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Dai terremoti sulla Terra alla vita su Marte

Dai terremoti sulla Terra alla vita su Marte
Crediti: University of Aberdeen

Un'analisi condotta sulle rocce delle isole Isole Ebridi, a largo della costa occidentale della Scozia, ha fornito l'allettante prospettiva che Marte potrebbe ospitare la vita, oggi, sotto la sua superficie.

Lo studio condotto dall'Università di Aberdeen, in collaborazione con la Yale University e la Brock University, ha dimostrato che l'idrogeno, fondamentale per la vita, viene prodotto durante l'attività sismica. Di conseguenza, dato che anche su Marte si verificano terremoti, gli autori ipotizzano che sul Pianeta Rosso potrebbero crearsi condizioni adatte alla vita microbica.

"L'idrogeno è un carburante per i microbi semplici che vivono di questo gas prodotto al di sotto della superficie terrestre in seguito ad un terremoto. Questo è un modello che potrebbe applicarsi a qualsiasi altro pianeta roccioso: su Marte ci sono i cosiddetti Marsquakes che potrebbero produrre idrogeno e quindi potrebbero sostenere la vita sotto la superficie", ha spiegato John Parnell, autore principale del documento.
"Le nostre analisi confermano che stime prudenti sull'attuale attività sismica marziana comportano la produzione di idrogeno utile per i microbi", ha aggiunto.
"La NASA ha in programma di misurare i terremoti su Marte con InSight nel 2018 ed i nostri dati renderanno la missione ancora più interessante".

Evidence for Seismogenic Hydrogen Gas, a Potential Microbial Energy Source on Earth and Mars [abstract]

The oxidation of molecular hydrogen (H2) is thought to be a major source of metabolic energy for life in the deep subsurface on Earth, and it could likewise support any extant biosphere on Mars, where stable habitable environments are probably limited to the subsurface. Faulting and fracturing may stimulate the supply of H2 from several sources. We report the H2 content of fluids present in terrestrial rocks formed by brittle fracturing on fault planes (pseudotachylites and cataclasites), along with protolith control samples. The fluids are dominated by water and include H2 at abundances sufficient to support hydrogenotrophic microorganisms, with strong H2 enrichments in the pseudotachylites compared to the controls. Weaker and less consistent H2 enrichments are observed in the cataclasites, which represent less intense seismic friction than the pseudotachylites. The enrichments agree quantitatively with previous experimental measurements of frictionally driven H2 formation during rock fracturing. We find that conservative estimates of current martian global seismicity predict episodic H2 generation by Marsquakes in quantities useful to hydrogenotrophs over a range of scales and recurrence times. On both Earth and Mars, secondary release of H2 may also accompany the breakdown of ancient fault rocks, which are particularly abundant in the pervasively fractured martian crust. This study strengthens the case for the astrobiological investigation of ancient martian fracture systems. Key Words: Deep biosphere—Faults—Fault rocks—Seismic activity—Hydrogen—Mars. Astrobiology 16, 690–702.

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Elisabetta Bonora

Sono una image processor e science blogger appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro.
In cerca di una nuova occupazione, negli ultimi anni mi sono occupata di digital advertising, web e video analytics.
Dedico il tempo libero alla mia dolcissima bimba Sofia Vega, a questo sito (creato nel 2012 in occasione dello sbarco del rover Curiosity su Marte) ed al processing delle immagini raw scattate dalle sonde e dai rover inviati nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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