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Spitzer: scoperto un sistema solare con sette pianeti nella zona abitabile

Il sistema della stella TRAPPIST-1.
Il sistema della stella TRAPPIST-1. Crediti: NASA/JPL-Caltech

Sette pianeti delle dimensioni della Terra, orbitanti attorno alla stessa stella a soli 40 anni luce di distanza da noi, tutti nella zona abitabile: questo è l'ultimo bottino del telescopio spaziale Spitzer della NASA, che ieri ne ha dato notizia in una conferenza stampa.

"Rispondere alla domanda 'siamo soli?' è una priorità per la scienza e trovare così tanti pianeti nella zona abitabile [di una stella] in una sola volta è un notevole passo in avanti verso l'obiettivo", ha dichiarato Thomas Zurbuchen del Science Mission Directorate di Washington.

Il sistema si trova nella costellazione dell'Acquario ed orbita attorno ad una nana ultra-fredda, più o meno delle dimensioni di Giove e molto più fredda del Sole, denominata 2MASS J23062928-0502285 o TRAPPIST-1, dal TRAPPIST (TRAnsiting Planets and PlanetesImals Small Telescope), un telescopio robotico di 60 centimetri di diametro installato all’Osservatorio dell’ESO alla La Silla in Cile, che a maggio 2016 aveva già scoperto tre pianeti attorno alla stella. Questi furono convalidati con osservazioni di follow-up e da diversi telescopi, tra cui lo Spitzer che ne riconfermò due e ne individuò altri cinque, portando il numero di pianeti conosciuti a sette.

I dati hanno permesso di misurare con precisione la dimensione dei sette nuovi mondi e di stimare la massa e la densità di sei di loro. La grande notizia è che tutti sembrano essere rocciosi, anche se la massa di quello più lontano ancora non è nota e, tutti sono alla giusta distanza dalla loro stella per poter sostenere acqua allo stato liquido sulla superficie; tre (TRAPPIST-1 e, f, g) ricadono proprio al centro della zona abitabile e potrebbero sostenere interi oceani.
"Le sette meraviglie di TRAPPIST-1 sono i primi sette pianeti delle dimensioni della Terra trovati in orbita attorno ad una stella di questo tipo", ha spiegato Michael Gillon, dell'Università di Liegi (Belgio), autore principale dello studio pubblicato sulla rivista Nature.

Le orbite dei sette esopianeti sono molto vicine tra loro e alla loro stella madre, più vicine della distanza che separa Mercurio dal Sole.
E' probabile, però, che siano in rotazione sincrona, cioè che mostrino alla stella sempre la stessa faccia con condizioni ambientali molto diverse tra i due emisferi, quello perennemente illuminato e quello buio.

Struttura del sistema planetario TRAPPIST-1

Crediti: NASA/JPL-Caltech

Nell'autunno 2016, Spitzer osservò TRAPPIST-1 quasi ininterrottamente per 500 ore.
"Questo è il risultato più emozionante che ho visto in 14 anni di attività del telescopio", ha commentato Sean Carey, direttore del Spitzer Science Center alla Caltech/IPAC in California.
Le osservazioni continueranno il prossimo autunno, in attesa che arrivi il James Webb Space Telescope nel 2018. Nel frattempo, si sono uniti alla caccia anche Hubble, per cercare di individuare eventuali atmosfere di idrogeno tipiche di mondi simili a Nettuno, e il veterano cacciatore di pianeti Kepler.

Seven temperate terrestrial planets around the nearby ultracool dwarf star TRAPPIST-1 [abstract]

One aim of modern astronomy is to detect temperate, Earth-like exoplanets that are well suited for atmospheric characterization. Recently, three Earth-sized planets were detected that transit (that is, pass in front of) a star with a mass just eight per cent that of the Sun, located 12 parsecs away. The transiting configuration of these planets, combined with the Jupiter-like size of their host star—named TRAPPIST-1—makes possible in-depth studies of their atmospheric properties with present-day and future astronomical facilities. Here we report the results of a photometric monitoring campaign of that star from the ground and space. Our observations reveal that at least seven planets with sizes and masses similar to those of Earth revolve around TRAPPIST-1. The six inner planets form a near-resonant chain, such that their orbital periods (1.51, 2.42, 4.04, 6.06, 9.1 and 12.35 days) are near-ratios of small integers. This architecture suggests that the planets formed farther from the star and migrated inwards. Moreover, the seven planets have equilibrium temperatures low enough to make possible the presence of liquid water on their surfaces.

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Elisabetta Bonora

Sono una image processor e science blogger appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro.
In cerca di una nuova occupazione, negli ultimi anni mi sono occupata di digital advertising, web e video analytics.
Dedico il tempo libero alla mia dolcissima bimba Sofia Vega, a questo sito (creato nel 2012 in occasione dello sbarco del rover Curiosity su Marte) ed al processing delle immagini raw scattate dalle sonde e dai rover inviati nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

Sito web: https://twitter.com/EliBonora
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1 commento

  • Link al commento leopoldo Giovedì, 23 Febbraio 2017 09:30 inviato da leopoldo

    adesso il problema è con quale fisica si arriva lì come dice Di Lorenzo ?-:-)

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