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Trace Gas Orbiter (TGO) verso l'orbita finale

Lorbita di TGO prima e dopo le manovre di inclinazione orbitale. All'arrivo, la sonda viaggiava su una traiettoria essenzialmente equatoriale, inclinata di soli 7 gradi; dopo le accensioni, la sua orbita è stata orientata maggiormente in direzione nord-sud, inclinata di 74 gradi.
Lorbita di TGO prima e dopo le manovre di inclinazione orbitale. All'arrivo, la sonda viaggiava su una traiettoria essenzialmente equatoriale, inclinata di soli 7 gradi; dopo le accensioni, la sua orbita è stata orientata maggiormente in direzione nord-sud, inclinata di 74 gradi. Copyright ESA/C. Carreau

Arrivato in orbita attorno a Marte il 19 ottobre 2016, il Trace Gas Orbiter (TGO), della missione congiunta ESA/Roscosmos ExoMars, ha portato a termine una serie di manovre necessarie per raggiungere l'orbita operativa finale. La sonda ha come obiettivo principale lo studio dell'atmosfera del pianeta.

TGO ha modificato la sua inclinazione orbitale con tre accensioni del motore, effettuate rispettivamente il 19, 23 e 27 gennaio scorso.
Ora, la sua traiettoria da equatoriale è diventata quasi polare, permettendo una migliore copertura della superficie.
"Le manovre sono state eseguite in tre fasi per evitare una possibile collisione con Marte nel caso di spegnimento anticipato o scarso rendimento del motore", ha dichiarato nel comunicato Peter Schmitz, responsabile dell'operazione. Invece, il risultato è stato molto preciso ed è stato necessario solo un piccolo aggiustamento il 5 febbraio per abbassare l'orbita da 250 a 210 chilometri.

Queste manovre erano indispensabili per affrontare la prossima sfida, una campagna di aerobreaking (aerofrenaggio) progettata per trasformare il percorso di TGO da ellittico a quasi circolare ad una quota di circa 400 chilometri. Questo permetterà all'orbiter di sfiorare gli strati dell'alta atmosfera marziana. Tale fase inizierà a metà marzo e durerà 13 mesi.
All'inizio del mese, poco prima dell'aerobraking, il team scientifico avrà un'altra occasione per accendere la strumentazione e fare misurazioni di calibrazione, comunque vitali per iniziare a costruire un importante archivio di dati. L'obiettivo principale è quello di inventariare tutti i gas che compongono l'atmosfera del Pianeta Rosso, compresi quelli presenti in piccole quantità che costituiscono solo l'1 per cento del volume atmosferico, tra cui metano, vapore acqueo, biossido di azoto e acetilene.

La sonda cercherà anche acqua e ghiaccio appena sotto la superficie e farà da ponte per le comunicazioni tra la Terra e le missioni robotiche ancora operative e future.

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Elisabetta Bonora

Sono una image processor e science blogger appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro.
In cerca di una nuova occupazione, negli ultimi anni mi sono occupata di digital advertising, web e video analytics.
Dedico il tempo libero alla mia dolcissima bimba Sofia Vega, a questo sito (creato nel 2012 in occasione dello sbarco del rover Curiosity su Marte) ed al processing delle immagini raw scattate dalle sonde e dai rover inviati nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

Sito web: https://twitter.com/EliBonora
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2 commenti

  • Link al commento Marco Di Lorenzo (DILO) Mercoledì, 15 Febbraio 2017 14:27 inviato da Marco Di Lorenzo (DILO)

    Ovviamente è l'altezza rispetto alla superficie media di Marte (è il dato che in genere viene indicato anche per i satelliti terrestri in orbita bassa). Per ottenere il raggio dell'orbita, bisogna aggiungere 3390 km..

  • Link al commento Marco Lunedì, 13 Febbraio 2017 14:10 inviato da Marco

    ma siete sicuri che stiamo parlando di un'orbita di soli 200-400 km? si intende dalla superficie del pianeta? ... a me sembra che si dovrebbe parlare di migliaia o decine di migliaia di km

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