Giovedì 27 Aprile 2017
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NEO News

Fotomontaggio che mostra il passaggio ravvicinato di un asteroide NEO (Itokawa in questo caso)
Fotomontaggio che mostra il passaggio ravvicinato di un asteroide NEO (Itokawa in questo caso) Image credits: Nasa/Noaa/Discovr/Jaxa - processing: M.Di Lorenzo (DILO)

Notizie e aggiornamenti sugli incontri ravvicinati con oggetti potenzialmente pericolosi e sulla loro catalogazione. Aggiornato al 25 Aprile.

Sommario:

  1. Notizie e approfondimenti
  2. Incontri ravvicinati / Close encounters
  3. Possibili impatti / Risk Tables
  4. Statistiche sulle scoperte / Discovery Stats

 Per una introduzione all'argomento NEO/PHA si rimanda ad un precedente articolo. La maggior parte delle informazioni sono tratte dal nuovo sito JPL dedicato, con occasionali contributi dal NEODys italiano e da IAU Minor Planet Center.

1) Domenica c'è stato un incontro particolarmente ravvicinato (Par.2). Aggiornata la sezione impatti (Par.3): diversi oggetti potrebbero impattare già nel corrente anno e uno risulta particolarmente pericoloso per le grandi dimensioni, anche se le probabilità associate sono comunque molto basse.

2) Incontri Ravvicinati / Close Enncounters (aggiornato al 24 Aprile):

 Quattro "close approachers" scoperti nelle ultime 48 ore, uno di questi (2017 HV2) è passato a solo un terzo della distanza lunare nella notte di domenica ed è stato aggiunto anche in Tab3.

TAB.1) Passaggi ravvicinati negli ultimi 16 e nei prossimi 30 giorni close 170425

 La tabella qui sopra riporta la lista di oggetti che sono passati o passeranno entro 0.050 Unità Astronomiche (7.5 milioni di km o 19.5 distanze lunari) dal centro della Terra. Sono evidenziate in rosso le "new entry" e in grassetto i dati modificati. Qui sotto gli stessi dati sono rappresentati in maniera grafica, anche se con una finestra di tempo diversa (simmetrica); sulle ascisse c'è la data di massimo avvicinamento (la linea rossa indica la data attuale), sulle ordinate la distanza in unità lunari; i colori nello sfondo sono gli stessi usati nella tabella. Le dimensioni e il colore dei cerchi indicano le dimensioni dell'oggetto.

 c plot 170425

 Di seguito, la classifica aggiornata degli incontri più ravvicinati avvenuti nell'ultimo anno; si tratta di oggetti (generalmente molto piccoli) che sono passati a meno di 0,001 Unità Astronomiche (0.39 distanze lunari) dal centro della Terra ovvero ad una altezza inferiore ai 143000 km, il quadruplo di quella in cui orbitano i satelliti geostazionari:

Tab.2) Incontri molto ravvicinati negli ultimi 12 mesi (aggiornata al 25 Aprile 2017)
closest 170425b

 

3) Tabelle di rischio / Risk Tables (aggiornato al 25/4)

 C'è appena stata una revisione delle tabelle, sulla base dei dati aggiornati riportati su https://cneos.jpl.nasa.gov/sentry/. In entrambe le tabelle, per razionalizzare i dati e anche per motivi di spazio, si sono dovuti modificare alcuni criteri di filtro e riorganizzare le informazioni (si veda la descrizione più sotto) .

 Tra i potenziali impattatori in Tab.3, molti sono nuovi e ben 9 di essi presentano il primo possibile impatto nel 2017, segnalati dallo sfondo viola nella colonna "Intervallo temporale". Tra questi, particolarmente preoccupante è 2010 GZ60, un oggetto grande e lento, dall'orbita purtroppo incerta; da qui il gran numero di potenziali impatti, uno dei quali potrebbe avvenire già il prossimo 22 Maggio, anche se con una probabilità molto bassa (1 su 800 milioni); un altro potenziale impatto a Dicembre risulta 10 volte più probabile. Rispetto a ieri, nuove osservazioni hanno fatto salire nella classifica 2017 HT2, principalmente a causa dell'aumentato numero di impatti.

 Per tutti i potenziali impatti, come si vede in Tab.4, il rischio è comunque contenuto e nessuno di essi supera il livello nullo sulla scala di Torino; questo significa che non devono destare alcuna reale preoccupazione e che, semmai, ulteriori misure sono necessarie.

 TAB.3) Potenziali oggetti IMPATTATORI (ordinati secondo la Scala di Palermo cumulativa)
impactor 170425

TAB.4) Potenziali IMPATTI in ordine di tempo (lo stesso impattatore può apparire ripetutamente)

impact 170425b
 

 La prima tabella qui sopra (Tab.3 - Impattatori) è estratta da quella riportata su https://cneos.jpl.nasa.gov/sentry/ che contiene oltre 720 oggetti. Dopo una scrematura basata sulle dimensioni (magnitudine assoluta H<26, ovvero un diametro nominale superiore a 22 metri circa), sulla data del primo possibile impatto (entro 50 anni) e in base alla pericolosità (valore sulla scala di Palermo cumulativa >-5), ne rimangono circa 55. Gli oggetti più piccoli non costituiscono un reale pericolo poichè generalmente esplodono nell'atmosfera con un "airblast" di potenza contenuta, senza raggiungere quote basse o la superficie se non in piccoli frammenti relativamente lenti. Il termine "velocità infinito" si riferisce alla velocità di avvicinamento del corpo, prima che subisca una accelerazione da parte della gravità terrestre. Il colore sullo sfondo di ogni casella evidenzia, andando dal verde al nero, impattatori di importanza crescente in termini di prossimità temporale, probabilità di impatto, dimensioni, velocità, energia liberata e il valore sulla scala di Torino. La tabella è ordinata in base al valore decrescente della scala cumulativa di Palermo, che dipende dalla vicinanza temporale, dalle dimensioni e dalla probabilità di impatto. In cima ci sono gli oggetti più "preoccupanti" che, in ogni caso, appartengono generalmente alla categoria di rischio 0 nella scala di Torino, dunuqe non devono generare alcun allarme concreto. Le probabilità di impatto sono quelle cumulative (somma su tutti i possibili impatti) e sono indicate in Parti Per Milione (ppm).

 Per realizzare la tabella 4 dei potenziali eventi d'impatto si è partiti dalle decine di migliaia di potenziali impatti che scaturiscono dalla lista precedente, filtrando quelli che hanno una probabilità superiore a 1 parte per miliardo (0.001 ppm), una potenza di impatto stimata in almeno 1 Megaton e un valore sulla scala di Palermo superiore a -4; quest'ultima condizione significa che, sulla base degli attuali modelli di distribuzione, nell'intervallo temporale che ci separa dal potenziale impatto la probabilità che un oggetto simile impatti realmente può arrivare ad essere fino a 10000 volte più grande della probabilità relativa a quel particolare tipo di impatto ("fondo naturale"). Naturalmente, se l'impatto è lontano nel tempo, questo fa abbassare il valore sulla scala di Palermo e ne favorisce l'esclusione dalla tabella. Il "Fattore di rischio" (il prodotto della probabilità per la potenza) non è più usato come criterio di selezione ma è un utile indicatore che, a differenza degli indici di Palermo, non è condizionato dalla vicinanza temporale ed esprime l'intrinseca pericolosità dell'impatto. Infine, le nuove colonne "Numero di Osservazioni" e "Intervallo osservativo" forniscono per ogni oggetto la quantità di misure astrometriche e l'ampiezza dell'arco temporale (in giorni) in cui esse si disrtibuiscono; entrambi concorrono a definire il "Condition Code", che indica il grado di conoscenza dell'orbita dell'impattatore: il valore 9 indica un'orbita molto grossolana mentre lo zero implica un'orbita molto accurata. Si noti che, soprattutto per gli impatti più vicini nel tempo, l'orbita è incerta e questo significa che il rishio di impatto (piccolo) deriva da questo; inoltre la lista è letteralmente dominata dai numerosi impatti di pochi oggetti grandi ma con orbita incerte, in particolare il già citato 2010 GZ60. Per questo, la tabella riporta solo i 132 potenziali impatti più vicini nel tempo, mentre la lista originale (che ne contiene ben 289 fino a tutto il 2067) è stata troncata per motivi di spazio.

 

4) Statistiche aggiornate / Updated Stats (aggiornato al 5 Marzo)

 Nel mese di Marzo sono stati scoperti ben 230 nuovi NEO, più del doppio rispetto a Febbraio. Tra questi, ci sono 49 oggetti sopra i 140 metri e 9 PHA (oggetti potenzialmente pericolosi).

 Di seguito l'andamento del tasso di nuove scoperte degli ultimi 7 anni per le due categorie NEA e PHA, entrambe oltre la magnitudine 22 (140 m); le croci indicano gli incrementi mensili, le curve continue mostrano la media mobile nell'ultimo anno. Evidente l'aumento del rateo di scoperte alla fine del 2014.

Rate 1704b
 

 Qui sotto, i trend aggiornati mensilmente sul numero di oggetti noti, divisi nelle categorie PHA-KM (oggetti potenzialmente pericolosi con diametro > 1 km), PHA (oggetti pericolosi >140 m), NEC (Comete che si avvicinano alla Terra), NEA 140 (Asteroidi sopra i 140m che si avvicinano all'orbita terrestre ma non sono necessariamente pericolosi) e NEO (Asteroidi+Comete di qualsiasi dimensione): a sinistra i trend recenti (ultimi 7 anni), a destra quelli storici. La curva gialla è un tentativo di interpolare l'andamento dei PHA con un esponenziale negativo che satura verso i 3800 oggetti complessivi con un tempo caratteristico di 28 anni. Fino a tutto il 2014 i dati rispettano l'andamento interpolato mentre, a partire dal 2015, il trend reale si è discostato sensibilmente dalla curva, segno che probabilmente la ricerca è diventata più efficiente; per questo, è stata introdotta una nuova curva (in arancione) che interpola molto meglio gli ultimi dati e si basa su un tempo caratteristico di 18 anni. 

 Disc 1704

 Nel grafico in alto a destra, è stata aggiunta anche una proiezione (in fucsia) che serve a dare una idea di quale dovrebbe essere il tasso di scoperte per arrivare a classificare il 90% dei PHA entro il 2022; essa si basa su un tempo caratteristico di soli 4 anni e si intuisce che l'obiettivo è palesemente irraggiungibile, poichè richiederebbe un tasso di scoperte circa 4,5 volte maggiore di quello attuale!

 Qui sotto, dettaglio delle scoperte negli ultimi 3 anni in base alle dimensioni; c'è anche un sottografico con gli aumenti relativi. Come si vede, gli oggetti medio-piccoli (30-100m) sono quelli che crescono più rapidamente e, fin dall'inizio dell'anno, sono la classe più popolata tra i NEO.

Size 1703

 Infine, un grafico aggiornato a Marzo 2017 sul numero di oggetti e sulla completezza delle ricerche in funzione della magnitudine assoluta; naturalmente si tratta di stime sulla presunta popolazione NEO.  La curva blu fornisce la percentuale di oggetti già scoperti per intervalli di 0,5 magnitudini; se guardiamo invece ai valori cumulativi, la percentuale di oggetti noti sopra 1 km (H=17,75) è del 92,7% mentre sopra i 140m (H=22) siamo intorno al 32,5%. Dunque siamo ancora lontani dal conoscere tutti gli oggetti potenzialmente pericolosi!

popolazione2

 Fonte: NEO SciEncE DEfinition TEam – report 2017

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Marco Di Lorenzo (DILO)

Sono laureato in Fisica e insegno questa materia nelle scuole superiori; in passato ho lavorato nel campo dei semiconduttori e dei sensori d'immagine. Appassionato di astronautica e astronomia fin da ragazzo, ho continuato a coltivare queste passioni sul web, elaborando e pubblicando numerose immagini insieme al collega Ken Kremer. E naturalmente amo la fantascienza e la fotografia!

Sito web: https://www.facebook.com/marco.lorenzo.58
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2 commenti

  • Link al commento Marco Di Lorenzo (DILO) Giovedì, 03 Novembre 2016 10:17 inviato da Marco Di Lorenzo (DILO)

    Ovviamente intendevo l'ombra, anche se sarebbe stato bello vederlo entrare spontaneamente in orbita e poterlo studiare da vicino (cosa purtroppo vietata dalle leggi della meccanica celeste!). Grazie per la segnalazione, ho provveduto a correggerla!

  • Link al commento Marco Bruno Mercoledì, 02 Novembre 2016 10:11 inviato da Marco Bruno

    Marco,
    "Poco prima del massimo avvicinamento, l'oggetto è anche entrato nell'orbita terrestre. "
    forse volevi scrivere "nell'ombra terrestre"?

    Grazie comunque dell'aggiornamento, anche questo è passato ben vicino.

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