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L'atmosfera di Marte? Persa nello spazio ma ancora dinamica

Marte ha perso molta della sua atmosfera originaria ma quella rimasta oggi sembra essere ancora molto dinamica ed attiva: questi, i recenti dati rilevati dal rover della NASA Curiosity e presentati ieri, 8 aprile, a Vienna in occasione della European Geosciences Union 2013 General Assembly (EGU 2013).

Curiosity: analisi su John Klein

Credit: NASA/JPL-Caltech/MSSS

Marte ha perso molta della sua atmosfera originaria ma quella rimasta oggi sembra essere ancora molto dinamica ed attiva: questi, i recenti dati rilevati dal rover della NASA Curiosity e presentati ieri, 8 aprile, a Vienna in occasione della European Geosciences Union 2013 General Assembly (EGU 2013).

Il Sample Analysis at Mars (SAM) ha assaggiato nuovamente un campione di aria marziana la settimana scorsa e i risultati hanno fornito le misurazioni più precise mai ottenute degli isotopi di argon (gli isotopi sono varianti dello stesso elemento, con diversi pesi atomici), rafforzando l'ipotesi che il pianeta deve aver perso la maggior parte della sua atmosfera diverso tempo fa ed oggi, ne rimane un guscio rado e sottile, l'1% rispetto alla densità dell'atmosfera terrestre al livello del mare.

"Abbiamo trovato probabilmente la firma più chiara ed evidente della perdita atmosferica su Marte", ha detto Sushil Atreya, ricercatore per il SAM presso l'Università del Michigan, Ann Arbor.

Il SAM ha confermato che l'atmosfera marziana oggi presenta un rapporto argon-36 argon-38 significativamente inferiore rispetto a quello presente in origine nel Sistema Solare.
Questo dato elimina ogni incertezza sulle analisi effettuate dal Viking nel 1976 e sui dati rilevati dai diversi meteoriti marziani: su Marte è avvenuto qualche processo che ha favorito la perdita dell'isotopo più leggero rispetto a quello più pesante, rafforzando l'ipotesi che, in mancanza di un forte campo magnetico, l'atmosfera marziana deve essere stata più sensibile all'erosione del forte vento solare della giovane stella.

Rapporto isotopi argon-36 e argon-38

Credit: NASA/JPL

Grazie alla stazione di monitoraggio REMS (Rover Environmental Monitoring Station), Curiosity sta rilevando diversi dati ambientali ed atmosferici: mentre la temperatura giornaliera è salita costantemente rispetto ad otto mesi fa e non sembra avere un andamento strettamente legato alla posizione del rover, l'umidità è sostanzialmente diversa lungo il tragitto di Curiosity: queste sono le prime misurazioni sistematiche dell'umidità su Marte.

Tracce di dust devil non sono ancora mai state osservate direttamente nel cratere Gale ma i sensori del REMS hanno rilevato il modello dei vortici durante i primi cento giorni marziani di missione, anche se non così frequentemente come avvenuto per gli altri rover.

"Un vortice è un evento molto rapido che avviene in pochi secondi e si verifica mediante una combinazione di pressione, temperatura e oscillazioni di vento e, in alcuni casi, una diminuzione della radiazione ultravioletta", ha detto Javier Gómez-Elvira del Centro de Astrobiología, Madrid, principale ricercatore per il REMS.

La polvere distribuita dal vento è stata esaminata dal laser della Chemistry and Camera (ChemCam): l'energia del laser rimuove la polvere superficiale per esporre il materiale sottostante ma durante questo processo arrivano importanti informazioni anche in merito alla polvere stessa.

"Sapevamo che Marte è rosso a causa di ossidi di ferro nella polvere", spiega Sylvestre Maurice dell'Institut de Recherche en Astrophysique et Planétologie di Toulouse, France, principale responsabile per la ChemCam.
"La ChemCam ha rivelato una complessa composizione chimica della polvere che comprende idrogeno, che può essere sotto forma di gruppi ossidrilici o molecole di acqua".

John Klein - SAM 

Il grafico mostra i principali gas rilasciati durante la quarta porzione della polvere della roccia John Klein, cosegnata al SAM.
Credit: NASA/JPL-Caltech

Così, con il Dynamic Albedo of Neutrons (DAN) è stato studiato un possibile scambio di molecole d'acqua tra l'atmosfera e il suolo.

Per il resto del mese di aprile Curiosity sarà a riposo e continuerà solo le analisi ambientali con il REMS e il DAN, in base ai comandi inviati a marzo, mentre non svolgerà alcun tipo di attività scientifica rilevante a causa della congiunzione Marte - Sole che limita le comunicazioni tra la Terra e il Pianeta Rosso.

Dopo la congiunzione è previsto per Curiosity un nuovo utilizzo del trapano su un target ancora da definire.

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Elisabetta Bonora

Sono una image processor e science blogger appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro.
Dal 2009 elaboro le immagini raw delle missioni spaziali insieme a Marco Faccin ed ho creato questo blog ad agosto 2012, in occasione dello sbarco del rover Curiosity su Marte.
Per lavoro mi occupo di digital advertising, web e video analytics presso Shiny (SV – Italia) ma passo la maggior parte del tempo libero su questo sito e tra i cataloghi delle foto scattate dalle sonde e dai rover inviati nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

Sito web: https://twitter.com/EliBonora
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