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NASA conferma: l'acqua fluisce sulla superficie di Marte

Ricostruzione tridimensionale di una ripresa MRO (canali Infrarosso-Rosso-Blu/Verde(IRB)) proiettata su un modello digitale del terreno (DTM) prodotto dal "High Resolution Imaging Science Experiment" (University of Arizona). i rilievi sono stati accentuati del 50%
Ricostruzione tridimensionale di una ripresa MRO (canali Infrarosso-Rosso-Blu/Verde(IRB)) proiettata su un modello digitale del terreno (DTM) prodotto dal "High Resolution Imaging Science Experiment" (University of Arizona). i rilievi sono stati accentuati del 50% Credits: NASA/JPL/University of Arizona

In una conferenza stampa appena conclusa, presentati i risultati di MRO che mostrano la vera natura delle striature scure stagionali osservate su diversi pendii del Pianeta Rosso. La scoperta di "sali idratati" potrebbe avere ripercussioni sulla presenza di vita e sulla reperibilità di acqua per le future missioni umane.

 Nuovi risultati dal "Mars Reconnaissance Orbiter" (MRO) forniscono la prova più evidente che l'acqua liquida scorre sporadicamente sulla odierna superficie di Marte. Usando uno spettrometro ad immagine su MRO, i ricercatori hanno rilevato le "firme" di minerali idrati sui pendii dove misteriose strisce scure ("gullies") sono state osservate da tempo; esse scuriscono e sembrano fluire verso il basso lungo pendii ripidi durante la stagione estiva, per poi svanire nella stagione più fredda.

 Le striature appaiono in diverse località su Marte a medie latitudini, spesso all'interno di crateri ma anche sulle pareti di "Valles Marineris" (l'enorme canyon in prossimità dell'equatore) quando le temperature sono superiori a -23 gradi Celsius. Un esempio è quello riportato nell'immagine in apertura, dove l'interno del cratere Hale è attraversato da striature strette e parallele di colore marrone scuro, lunghe un centinao di metri e ricche di "perclorati"; le strutture bluastre soprastanti non hanno un legame con le striature e dovrebbero essere ricche di "pirosseni". Un altro esempio è quello qui sotto, ripreso all'interno del cratere Horowitz.

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Interno del cratere Horowitz ripreso da MRO nel rosso e proiettato anche stavolta su un modello digitale di elevazione, con amplificazione di un fattore 1,5 in verticale.
Image Credit: NASA/JPL-Caltech/Univ. of Arizona - Processing: M. Di Lorenzo (DILO)

 "Le nostre ricerche su Marte si sono concentrate sul 'seguire l'acqua' e ora abbiamo una conferma scientificamente convincente di quanto abbiamo a lungo sospettato," ha detto John Grunsfeld, astronauta e socio amministratore dello "Science Mission Directorate" alla NASA, Washington. "Questo è uno sviluppo significativo, in quanto sembra confermare che l'acqua - sebbene salata - fluisce oggi sulla superficie di Marte".

 Questi flussi in discesa, noti come "linee di pendio ricorrenti" (RSL), spesso sono stati correlati con la possibile presenza di acqua allo stato liquido. I nuovi risultati sulla presenza di "sali idrati" su questi pendii suggerisce quale possa essere il legame tra l'acqua e queste formazioni caratteristiche: i sali idrati avrebbero abbassato il punto di congelamento di una "salamoia" liquida, come il sale che sulla Terra viene sparso per far sciogliere neve e ghiaccio sulle strade. Secondo gli scienziati si tratta probabilmente di un flusso di acqua dal sottosuolo profondo, in quantità sufficiente a spiegare l'oscuramento superficiale.

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Striature scure lunghe centinaia di metri nel cratere Garni, fotografate nel rosso da MRO. Credit: NASA/JPL-Caltech/Univ. of Arizona

 "Abbiamo trovato i sali idrati solo quando le formazioni stagionali erano più sviluppate, il che suggerisce che la fonte della idratazione siano le striature stesse o il processo che le origina. In entrambi i casi, la rilevazione di sali idrati su questi pendii significa che l'acqua svolge un ruolo fondamentale nella formazione di queste strisce" ha detto Lujendra Ojha del Georgia Institute of Technology (Georgia Tech) di Atlanta, autore principale di una relazione su questi risultati, pubblicati 28 settembre da Nature Geoscience.

 Ojha ha dapprima notato queste caratteristiche sconcertanti quando era studente all'università dell'Arizona nel 2010, utilizzando immagini dell' "High Resolution Imaging Science Experiment" (HiRISE). Le osservazioni HiRISE oggi hanno documentato la presenza di striature "RSL" in decine di siti su Marte. Il nuovo studio abbina le osservazioni HiRISE con la mappatura mineralogica dello "Spectrometer Reconnaissance Imaging" di MRO (CRISM). Le osservazioni dello spettrometro mostrano il segnale dei sali idrati in più posizioni RSL, ma solo quando queste erano ben sviluppate; quando i ricercatori hanno esaminato le stesse posizioni e le RSL non erano così estese, non hanno rilevato sale idratato. Ojha e i suoi co-autori interpretano le firme spettrali come causate da minerali idrati chiamati perclorati. I sali idrati più coerenti con le firme chimiche sono probabilmente una miscela di perclorato di magnesio, clorato di magnesio e sodio perclorato. Alcuni perclorati hanno mostrato di poter evitare il congelamento di liquidi quando la temperatura scende fino a -70 gradi Celsius. Sulla Terra, i perclorati naturali sono concentrati nei deserti e alcuni tipi di perclorati possono essere utilizzati come propellente per razzi.

I perclorati sono stati precedentemente visti su Marte. Phoenix e Curiosity li hanno trovati nel suolo del pianeta e alcuni scienziati ritengono che già negli anni '70 le missioni Viking ne abbiano rilevato la presenza. Tuttavia, questo studio sugli RSL ha rilevato perclorati, ora in forma idrata, in aree diverse da quelle esplorate dai lander. Questa è anche la prima volta che i perclorati sono stati identificati dall'orbita. MRO, nello specifico, sta esaminando Marte dal 2006, con i suoi sei strumenti scientifici.

 "La capacità di MRO di osservare per più anni Marte con un carico utile capace di distinguere in dettaglio queste caratteristiche ha consentito risultati come questi" ha detto Rich Zurek,  scienziato del progetto MRO al JPL di Pasadena, in California.

 "Nella maggior parte dei casi, quando si parla di acqua su Marte, si tratta di acqua antica o acqua ghiacciata", ha detto Ojha. "Ora sappiamo che c'è di più. Questa è la prima rilevazione spettrale che supporta in modo inequivocabile le nostre ipotesi sulla formazione di acqua liquida negli RSL".

 "Ci sono voluti più veicoli nell'arco di diversi anni per risolvere questo mistero e ora sappiamo che c'è acqua liquida sulla superficie di questo freddo pianeta deserto", ha detto Michael Meyer, scienziato di punta per Mars Exploration Program della NASA presso la sede dell'agenzia a Washington. "Sembra che più studiamo Marte, più impariamo come la vita potrebbe essere sostenuta e dove ci sono le risorse per sostenerla in futuro."

 

Riferimenti:
- http://www.nasa.gov/press-release/nasa-confirms-evidence-that-liquid-water-flows-on-today-s-mars
- http://www.nasa.gov/image-feature/jpl/pia19918/recurring-lineae-on-slopes-at-horowitz-crater

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Marco Di Lorenzo (DILO)

Sono laureato in Fisica e insegno questa materia nelle scuole superiori; in passato ho lavorato nel campo dei semiconduttori e dei sensori d'immagine. Appassionato di astronautica e astronomia fin da ragazzo, ho continuato a coltivare queste passioni sul web, elaborando e pubblicando numerose immagini insieme al collega Ken Kremer. E naturalmente amo la fantascienza e la fotografia!

Sito web: https://www.facebook.com/marco.lorenzo.58
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1 commento

  • Link al commento Claudio Costerni Lunedì, 28 Settembre 2015 23:27 inviato da Claudio Costerni

    Ottimo! Ma che pianeta ospitale!
    E che finezza l'acqua che non congela. Tanta roba.

    Allora abbiamo acqua per bere, lavare, lavarsi, cucinare gli spaghetti, coltivar lattuga e patate, alghe ... sufficiente per ... 4 astronauti?
    Otto?
    E c'è il perclorato (di potassio?) per poter festeggiare con i fuochi d'artificio e forse anche per fare il pieno al razzo che li riporterà nel nostro bistrattato caldo Paradiso Terrestre.

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