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NEO News

Fotomontaggio che mostra il passaggio ravvicinato di un asteroide NEO (Itokawa in questo caso)
Fotomontaggio che mostra il passaggio ravvicinato di un asteroide NEO (Itokawa in questo caso) Image credits: Nasa/Noaa/Discovr/Jaxa - processing: M.Di Lorenzo (DILO)

Notizie e aggiornamenti sugli incontri ravvicinati con oggetti potenzialmente pericolosi e sulla loro catalogazione. Aggiornato al 18 Settembre.

Sommario:

  1. Notizie e approfondimenti
  2. Incontri ravvicinati / Close encounters
  3. Possibili impatti / Risk Tables
  4. Statistiche sulle scoperte / Discovery Stats

 Per una introduzione all'argomento NEO/PHA si rimanda ad un precedente articolo. La maggior parte delle informazioni sono tratte dal nuovo sito JPL dedicato, con occasionali contributi dal NEODys italiano e da IAU Minor Planet Center.

Le novità sono segnalate in rosso

 

1)  News (18/9):

 Aggiunti ben 9 nuovi incontri ravvicinati (Par.2). Aggiunto un nuovo potenziale impatto (Par.3)

 

2) Incontri Ravvicinati / Close Encounters (aggiornato al 18 Settembre):

 Nelle ultime 60 ore, si sono aggiunti 9 incontri e 8 di questi sono nuovi oggetti; due di loro sono da poco passati a distanze molto ravvicinate. Queste nuove scoperte, da attribuire alla fase lunare favorevole, riempiono finalmente il "buco" di incontri che prima si estendeva dal 14 al 23 Settembre. Per ora, ancora nessuna nuova osservazione per 2012 TC4 nè riscoperte di altri oggetti già noti.

TAB.1) Passaggi ravvicinati negli ultimi 21 e nei prossimi 30 giorni close 170918

 La tabella qui sopra riporta la lista di oggetti che sono passati o passeranno entro 0.050 Unità Astronomiche (7.48 milioni di km o 19.5 distanze lunari) dal centro della Terra. Sono evidenziate in rosso le "new entry" e in grassetto i dati modificati. Qui sotto gli stessi dati sono rappresentati in maniera grafica, anche se con una finestra di tempo diversa (simmetrica); sulle ascisse c'è la data di massimo avvicinamento (la linea rossa indica la data attuale), sulle ordinate la distanza in unità lunari; i colori nello sfondo sono gli stessi usati nella tabella (e sono leggermente cambiati). Le dimensioni e il colore dei cerchi indicano le dimensioni dell'oggetto (ora la scala è leggermente cambiata con la maggior parte degli intervalli pari a 1 magnitudine assoluta, tranne alla fine):

 c plot 170918

 Di seguito, la classifica aggiornata degli incontri più ravvicinati avvenuti nell'ultimo anno; si tratta di oggetti (generalmente molto piccoli) che sono passati a meno di 0,001 Unità Astronomiche (0.39 distanze lunari) dal centro della Terra ovvero ad una altezza inferiore ai 143000 km, il quadruplo di quella in cui orbitano i satelliti geostazionari:

Tab.2) Incontri molto ravvicinati negli ultimi 12 mesi (aggiornata al 20 Agosto 2017)

 closest 170820

3) Tabelle di rischio / Risk Tables (aggiornato al 18/9)

 Nella lista CNEOS si è aggiunto 2017 RO2, un NEO di notevoli dimensioni (quasi un PHA) che, a partire dal 2048, potrebbe impattare la Terra. Tuttavia, come già successo per 2017 QC36, le probabilità di impatto sono minime e l'indice cumulativo di Palermo è troppo basso (-5.62) per apparire nella tabella sottostante; tuttavia, a titolo puramente esemplificativo, il primo potenziale impatto è stato provvisoriamente inserito in fondo alla Tab.4.

 TAB.3) Potenziali oggetti IMPATTATORI (ordinati secondo la Scala di Palermo cumulativa)
impactor 170902

TAB.4) Potenziali IMPATTI in ordine di tempo (lo stesso impattatore può apparire ripetutamente)impact 170918 

 La prima tabella qui sopra (Tab.3 - Impattatori) è estratta in buona parte da quella riportata su https://cneos.jpl.nasa.gov/sentry/. Dopo una scrematura basata sulle dimensioni (magnitudine assoluta H<26, ovvero un diametro nominale superiore a 22 metri circa), sulla data del primo possibile impatto (entro 50 anni) e in base alla pericolosità (valore sulla scala di Palermo cumulativa >-5), ne rimangono circa 55. Gli oggetti più piccoli non costituiscono un reale pericolo poichè generalmente esplodono nell'atmosfera con un "airblast" di potenza contenuta, senza raggiungere quote basse o la superficie se non in piccoli frammenti relativamente lenti; invece oggetti tra 22 e 60 metri (24<H<26), pur non raggiungendo integri la superficie, sviluppano comunque un'onda d'urto capace di fare vittime in un'area mediamente popolata. Il termine "velocità infinito" si riferisce alla velocità di avvicinamento del corpo, prima che subisca una accelerazione da parte della gravità terrestre. Il colore sullo sfondo di ogni casella evidenzia, andando dal verde al nero, impattatori di importanza crescente in termini di prossimità temporale, probabilità di impatto, dimensioni, velocità, energia liberata e il valore sulla scala di Torino. La tabella è ordinata in base al valore decrescente della scala cumulativa di Palermo, che dipende dalla vicinanza temporale, dalle dimensioni e dalla probabilità di impatto. In cima ci sono gli oggetti più "preoccupanti" che, in ogni caso, appartengono generalmente alla categoria di rischio 0 nella scala di Torino, dunque non devono generare alcun allarme concreto. Le probabilità di impatto sono quelle cumulative (somma su tutti i possibili impatti) e sono indicate in Parti Per Milione (ppm).

 Per realizzare la tabella 4 dei potenziali eventi d'impatto si è partiti da oltre un migliaio di potenziali impatti che scaturiscono dalla tabella "VI (Virtual Impactor)" di CNEOS, con limite inferiore di -6 sulla scala di Palermo e magnitudine assoluta inferiore a 26. Successivamente, si sono selezionati i 124 eventi più vicini nel tempo (entro il 2037), tra quelli con una probabilità superiore a 1 parte per miliardo (0.001 ppm), una potenza di impatto stimata in almeno 1 Megaton, un valore sulla scala di Palermo superiore a -5 e fattore di rischio di almeno 10 ppmxMton

 Rispetto alle edizioni precedenti, gli impatti da parte dello stesso oggetto nella stessa data sono stati "accorpati", sommando le probabilità dei vari eventi. Le righe di intestazione sono state inoltre ridimensionate per poter mostrare un paio di impatti in più...

 

4) Statistiche aggiornate / Updated Stats (aggiornato il 3 Settembre)

  Pubblicate le statistiche aggiornate al 1 Settembre; nel mese di Agosto, scoperti ben 143 nuovi NEO ma soltanto 6 sono PHA.

 Disc 1709

 Qui sopra, i trend aggiornati mensilmente sul numero di oggetti noti, divisi nelle categorie PHA (oggetti potenzialmente pericolosi sopra i 140 m), PHA-KM (PHA sopra il km), NEC (Comete che si avvicinano alla Terra), NEA 140 (Asteroidi sopra i 140m che si avvicinano all'orbita terrestre ma non sono necessariamente pericolosi) e NEO (Asteroidi+Comete di qualsiasi dimensione). A sinistra i trend recenti (ultimi 7 anni), a destra in alto quelli storici. La curva gialla è un tentativo di interpolare l'andamento dei PHA con un esponenziale negativo che satura verso i 3800 oggetti complessivi con un tempo caratteristico di 28 anni. Fino a tutto il 2014 i dati rispettano l'andamento interpolato mentre, a partire dal 2015, il trend reale si è discostato sensibilmente dalla curva, segno che probabilmente la ricerca è diventata più efficiente; per questo, è stata introdotta una nuova curva (in arancione) che interpola molto meglio gli ultimi dati e si basa su un tempo caratteristico di 18 anni.

 Questo miglioramento non è assolutamente sufficiente a soddisfare la richiesta del congresso americano (90% dei PHA entro il 2020): di questo passo, come si vede, riusciremo a catalogarne solo il 73% nel 2030 e il recente stallo nella scoperta di nuovi oggetti non depone certo a favore di una accelerazione! 

 Infine, in basso a destra, il tasso di scoperte sempre negli ultimi 7 anni per le due categorie NEA e PHA, entrambe oltre la magnitudine 22 (140 m); le croci indicano gli incrementi mensili, le curve continue mostrano la media mobile nell'ultimo anno.

 Confermato l'inatteso trend regressivo sulle scoperte di nuovi NEA nel corso del 2017, confermato dal grafico sottostante che contiene le scoperte negli ultimi 3 anni ordinate in base alle dimensioni; in particolare, il sottografico con le variazioni percentuali mostra una drastica riduzione nel tasso di scoperte nella categoria 30-100 m

Size 1709

 

 

Altre info su questo post:

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Marco Di Lorenzo (DILO)

Sono laureato in Fisica e insegno questa materia nelle scuole superiori; in passato ho lavorato nel campo dei semiconduttori e dei sensori d'immagine. Appassionato di astronautica e astronomia fin da ragazzo, ho continuato a coltivare queste passioni sul web, elaborando e pubblicando numerose immagini insieme al collega Ken Kremer. E naturalmente amo la fantascienza e la fotografia!

Sito web: https://www.facebook.com/marco.lorenzo.58
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2 commenti

  • Link al commento Marco Di Lorenzo (DILO) Giovedì, 03 Novembre 2016 10:17 inviato da Marco Di Lorenzo (DILO)

    Ovviamente intendevo l'ombra, anche se sarebbe stato bello vederlo entrare spontaneamente in orbita e poterlo studiare da vicino (cosa purtroppo vietata dalle leggi della meccanica celeste!). Grazie per la segnalazione, ho provveduto a correggerla!

  • Link al commento Marco Bruno Mercoledì, 02 Novembre 2016 10:11 inviato da Marco Bruno

    Marco,
    "Poco prima del massimo avvicinamento, l'oggetto è anche entrato nell'orbita terrestre. "
    forse volevi scrivere "nell'ombra terrestre"?

    Grazie comunque dell'aggiornamento, anche questo è passato ben vicino.

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