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I microbi potrebbero sopravvivere su Marte oggi

I microbi potrebbero sopravvivere su Marte oggi
Crediti: University of Arkansas

"In tutti gli ambienti terrestri vivono dei microrganismi tanto che risulta difficile credere che non ce ne siano là fuori su altri pianeti o lune", ha dichiarato Rebecca Mickol astrobiologo presso l'Arkansas Center for Space and Planetary Sciences dell'Università di Arkansas a Fayetteville, autrice di un documento pubblicato sulla rivista Origins of Life and Evolution of Biospheres. "Ed è per questo che gli organismi più semplici e più antichi della Terra potrebbero sopravvivere anche su Marte".

Il metano nell'atmosfera del Pianeta Rosso è stato rilevato diverse volte ma è sempre rimasto avvolto da un velo di mistero.
"Sulla Terra la maggior parte del metano è stato prodotto dagli organismi passati e presenti e lo stesso potrebbe essere su Marte. Naturalmente ci sono un sacco di possibili alternative per il Pianeta Rosso ma questo non fa altro che rendere la ricerca più emozionante", ha aggiunto Mickol.

Marte è oggi un pianeta arido e freddo ma ci sono prove sufficienti per credere che miliardi di anni fa era ricco di fiumi, laghi e mari e poiché dove c'è acqua c'è vita, alcuni scienziati sono convinti che qualche microrganismo sia stato in grado di nascere e riprodursi fino si nostri giorni.
I metanogeni sono tra i più antichi e semplici della Terra e sono anaerobici, cioè non hanno bisogno di ossigeno. Generalmente prendono energia dall'idrogeno e l'anidride carbonica diventa la fonte principale di produzione di atomi di carbonio utilizzati per creare molecole organiche. Su Marte, potrebbero vivere sotto la superficie, al riparo dalla radiazione ultravioletta che raggiunge il pianeta. Il problema è la bassissima pressione atmosfera, giudicata inospitale per la vita.

Mickol ed il suo team, allora, hanno studiato il tasso di sopravvivenza di quattro specie di metanogeni per circa un anno, a condizioni marziane simulate, sia in termini di chimica che di pressione atmosferica.
Tutti sono sopravvissuti, producendo metano.

Il passo successivo sarà introdurre le temperature marziane negli esperimenti.

Tuttavia, gli autori sottolineano che questa ricerca non dimostra che c'è vita su Marte ma "con l'abbondanza della vita in tutti gli ambienti estremi della Terra, è molto probabile che batteri o minuscoli microrganismi esistano anche da qualche altra parte nell'Universo. Stiamo solo cercando di esplorare questa possibilità".

Low Pressure Tolerance by Methanogens in an Aqueous Environment: Implications for Subsurface Life on Mars [abstract]

The low pressure at the surface of Mars (average: 6 mbar) is one potentially biocidal factor that any extant life on the planet would need to endure. Near subsurface life, while shielded from ultraviolet radiation, would also be exposed to this low pressure environment, as the atmospheric gas-phase pressure increases very gradually with depth. Few studies have focused on low pressure as inhibitory to the growth or survival of organisms. However, recent work has uncovered a potential constraint to bacterial growth below 25 mbar. The study reported here tested the survivability of four methanogen species (Methanothermobacter wolfeii, Methanosarcina barkeri, Methanobacterium formicicum, Methanococcus maripaludis) under low pressure conditions approaching average martian surface pressure (6 mbar – 143 mbar) in an aqueous environment. Each of the four species survived exposure of varying length (3 days – 21 days) at pressures down to 6 mbar. This research is an important stepping-stone to determining if methanogens can actively metabolize/grow under these low pressures. Additionally, the recently discovered recurring slope lineae suggest that liquid water columns may connect the surface to deeper levels in the subsurface. If that is the case, any organism being transported in the water column would encounter the changing pressures during the transport.

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Elisabetta Bonora

Sono una image processor e science blogger appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro.
In cerca di una nuova occupazione, negli ultimi anni mi sono occupata di digital advertising, web e video analytics.
Dedico il tempo libero alla mia dolcissima bimba Sofia Vega, a questo sito (creato nel 2012 in occasione dello sbarco del rover Curiosity su Marte) ed al processing delle immagini raw scattate dalle sonde e dai rover inviati nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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