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La Cometa del Secolo ISON (C/2012 S1) ripresa dalla sonda della NASA Deep Impact

La sonda della NASA Deep Impact è riuscita a catturare una serie di immagini della cometa ISON (C/2012 S1), recentemente scoperta, già definita la "Cometa del Secolo", una delle comete più brillanti che attraverserà il nostro Sistema Solare interno entro la fine di quest'anno.

Cometa ISON ripresa dalla sonda NASA Deep Impact

Credit: NASA

La sonda della NASA Deep Impact è riuscita a catturare una serie di immagini della cometa ISON (C/2012 S1), recentemente scoperta, già definita la "Cometa del Secolo", una delle comete più brillanti che attraverserà il nostro Sistema Solare interno entro la fine di quest'anno.

"La cometa ISON è stata ripresa da Deep Impact da oltre l'orbita di Giove il 17 e il 18 gennaio", ha spiegato in un'intervista esclusiva a universetoday.com, il Dr. Jim Green, direttore del NASA Planetary Sciences presso il NASA HQ.

"Cercheremo di riprendere ISON con il rover Curiosity da Marte e con altre missioni NASA, lungo il percorso. Dovrebbe essere spettacolare!".

Secondo i calcoli la cometa passerà molto vicino a Marte per cui Curiosity avrà un posto in prima fila! Ma non solo: da Marte gli scienziati saranno in grado di catturare immagini dall'orbita grazie alla sonda MRO (Mars Reconnaissance Orbiter).

Anche la sonda LRO (Lunar Reconnaissance Orbiter) offrirà un altro eccezionale punto di vista.

"Siamo stati tutti entusiasti di riuscire a fare queste osservazioni quando la cometa era ancora a 5 AU dal Sole", ha aggiunto il professor Michael A’Hearn dell'Università del Maryland.

ISON sarebbe così la quarta cometa osservata da Deep Impact.

Cometa Temple 1 anaglyph

Cometa Temple 1 anaglyph
"Courtesy NASA/JPL-California Institute of Tecnology." processing 2di7 & titanio44

Cometa Hartley 2

Cometa Hartley 2
"Courtesy NASA/JPL-California Institute of Tecnology." processing 2di7 & titanio44

Dopo aver condotto un passaggio ravvicinato alla cometa Temple 1 il 4 luglio 2005, ha volato nei pressi di Hartley 2 a novembre 2010 e a gennaio 2012 ha catturato diverse immagini della cometa C/2009 P1 (Garradd).

Deep Impact è riuscita a riprendere, tra il 17 e il 18 gennaio, 146 scatti con il Medium-Resolution Imager (MRI) nell'arco di 36 ore, da una distanza di 793 milioni di chilometri.

Source: youtu.be/OsUqEpK325A

Attraverso l'immagine composita ottenuta dalle diverse osservazioni e depurata dal rumore e dai raggi cosmici (foto in apertura), risulta chiaramente visibile che la cometa ISON sta iniziando a sviluppare una coda.
Lo stack unisce tutte le 146 esposizione con filtro clear di 80 secondi, per un totale di 3,25 ore ed è stato creato allineando i fotogrammi con la cometa al centro della foto.

ISON, scoperta da due astronomi russi il 21 settembre 2012 utilizzando l'International Scientific Optical Network di 40 centimetri, vicino a Kislovodsk, è un agglomerato di polveri e ghiaccio: proviene dalla nube di Oort ai confini del Sistema Solare. La sua orbita è stata probabilmente influenzata da diversi effetti gravitazionali che le hanno fatto intraprendere il viaggio verso di noi. Il grande interrogativo è se riuscirà a sopravvivere o scoppierà in mille pezzi quando si avvicinerà al Sole.

Questa cometa sta offrendo un'opportunità unica per gli scienziati perché è stata scoperta molto tempo prima, quando ancora è nel Sistema Solare esterno.
Transiterà a soli 1,9 milioni di chilometri dal centro del Sole, durante il suo perielio, il prossimo 28 Novembre 2013.

Pur essendo ancora lontano dalla nostra stella, a circa 763 milioni di chilometri, ISON è già attiva: c'è attività di degassamento probabilmente dovuta ad anidride carbonica e rotazione del nucleo.
La coda il 18 gennaio, era già di 64.400 chilometri.
A metà febbraio, nonostante la notevole distanza, gli scienziati inizieranno a raccogliere spettri in IR per osservare ogni cambiamento del nucleo e della sua scia e verificare l'attività di degassamento guidata dalla CO2.

Le comete, spesso definite "dirty snowballs" (letteralmente "palle di neve sporca") sono costituite da quantità variabili di particelle di polvere e ghiaccio che, a sua volta, è composto sia di gas ghiacciati che da acqua congelata.
Secondo le attuali conoscenza scientifiche, quando le comete si iniziano a scaldare, l'acqua ghiacciata si trasforma da ghiaccio solido allo stato gassoso per sublimazione, così vengono rilasciati dei jet di polvere e ghiaccio che riflettono la luce del Sole rendendo visibile la cometa.
In genere, il contenuto d'acqua di una cometa resta congelato fino a quando non arriva entro circa tre volte la distanza Terra - Sole (3 AU) e gli astronomi definiscono questo limite "snow line". A distanze superiori di 3 AU l'attività della cometa dovrebbe invece essere guidata dal monossido di carbonio e dall'anidride carbonica.

Comunque, ISON è destinata ad espandersi fino a diventare visibile in pieno giorno, più luminosa della Luna, con una magnitudine apparente -13 / -15 e una una coda a 90°. Sarà visibile da novembre 2013 a gennaio 2014, sempre che sopravviva al suo massimo avvicinamento al Sole il 28 novembre 2013.
Per la tradizione, potrà essere considerata la cometa di Natale: il 26 dicembre sarà il giorno in cui passerà più vicino alla Terra, a circa 65.000.000 chilometri.

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Elisabetta Bonora

Sono una image processor e science blogger appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro.
Dal 2009 elaboro le immagini raw delle missioni spaziali insieme a Marco Faccin ed ho creato questo blog ad agosto 2012, in occasione dello sbarco del rover Curiosity su Marte.
Per lavoro mi occupo di digital advertising, web e video analytics presso Shiny (SV – Italia) ma passo la maggior parte del tempo libero su questo sito e tra i cataloghi delle foto scattate dalle sonde e dai rover inviati nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

Sito web: https://twitter.com/EliBonora
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