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Marte: 4 miliardi di anni fa era ricco di ossigeno

Da molti anni gli scienziati studiano i meteoriti marziani arrivati sulla Terra ma queste rocce spaziali, anche se classificate come provenienti dal Pianeta Rosso, presentano molte differenze con le rocce studiate sulla superficie dai rover.

Il nichel, che caratterizza la maggior parte delle rocce presenti sul pianeta, è invece contenuto in quantità decisamente minori nei meteoriti provenienti da Marte.

Spirit sol 601 PanCam

Spirit sol 601 PanCam
"Courtesy NASA/JPL-Caltech." processing 2di7 & titanio44

Da molti anni gli scienziati studiano i meteoriti marziani arrivati sulla Terra ma queste rocce spaziali, anche se classificate come provenienti dal Pianeta Rosso, presentano molte differenze con le rocce studiate sulla superficie dai rover.

Il nichel, che caratterizza la maggior parte delle rocce presenti sul pianeta, è invece contenuto in quantità decisamente minori nei meteoriti provenienti da Marte.

Un nuovo studio, presentato ieri 19 giugno, cerca di far luce su questo mistero.

Spirit sol 856 PanCam"Il rover Spirit nel cratere Gusev ha trovato concentrazioni di nichel cinque volte superiori a quelle presente nei meteoriti", spiega Bernard Wood, un geologo dell'Università di Oxford, autore principale dello studio.

Secondo il team, alla base di queste importanti differenze ci sarebbe l'ossigeno e un riciclo dei materiali contenuti all'interno del pianeta.

"Quello che abbiamo dimostrato è che entrambe le rocce, i meteoriti e quelle vulcaniche di superficie, hanno origini simili dall'interno profondo di Marte, ma che le rocce di superficie vengono da un ambiente più ricco di ossigeno, probabilmente causato dal riciclo di materiali contenti ossigeno verso l'interno", aggiunge Wood.

Le vecchie rocce vulcaniche analizzate da Spirit su Marte si sarebbero quindi formate in presenza di abbondante ossigeno più di 3,7 miliardi di anni fa, mentre i meteoriti marziani  provengono da un ambiente più povero di ossigeno e risalgono da 118 a 1.300 milioni anni.

Wood ha cercato di applicare le sue conoscenze geologiche terrestri per capire cosa possa esser accaduto su Marte.

Secondo il team, mentre è possibile che la composizione geologica di Marte vari enormemente da regione a regione, è probabile che le differenze si siano generate attraverso un processo noto come subduzione, attraverso il quale il materiale viene riciclato verso l'interno.
I ricercatori suggeriscono che la superficie di Marte sia stata ossidato molto presto nella storia del pianeta e che, attraverso la subduzione, questo materiale ricco di ossigeno sia stato elaborato verso l'interno poco profondo e riciclato di nuovo in superficie durante le eruzioni di 4.000 milioni di anni fa. I meteoriti marziani, al contrario, sono molto più giovani e sono emersi dal profondo del pianeta, per cui sono stati meno influenzati da questo processo.

"Nel modello il mantello superiore di Marte è stato più ossidato rispetto al mantello più basso, in modo che quando si scioglie la parte superiore si ottiene la composizione di queste antiche rocce e quando si scioglie il mantello inferiore si ottiene la composizione dei meteoriti", spiega Hap McSween, un geologo planetario presso l'Università del Tennessee.

La datazione delle rocce di superficie, dei meteoriti e la teoria del team, è quindi coerente con l'ipotesi che Marte un tempo fosse caldo, umido ed ospitale ma perse molto rapidamente la sua atmosfera.

"Sulla Terra sappiamo che esiste un ciclo dell'ossigeno contenuto nelle rocce interne con la tettonica a placche, attraverso la cosiddetta subduzione. I materiali di superficie ossidati sono spinti verso il basso e così pensiamo che questa è una spiegazione plausibile anche per Marte", sottolinea Wood.

Ma anche se questa ipotesi spiega perché le rocce più antiche si trovano in superficie e le rocce più povere di ossigeno all'interno del pianeta, secondo McSween non ci sarebbe alcuna prova di una tettonica a zolle su Marte. Ricordiamo però lo studio del geologo planetario An Yin secondo il quale la superficie del Pianeta Rosso sarebbe stata modellata dalla tettonica a placche in un "passato recente"... magari proprio nello stesso periodo a cui risalgono i meteoriti marziani rinvenuti sulla Terra.

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Elisabetta Bonora

Sono una image processor e science blogger appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro.
Dal 2009 elaboro le immagini raw delle missioni spaziali insieme a Marco Faccin ed ho creato questo blog ad agosto 2012, in occasione dello sbarco del rover Curiosity su Marte.
Per lavoro mi occupo di digital advertising, web e video analytics presso Shiny (SV – Italia) ma passo la maggior parte del tempo libero su questo sito e tra i cataloghi delle foto scattate dalle sonde e dai rover inviati nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

Sito web: https://twitter.com/EliBonora
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