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Asteroide 624 Hektor: un complesso mini sistema

Dopo 8 anni di osservazione, gli astronomi del SETI hanno scoperto altre particolarità sull'orbita dell'asteroide 624 Hektor, l'unico finora conosciuto che possiede una luna.

La formazione di questo piccolo sistema, composto da un doppio corpo primario e un piccolo satellite, è ancora un mistero ma il recente studio suggerisce che potrebbe essere un oggetto catturato dalla fascia di Kuiper, prodotto da un rimescolamento del materiale proveniente dai pianeti giganti del nostro Sistema Solare.

Asteroide 624 Hektor

Credit: H. Marchis/F. Marchis

Dopo 8 anni di osservazione, gli astronomi del SETI hanno scoperto altre particolarità sull'orbita dell'asteroide 624 Hektor, l'unico finora conosciuto che possiede una luna.

La formazione di questo piccolo sistema, composto da un doppio corpo primario e un piccolo satellite, è ancora un mistero ma il recente studio, pubblicato il 27 febbraio sulla rivista Astrophysical Letters ("The puzzling mutual orbit of the binary Trojan asteroid (624) Hektor"), suggerisce che potrebbe essere un oggetto catturato dalla fascia di Kuiper, prodotto da un rimescolamento del materiale proveniente dai pianeti giganti del nostro Sistema Solare.

I dati del W. M. Keck Observatory, e quelli di altre osservazioni fotometriche di telescopi terrestri, suggeriscono che l'asteroide e la sua luna si sono formati dalla collisione di due corpi ghiacciati.

Asteroide 624 Hektor e la sua luna

Credit: WMKO/Marchis

Nel 2006, un piccolo gruppo di astronomi del centro Carl Sagan del SETI Institute, guidati da Franck Marchis, utilizzando il telescopio Keck II, di 10 metri di diametro, in cima al Mauna Kea, aveva individuato il piccolo satellite di 12 chilometri di diametro, ancora senza nome.
Da allora, diverse collaborazioni hanno cercato di calcolare l'orbita della luna e determinare l'origine del sistema.

Asteroidi Troiani624 Hektor, scoperto nel 1907 da August Kopff, è il più grande asteroide troiano di Giove, conb un diametro medio di circa 250 chilometri.

Gli asteroidi troiani condividono temporaneamente la loro orbita con quella del pianeta senza mai collidere perché intrappolati nelle regioni (punti di Lagrange di stabilità, L4 e L5) 60 gradi davanti o 60 gradi dietro Giove nella sua orbita intorno al Sole. Sono difficili da studiare perché piccoli e deboli.

In questo caso due erano le sfide più importanti: la prima di ordine tecnico perché la luna può essere osservata solo con il Keck Observatory di cui il team ha usufruito con una disponibilità limitata; la seconda dovuta all'orbita del satellite, così bizzarra da richiedere lo studio di un algoritmo ad hoc.

Secondo i calcoli, la luna orbita stabilmente, per miliardi di anni, intorno al corpo principale ogni 3 giorni, ad una distanza di 600 chilometri, lungo un'ellisse inclinata di quasi 45 gradi rispetto all'equatore dell'asteroide.

Dal 1970 è noto che Hetcor ruota rapidamente, in meno di 7 ore, ed una forma allungata.
Utilizzando il telescopio Keck II, insieme ad un gran numero di osservazioni dal 1957, il team è riuscito a ricostruire un modello preciso della sua forma, sperando così di ottenere anche informazioni sulla sua origine.

L'asteroide sarebbe costituito da due lobi. La luna, quindi, potrebbe essersi formata dal materiale espulso durante la lenta fusione della doppia struttura.
Potrebbe essre composto principalmente da roccia e ghiaccio come gli oggetti della fascia di Kuiper, Tritone e Plutone. Hektor sarebbe poi diventato un asteroide troiano, a sole 5 ​​volte la distanza Terra-Sole, a seguito del rimescolamento su larga scala che si è verificato, agli albori del Sistema Solare, quando i pianeti giganti stavano ancora migrando.

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Elisabetta Bonora

Sono una image processor e science blogger appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro.
Dal 2009 elaboro le immagini raw delle missioni spaziali insieme a Marco Faccin ed ho creato questo blog ad agosto 2012, in occasione dello sbarco del rover Curiosity su Marte.
Per lavoro mi occupo di digital advertising, web e video analytics presso Shiny (SV – Italia) ma passo la maggior parte del tempo libero su questo sito e tra i cataloghi delle foto scattate dalle sonde e dai rover inviati nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

Sito web: https://twitter.com/EliBonora
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