoro di mappatura del più grande oggetto nella fascia degli asteroidi, nonchè il più vicino dei pianeti nani. Come meravigliosamente descritto nell'ultimo Dawn Journal dal direttore scientifico della missione, Marc D. Rayman, Dawn ha completato qualcosa come più di 1000 rivoluzioni attorno a Cerere da quando è entrata nel suo campo gravitazionale, nel Marzo dell'anno scorso. Circa l'85% di queste rivoluzioni sono state effettuate dopo il 7 Dicembre scorso, quando la sonda ha raggiunto la sua quarta e ultima orbita di mappatura, denominata "Low Altitude Mapping Orbit"; si tratta, lo ricordiamo, di un'orbita polare a soli 385 km dalla superficie del pianeta nano, con un periodo di circa 5.5 ore.

 Lo scorso 25 maggio, la sonda ha completato la campagna di mappatura che era iniziata l'11 aprile, durante la quale ha ripreso delle fotografie "angolate" con la fotocamera puntata verso sinistra. Ora sta fotografando verso destra e in avanti, allo scopo di ottenere ulteriori viste stereoscopiche che permettono una ricostruzione topografica del terreno. Avendo già acquisito molte misurazioni con lo spettrometro di mappatura del visibile e dell'infrarosso, i responsabili della missione ora possono permettersi di destinare una porzione maggiore della memoria di bordo e delle trasmissioni agli spettri visibili, limitando le osservazioni infrarosse ad alcuni obiettivi selezionati. Tanto più che il sistema di raffreddamento del sensore infrarosso (che lavora a -188°C per non venire accecato dalla radiazione termica da lui stesso prodotta) sta mostrando segni di invecchiamento, dopo avere acquisito molti più dati del previsto su Vesta e Cerere.

 Ogni 3 settimane, il team che si occupa della navigazione della sonda determina la sua orbita aggiornata e stabilisce se e quale modifica è necessario apportare per coordinare le osservazioni con la rotazione del pianeta nano. Una di queste manovre, dette "orbit maintenance maneuvers" (OMMs) avverrà proprio nei prossimi giorni.

 La sonda è in buona salute e continua ad assolve i propri ambiziosi compiti in maniera impeccabile, superando di gran lunga tutti i suoi obiettivi originali di esplorazione. Uno di questi era di fotografare l'80% di Cerere con una risoluzione di almeno 200 metri/pixel. Ebbene, Dawn ha fotografato il 99,9% della superficie con una risoluzione di 35 metri/pixel, 830 volte più nitida rispetto alle prime mappe realizzate con il telescopio spaziale Hubble proma dell'arrivo di Dawn. Di seguito, forniamo un campionario di immagini recentemente scattate e tratte sempre dalla Gallery che si arricchisce quotidianamente ed è ormai giunta a quota 110 immagini LAMO.

PIA20350

Mosaico di Occator che fornisce il contesto per le due immagini successive - Image credit: NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA - Processing: M. Di Lorewnzo (DILO)

PIA20648

Il bordo orientale di Occator, già visibile nell'immagine di apertura e qui proposto integralmente (PIA20648) - Image credit: NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA

PIA20683

Il bordo settentrionale di Occator (PIA20683) - Image credit: NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA

PIA20647

PIA20647 - Image credit: NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA

 Le prime 3 immagini si riferiscono al celebre cratere Occator ma si concentrano sul suo bordo anzichè sulla caratteristica più famosa dei "bright spot" al suo interno; come spiegato da Rayman, queste immagini vengono ora utilizzate per contare la densità di crateri più piccoli e affinare così l'età di 80 milioni di anni per Occator, stima provvisoria fatta da orbite più alte. L'ultima immagine mostra due crateri vicini ma di età diverse; quello più giovane (in alto) mostra materiale chiaro esposto e la sua formazione ha provocato il collasso di una parte del bordo del cratere antico sottostante.

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Marco Di Lorenzo (DILO)

Sono laureato in Fisica e insegno questa materia nelle scuole superiori; in passato ho lavorato nel campo dei semiconduttori e dei sensori d'immagine. Appassionato di astronautica e astronomia fin da ragazzo, ho continuato a coltivare queste passioni sul web, elaborando e pubblicando numerose immagini insieme al collega Ken Kremer. E naturalmente amo la fantascienza e la fotografia!

Sito web: https://www.facebook.com/marco.lorenzo.58
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