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Terra Sirenum: il lago Eridania copriva un'area di oltre un milione di chilometri quadrati

Terra Sirenum: il lago Eridania copriva un'area di oltre un milione di chilometri quadrati
Crediti: MOLA Science Team; image composition: S. Adeli (DLR)

Un nuovo studio pubblicato sul Journal of Geophysical Research-Planets è dedicato ad una regione di Marte nota come Terra Sirenum, che in passato deve aver ospitato uno dei laghi più grandi del Pianeta Rosso.

Il lago Eridania una volta copriva oltre un milione di chilometri quadrati, prima di suddividersi in quattro bacini più piccoli, Atlantis Chaos, Simois Colles, Caralis Chaos, fino a scomparire del tutto insieme all'altra acqua del pianeta. La ricerca si è concentrata sugli eventi geologici che si sono verificati prima, durante e dopo la trasformazione.

Lago Eridiana

L'immagine è stata prodotta utilizzando i dati del Mars Orbiter Laser Altimeter (MOLA) della sonda NASA Mars Global Surveyor (MGS).
Crediti: MOLA Science Team; image composition: S. Adeli (DLR)

Combinando i dati della High Resolution Stereo Camera (HRSC) a bordo della sonda dell'ESA Mars Express e le immagini del High Resolution Imaging Science Experiment (HiRISE) e della Context Camera (CTX) del Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) della NASA, il team ha costruito una dettagliata carta della regione, mappando l'età delle singole unità. Tali informazioni, insieme con i minerali rilevati dal Compact Reconnaissance Imaging Spectrometer (CRISM) di MRO, hanno permesso di interpretare la storia geologica della regione.

"Questa non è la prima volta che questa regione viene studiata ma combinando i pezzi del puzzle morfologico e mineralogico siamo stati in grado di dipingere un quadro molto più chiaro sulla sua formazione ed evoluzione", ha detto Solmaz Adeli del Centro aerospaziale tedesco (DLR) ed autore principale dello studio.

Atlantis Chaos

Atlantis Chaos

Simois Colles

Simois Colles
Credit: ESA/DLR/FU Berlin, CC BY-SA 3.0 IGO

Sulla base di questi dati il team ha potuto presentare una ricostruzione sull'evoluzione di Terra Sirenum.
Il terreno più antico, risalente al periodo Noachiano di circa 4 miliardi di anni fa, è sulle alture che circondano i bacini. Sopra a questo vi è uno strato più giovane fortemente craterizzato, formato dai depositi del materiale lanciato in aria con gli impatti. Questo terreno forma delle "mesa" cioè superfici rocciose piatte con fianchi erosi molto ripidi. Secondo i ricercatori, in questo caso, responsabile delle pareti ripide non sarebbe stato il vento ma l'acqua che avrebbe trasportato il materiale fino a 600 metri di distanza.
Ernst Hauber del DLR ha spiegato: "Ciò ci dice che quando il materiale è stato depositato il lago Eridania era ancora presente ma il livello dell'acqua era sceso, tanto che doveva apparire suddiviso in tanti piccoli laghi nelle prime fasi del periodo Esperiano. E poi, alla fine di tale periodo i bacini hanno iniziato a seccarsi".

Nell'area a nord il team ha anche scoperto gli ultimi indizi del lago Eridania e dei bacini che seguirono.
Le piccole depressioni sono ricche di filosilicati incrostati con sali depositati a seguito dell'evaporazione di acqua piovana o della fusione di neve e ghiaccio, un processo che può aver avuto luogo o al termine della vita dei laghi o nei periodi successivi quando l'acqua allo stato liquido deve aver riempito sporadicamente le depressioni.

L'ultimo pezzo del puzzle sono due strati di materiale ancora più recente, di epoca amazzoniana, cioè il periodo che va da 1,8 miliardi di anni fa ad oggi. Entrambi sono stati depositati quando i bacini erano completamente asciutti confermando che il grande sistema Eridania deve essere sparito già nelle epcohe precedenti.
"Ora possiamo dire con certezza che il lago si è formato nel periodo Noachiano e che entro l'Amazzoniano né il bacino più grande, né i laghi più piccoli, esistevano più", ha concluso Solmaz.

Geologic evolution of the eastern Eridania basin: Implications for aqueous processes in the southern highlands of Mars [abstract]

The Terra Sirenum region of Mars is thought to have hosted the Eridania paleolake during the Late Noachian/Early Hesperian, and it offers an insight into the regional aqueous history of Mars. We focus on four basins, including Atlantis, Simois, Caralis, and an unnamed basin. They are hypothesized to have hosted isolated lakes after the drainage of the Eridania Lake. We produced a geologic map and derived model absolute ages of our main mapped units. The map and model ages enable us to interpret the geologic history of the region. The basin floors are covered by light-toned materials containing Fe/Mg-phyllosilicates. Across most of the region, the Electris unit covers the highlands and is eroded into mesas. The deposition of this unit corresponds to air fall and/or fluvial mechanisms that transported the material into the basins and accumulated it on the plateaus and basin floors and rims. The deposits on the basin floors were later degraded into light-toned knobs that are rich in Fe/Mg-phyllosilicates. On the rim of the Simois and the unnamed basins, a sequence of Al-phyllosilicates on top of Fe/Mg-phyllosilicates has been observed. These Al-phyllosilicate-rich materials may have been formed by pedogenic leaching. The presence of chloride in the area suggests that a playa environment prevailed during the last stage of water presence or after desiccation of the lakes. In the Early Amazonian, the last aqueous activity cemented the postlacustrine air fall deposits in the basins and shows that liquid water was present in Terra Sirenum long after the Noachian.

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Elisabetta Bonora

Sono una image processor e science blogger appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro.
Dal 2009 elaboro le immagini raw delle missioni spaziali insieme a Marco Faccin ed ho creato questo blog ad agosto 2012, in occasione dello sbarco del rover Curiosity su Marte.
Per lavoro mi occupo di digital advertising, web e video analytics presso Shiny (SV – Italia) ma passo la maggior parte del tempo libero su questo sito e tra i cataloghi delle foto scattate dalle sonde e dai rover inviati nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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