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Fotomontaggio che mostra il passaggio ravvicinato di un asteroide NEO (Itokawa in questo caso)
Fotomontaggio che mostra il passaggio ravvicinato di un asteroide NEO (Itokawa in questo caso) Image credits: Nasa/Noaa/Discovr/Jaxa - processing: M.Di Lorenzo (DILO)

Notizie e aggiornamenti sugli incontri ravvicinati con oggetti potenzialmente pericolosi e sulla loro catalogazione. Aggiornato al 22 Marzo.

Sommario:

  1. Notizie e approfondimenti
  2. Incontri ravvicinati / Close encounters
  3. Possibili impatti / Risk Tables
  4. Statistiche sulle scoperte / Discovery Stats

 Per una introduzione all'argomento NEO/PHA si rimanda ad un precedente articolo. La maggior parte delle informazioni sono tratte dal nuovo sito JPL dedicato, con occasionali contributi dal NEODys italiano e da IAU Minor Planet Center.

1) Breaking News (aggiornato al 22 Marzo):

 La sera del 20 Marzo (lunedi) ci sono stati altri due passaggi estremamente ravvicinati da parte di due piccolissimi oggetti, 2017 FN1 e FM1 (rispettivamente a 0,16 e 0,33 distanze lunari). 

 

2) Incontri Ravvicinati / Close Enncounters (aggiornato al 19 Marzo):

 Scoperti negli ultimi 3 giorni ben 19 nuovi oggetti, tra cui l'accoppiata 2017 FN1 e FM1 citata in precedenza (inseriti anche nella tabella 2 al sesto e 14mo posto rispettivamente); notare l'ennesima, incredibile coincidenza di due passaggi così ravvicinati a sole 1,5 ore una dall'altra. Da segnalare anche 2017 FZ2 che risulta essere un "compagno della Terra", con un periodo di 364,35 giorni e innumerevoli incontri con il nostro pianeta, anche se in genere non così ravvicinati come quello di domani. Infine, notevole il velocissimo 2014 JO25 che, solo 15 giorni prima di incontrare la Terra, avrà un incontro ravvicinato con Venere; questo grazie all'orbita molto eccentrica, di tipo cometario.

TAB.1) Passaggi ravvicinati negli ultimi 19 e nei prossimi 30 giorni close 170322b

 La tabella qui sopra riporta la lista di oggetti che sono passati o passeranno entro 0.050 Unità Astronomiche (7.5 milioni di km o 19.5 distanze lunari) dal centro della Terra. Sono evidenziate in rosso le "new entry" e in grassetto i dati modificati. Qui sotto gli stessi dati sono rappresentati in maniera grafica, anche se con una finestra di tempo diversa (simmetrica); sulle ascisse c'è la data di massimo avvicinamento (la linea rossa indica la data attuale), sulle ordinate la distanza in unità lunari; i colori nello sfondo sono gli stessi usati nella tabella. Le dimensioni e il colore dei cerchi indicano le dimensioni dell'oggetto.

 c plot 170322b

 Di seguito, la classifica aggiornata degli incontri più ravvicinati avvenuti nell'ultimo anno; si tratta di oggetti (generalmente molto piccoli) che sono passati a meno di 0,001 Unità Astronomiche (0.39 distanze lunari) dal centro della Terra ovvero ad una altezza inferiore ai 143000 km, il quadruplo di quella in cui orbitano i satelliti geostazionari:

Tab.2) Incontri molto ravvicinati negli ultimi 12 mesi (aggiornata al 22 Marzo 2017)
closest 170323

 

3) Tabelle di rischio / Risk Tables (aggiornato al 22/3)

 Aggiunto un nuovo impattatore in Tab.3, ma il fattore di rischio è sempre troppo basso perchè qualcuno dei potenziali impatti appaia in Tab.4.

 La tabella qui sotto (impattatori) è estratta da quella riportata su http://neo.jpl.nasa.gov/risk/, che contiene quasi 700 oggetti. Qui ne appaiono solo una sessantina, opportunamente filtrati in base alla pericolosità e alla data di primo impatto.

 TAB.3) Potenziali oggetti IMPATTATORI (ordinati secondo la Scala di Palermo)
impactor 170322

 Oltre al filtro basato sulla data del primo possibile impatto (entro 50 anni), il limite inferiore sulla scala di Palermo cumulativa è fissato a -5. La terza ed ultima selezione è quella basata sulla magnitudine assoluta H<27 il che significa un diametro stimato superiore a 14 metri circa; in effetti oggetti più piccoli non costituiscono un reale pericolo poichè generalmente esplodono nell'atmosfera con un "airblast" di potenza contenuta, senza raggiungere la superficie se non in piccoli frammenti relativamente lenti. Il termine "velocità infinito" si riferisce alla velocità di avvicinamento del corpo, prima che subisca una accelerazione da parte della gravità terrestre. Il colore sullo sfondo di ogni casella evidenzia, andando dall'azzurro al fucsia, impattatori di importanza crescente in termini di prossimità temporale, probabilità di impatto, dimensioni, velocità, energia liberata e il valore sulla scala di Torino. La tabella è ordinata in base al valore decrescente della scala di Palermo, che dipende dalla vicinanza temporale, dalle dimensioni e dalla probabilità di impatto. In cima ci sono gli oggetti più "preoccupanti" che, in ogni caso, appartengono generalmente alla categoria di rischio 0 nella scala di Torino, dunuqe non devono generare alcun allarme concreto. Le probabilità di impatto sono quelle cumulative (somma su tutti i possibili impatti) e sono indicate in Parti Per Milione (ppm).

TAB.4) Potenziali IMPATTI in ordine di tempo nei prossimi 50 anni (lo stesso impattatore può apparire ripetutamente)

impact 170301
 

 Per realizzare la tabella 4 dei potenziali eventi d'impatto si è partiti dai quasi 30000 potenziali impatti che scaturiscono dalla lista JPL, filtrando quelli che hanno una probabilità superiore a 1 parte per miliardo (0.001 ppm), una potenza di impatto stimata in almeno 1 Megaton e un valore sulla scala di Palermo superiore a -6; quest'ultima condizione significa che, sulla base degli attuali modelli di distribuzione, nell'intervallo temporale che ci separa dal potenziale impatto la probabilità che un oggetto simile impatti realmente può arrivare ad essere fino ad un milione di volte più grande della probabilità relativa a quel particolare impatto. Naturalmente, se l'impatto è lontano nel tempo, questo fa abbassare il valore sulla scala di Palermo e ne favorisce l'esclusione dalla tabella. Un ultmo filtro è basato sul "Fattore di rischio" (il prodotto della probabilità per la potenza) che deve essere al di sopra di 10 ppm x Mton (soglia che si alza a 30 se l'impatto è previsto tra più di 10 anni). Infine, la colonna relativa al "Condition Code" indica il grado di conoscenza dell'orbita dell'impattatore; il valore 9 indica un'orbita molto grossolana mentre lo zero implica un'orbita molto accurata. Si noti che, soprattutto per gli impatti più vicini nel tempo, l'orbita è incerta e questo significa che il rishio di impatto (piccolo) deriva da questo.

 

4) Statistiche aggiornate / Updated Stats (aggiornato al 2 Marzo)

 Nel mese di Febbraio sono stati scoperti 111 nuovi NEO, tra cui 29 oggetti sopra i 140 metri e 4 PHA (oggetti potenzialmente pericolosi). I trend aggiornati verranno aggiunti in seguito mentre, a fine articolo, ora c'è un nuovo grafico aggiornato sul livello di completezza delle ricerche.

 Di seguito l'andamento del tasso di nuove scoperte degli ultimi 7 anni per le due categorie NEA e PHA, entrambe oltre la magnitudine 22 (140 m); le croci indicano gli incrementi mensili, le curve continue mostrano la media mobile nell'ultimo anno. Evidente l'aumento del rateo di scoperte alla fine del 2014.

 

 Qui sotto, i trend aggiornati mensilmente sul numero di oggetti noti, divisi nelle categorie PHA-KM (oggetti potenzialmente pericolosi con diametro > 1 km), PHA (oggetti pericolosi >140 m), NEC (Comete che si avvicinano alla Terra), NEA 140 (Asteroidi sopra i 140m che si avvicinano all'orbita terrestre ma non sono necessariamente pericolosi) e NEO (Asteroidi+Comete di qualsiasi dimensione): a sinistra i trend recenti (ultimi 7 anni), a destra quelli storici. La curva gialla è un tentativo di interpolare l'andamento dei PHA con un esponenziale negativo che satura verso i 3800 oggetti complessivi con un tempo caratteristico di 28 anni. Fino a tutto il 2014 i dati rispettano l'andamento interpolato mentre, a partire dal 2015, il trend reale si è discostato sensibilmente dalla curva, segno che probabilmente la ricerca è diventata più efficiente; per questo, è stata introdotta una nuova curva (in arancione) che interpola molto meglio gli ultimi dati e si basa su un tempo caratteristico di 18 anni. 

 

 Nel grafico in alto a destra, è stata aggiunta anche una proiezione (in fucsia) che serve a dare una idea di quale dovrebbe essere il tasso di scoperte per soddisfare l'obiettivo NASA di classificare il 90% dei PHA entro la metà del 2020; essa si basa su un tempo caratteristico di soli 2.1 anni e si intuisce che l'obiettivo è palesemente irraggiungibile, poichè richiederebbe, a partire da Dicembre 2016, un tasso di scoperte oltre 9 volte maggiore di quello effettivo!

 Qui sotto, dettaglio delle scoperte negli ultimi 3 anni in base alle dimensioni; c'è anche un sottografico con gli aumenti relativi. Come si vede, gli oggetti medio-piccoli (30-100m) sono quelli che crescono più rapidamente e, fin dall'inizio dell'anno, sono la classe più popolata tra i NEO.

Size 1703

 Infine (e questa è una novità) ecco un grafico aggiornato sul numero di oggetti e sulla completezza delle ricerche in funzione della magnitudine assoluta; naturalmente si tratta di stime sulla presunta popolazione NEO.  La curva blu fornisce la percentuale di oggetti già scoperti per intervalli di 0,5 magnitudini; se guardiamo invece ai valori cumulativi, la percentuale di oggetti noti sopra 1 km (H=17,75) è del 92,7% mentre sopra i 140m (H=22) siamo intorno al 32,5%. Dunque siamo ancora lontani dal conoscere tutti gli oggetti potenzialmente pericolosi!

popolazione2

 Fonte: NEO SciEncE DEfinition TEam – report 2017

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Marco Di Lorenzo (DILO)

Sono laureato in Fisica e insegno questa materia nelle scuole superiori; in passato ho lavorato nel campo dei semiconduttori e dei sensori d'immagine. Appassionato di astronautica e astronomia fin da ragazzo, ho continuato a coltivare queste passioni sul web, elaborando e pubblicando numerose immagini insieme al collega Ken Kremer. E naturalmente amo la fantascienza e la fotografia!

Sito web: https://www.facebook.com/marco.lorenzo.58
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2 commenti

  • Link al commento Marco Di Lorenzo (DILO) Giovedì, 03 Novembre 2016 10:17 inviato da Marco Di Lorenzo (DILO)

    Ovviamente intendevo l'ombra, anche se sarebbe stato bello vederlo entrare spontaneamente in orbita e poterlo studiare da vicino (cosa purtroppo vietata dalle leggi della meccanica celeste!). Grazie per la segnalazione, ho provveduto a correggerla!

  • Link al commento Marco Bruno Mercoledì, 02 Novembre 2016 10:11 inviato da Marco Bruno

    Marco,
    "Poco prima del massimo avvicinamento, l'oggetto è anche entrato nell'orbita terrestre. "
    forse volevi scrivere "nell'ombra terrestre"?

    Grazie comunque dell'aggiornamento, anche questo è passato ben vicino.

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