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Cassini: una manciata di lune prima di voltare pagina

Saturno ripreso dalla Wide Angle Camera della sonda Cassini, con i filtri CB2 e CL2, il 23 gennaio 2016.
Saturno ripreso dalla Wide Angle Camera della sonda Cassini, con i filtri CB2 e CL2, il 23 gennaio 2016. Credit: NASA/JPL-Caltech - Processing: Elisabetta Bonora & Marco Faccin / aliveuniverse.today

Prima di modificare definitivamente la sua coreografia orbitale attorno a Saturno, la sonda della NASA Cassini ha catturato una bella collezione di foto delle lune ghiacciate del pianeta.

Il 14 gennaio è stato uno dei giorni più ricchi di incontri non mirati dall'inizio dell'anno.
Alle 06:58 UTC la sonda ha raggiunto il periasse per la Rev 230 ("Rev" cioè "Giro" viene usato per indicare l'orbita) ad un'altitudine di 94.481 chilometri dalla cima delle nubi di Saturno.

Una delle prime lune a finire sotto tiro è stata Mima, da una distanza di 27.558 chilometri.
La Narrow Angle Camera della Cassini ha ripreso diversi frame con filtri infrarosso, verde ed ultravioletto dell'emisfero sul lato opposto al caratteristico cratere Herschel. Tuttavia, queste immagini sono un po' complicate da assemblare, non facendo parte di un'osservazione mirata, a causa delle repentine variazioni di scala e prospettiva. Qui sotto uno screenshot tratto dal catalogo ufficiale.

Mima - screenshot 14 gennaio 2016

Poco dopo la sonda ha tentato di fotografare Dafni, il piccolo satellite di appena 8 chilometri di diametro che orbita nella divisione di Keeler, all'interno dell'anello A. Purtroppo la luna deve aver mancato l'appuntamento e non compare in nessuna delle 24 immagini. Un vero peccato: se l'impresa fosse riuscita queste sarebbero state tra le migliori riprese con una risoluzione di 120 metri per pixel.

Subito dopo è toccato a Telesto, il satellite di Saturno di 24 chilometri di diametro che condivide la propria orbita con Teti.
La sua superficie appare piuttosto liscia, così come quella di Pandora, come fosse rivestita di un fine mantello di polvere e ghiaccio.
Qui sotto un'animazione mostra l'intero incontro. Ogni frame è stato ottenuto combinando insieme i filtri infrarosso, verde e blu. La risoluzione migliore è 91 metri per pixel. Il file è disponibile per il download dalla nostra gallery.

Telesto 14 gennaio 2016

Credit: NASA/JPL-Caltech - Processing: Elisabetta Bonora & Marco Faccin / aliveuniverse.today

Prima e dopo l'incontro con Telesto la Cassini ha monitorato l'attività dei geyser di Encelado man mano che la luna si muove verso Saturno lungo la sua orbita. Le immagini sono state raccolte nell'animazione qui sotto, che potete scaricare dalla nostra gallery.

Encelado - 14 gennaio 2016

Credit: NASA/JPL-Caltech - Processing: Elisabetta Bonora & Marco Faccin / aliveuniverse.today

Ovviamente, non potevano mancare all'appello Teti e Titano, entrambi illuminati a mezzaluna come due veri gioielli nei cieli di Saturno.

Teti - 14 gennaio 2016

Uno spicchio di Teti ripreso dalla Narrow Angle Camera della sonda della NASA Cassini il 14 gennaio 2016, da una distanza di 340.000 chilometri.
In questa composizione il colore è stato ottenuto combinando i filtri infrarosso, verde ed ultravioletto (download).
Credit: NASA/JPL-Caltech - Processing: Elisabetta Bonora & Marco Faccin / aliveuniverse.today

Titano - 19 gennaio 2016

Questa suggestiva vista di Titano è stata ripresa dalla sonda della NASA Cassini il 19 gennaio 2016, da una distanza di 1,53 milioni di chilometri. In questa composizione i filtri rosso, verde e blu sono stati integrati con l'ultravioletto per cogliere le sfumature degli strati più alti dell'atmosfera (download).
Credit: NASA/JPL-Caltech - Processing: Elisabetta Bonora & Marco Faccin / aliveuniverse.today

Ora, però, l'orbita della Cassini è destinata a diventare per sempre più inclinata rispetto al piano degli anelli e di conseguenza diminuiranno anche le possibilità di osservare casualmente le lune ghiacciate. Così il team sta iniziando i preparativi per il 2017, il drammatico anno che segnerà la fine di questa incredibile missione.
Dopo una prima manovra il 30 dicembre 2015, la seconda delle cinque programmate ha avuto luogo sabato 23 gennaio 2016, quando la Wide Angle Camera ha ripreso l'immagini di Saturno in apertura. Nella sequenza, ad ogni accensione del motore segue un volo a gravità assistita attorno a Saturno o a Titano per rimodellare l'orbita della sonda ed aumentare l'inclinazione rispetto all'equatore del pianeta. Una terza operazione è prevista per l'1 febbraio, poi per il 25 marzo e l'ultima per il 4 aprile.
Entro fine novembre la sonda volerà lungo un percorso che la porterà sopra i poli di Saturno passando appena fuori dagli anelli principali, quelle che la squadra chiama "F-ring orbits". Dopo 20 "F-ring orbits", inizierà l'ultima fase chiamata "Grand Finale" durante la quale la sonda passerà 22 volte attraverso gli anelli più interni, prima di terminare il suo viaggio nell'atmosfera di Saturno il 15 Settembre 2017.

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Elisabetta Bonora

Sono una image processor e science blogger appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro.
In cerca di una nuova occupazione, negli ultimi anni mi sono occupata di digital advertising, web e video analytics.
Dedico il tempo libero alla mia dolcissima bimba Sofia Vega, a questo sito (creato nel 2012 in occasione dello sbarco del rover Curiosity su Marte) ed al processing delle immagini raw scattate dalle sonde e dai rover inviati nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

Sito web: https://twitter.com/EliBonora
Email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

2 commenti

  • Link al commento Elisabetta Bonora Domenica, 31 Gennaio 2016 17:47 inviato da Elisabetta Bonora

    Salve Spleen,
    ogni orbita e quindi anche gli incontri della Cassini sono frutto di un'abile pianificazione da parte del team. Esiste tuttavia una differenza tra incontri mirati e non mirati: i primi sono più ravvicinati e caratterizzati da modifiche di traiettoria nell'ottica di sfruttare al massimo il potenziale scientifico del fly-by; i secondi avvengono invece semplicemente quando è noto che una luna si troverà a passare davanti alla Cassini. Durante questi ultimi viene semplicemente ordinato alla sonda di puntare gli strumenti in quella direzione per cercare di raccogliere quanti più dati possibili. In tal caso, può capitare, soprattutto per le piccole lune, che la sonda punti la fotocamera ma il target sia fuori inquadratura (come nel caso di Dafni).
    Per quanto riguarda, la scelta di terminare la missione, è frutto di una meticolosa valutazione generale. Tra le varie soluzione vagliate dal team c'era anche una proposta simile alla tua, con un'orbita stabile oltre Titano o oltre Febe. Ma le soluzioni furono scartate perché avrebbero richiesto troppo tempo per adeguare parametri orbitali e la velocità. D'altra parte, penso che non sarebbe neppure saggio mettere la sonda in orbita senza avere più la possibilità di controllarne l'assetto: piuttosto che finire vaporizzata nell'atmosfera di Saturno, un impatto con una luna potrebbe avere conseguenze ben più catastrofiche.

  • Link al commento Spleen Venerdì, 29 Gennaio 2016 10:32 inviato da Spleen

    Leggo sempre con molto interesse le notizie relative a Cassini (la mia sonda preferita!). Avrei 2 curiosità, quando scatta le foto sono sequenze programmate da terra, quindi, angolazione, tempi di esposizione, momento esatto dello scatto tutto è pianificato? O la sonda ha una sorta di intelligenza artificiale che le permette di essere autonoma e puntare l'oggetto da sola?
    Altra cosa: non mi rassegno alla fine che le faranno fare che a mio avviso è dettata più dalla volontà politica di concludere la missione piuttosto che da un motivo tecnico di "fine vita" della sonda. Se è vero come è vero che la sonda sta per finire il propellente per le manovre è anche vero (ne sono sicuro) che il generatore RTG potrebbe produrre corrente necessaria per molti altri anni ancora, e avere corrente vuol dire capacità di rotazione (quindi puntare gli oggetti da fotografare e puntare l'antenna verso la Terra per trasmettere i dati) ma anche tenere in funzione tutta l'elettronica per tenere in vita la sonda. Perchè non pianificano una bella orbita stabile che non necessiti di altre correzioni per i prossimi anni? I detriti di rocce che compongono gli anelli sono lì da migliaia se non milioni di anni e penso che le dimensioni e la massa di questi oggetti siano dell'ordine delle dimensioni della sonda non la si potrebbe mettere in uno di questi anelli, magari appena fuori l'anello più esterno? Almeno fin tanto non verrà lanciata una ipotetica "Cassini 2" avremmo sempre qualcosa di nostro attorno a Saturno per molti altri anni ancora!

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