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NEO a quota 15000, ma non basta!

Andamento del numero di oggetti catolgati negli anni, secondo il sito JPL/NASA, aggiornato al 27/10/16; nell'inserto il dettaglio relativo agli ultimi anni
Andamento del numero di oggetti catolgati negli anni, secondo il sito JPL/NASA, aggiornato al 27/10/16; nell'inserto il dettaglio relativo agli ultimi anni Credit: http://neo.jpl.nasa.gov/stats - Processing: M.Di Lorenzo (DILO)

La notizia di alcuni giorni fa è che il numero di oggetti conosciuti che incrociano l'orbita terrestre ha raggiunto i 15000; è un importante risultato ma c'è ancora tanto da fare per sentirsi "al sicuro". E anche l'Italia non sta a guardare!

 A metà Ottobre il catalogo ufficiale dei NEA (Near Earth Asteroid) ha raggiunto quota 15000 oggetti conosciuti1; i toni dell'annuncio sono stati vagamente trionfalistici, sia sui siti legati alla NASA che quelli dell'ESA (si veda la sitografia in fondo). In effetti, se si guarda il grafico in apertura, il risutato appena raggiunto è notevole, poichè costituisce un incremento di quasi il 50% sul numero di oggetti complessivi nel giro di soli 3 anni; tuttavia, questo numero è al di sotto di quanto pianificato e comunque riguarda il totale degli oggetti con una designazione e un'orbita sufficientemente definita; nel calderone ci sono sia gli oggetti molto grandi e potenzialmente catastrofici (oltre 1 km, curva rossa), sia quelli di dimensioni intermedie e decisamente pericolosi (la curva gialla), sia di quelli sotto i 140m (curva blu), molti dei quali comunque capaci di fare un danno locale consistente in caso di impatto.

 Gli osservatori hanno già scoperto oltre il 90% della popolazione stimata di grandi e pericolosissimi NEO 1km+ (quelli oltre la magnitudo assoluta M=18, un limite convenzionale che corrisponde a circa 1 km di diametro se l'oggetto è un pò più scuro del normale); questo spiega perchè il loro numero non sta crescendo significativamente negli ultimi anni. Le loro orbite sono state misurate con buona precisione e siamo ragionevolmente sicuri che, almeno nell'arco dei prossimi 100 anni, nessuno di essi dovrebbe venirci addosso2. "Il crescente tasso di scoperta è dovuta a ricerche dedicate ai NEO con nuovi telescopi on-line negli ultimi anni", ha detto il NEO Program Observation Manager della NASA Kelly Fast. "Ma mentre stiamo facendo grandi progressi, abbiamo ancora una lunga strada da percorrere".

 Gli astronomi, infatti, stimano che i NEA 140+, asteroidi che misurano almeno 140 metri (M<22) siano circa 27000 e solo il 27% di essi è stato scoperto finora, anche se il tasso di scoperta sta nettamente aumentando da un paio di anni a questa parte come mostrato nella curva azzurra del grafico sottostante.

DISCORATE

Numero di oggetti scoperti mensilmente nelle due categorie NEA140 (in blu) e PHA (arancione), negli ultimi 16 anni; le croci indicano i dati mensili mentre le curve continue sono i valori mediati su 12 mesi. Source: http://neo.jpl.nasa.gov/stats/ - Processing: M. Di Lorenzo (DILO)

 Quella che più interessa, però, è una sottocategoria dei NEA140 chiamata PHA, ovvero gli oggetti potenzialmente pericolosi poichè intersecano effettivamente l'orbita della Terra; si stima ce ne siano quasi 4000, mentre ne conosciamo soli 1740. Ebbene, come mostrato chiaramente dal grafico, il tasso di scoperta dei PHA è ancora molto contenuto e fa fatica a salire. Il congresso dgli Stati Uniti aveva incaricato la NASA di catalogare almeno il 90 per cento dei PHA entro la fine del 2020, ma è molto difficile che ci si riesca perchè con il tasso attuale di circa 125 oggetti all'anno saranno necessari oltre 15 anni.

 "Il tasso di scoperte è stato sostenuto negli ultimissimi anni, con una media di 30 nuovi oggetti a settimana" ha dichiarato Ettore Perozzi, manager del "NEO Coordination Centre" dell'ESA a Roma. "Pochi decenni fa, 30 era il numero di oggetti scoperto in un intero anno, perciò lo sforzo internazionale sta dando i suoi frutti; crediamo che il 90% degli oggetti sopra il km sia già stato scoperto ma, nonostante i recenti traguardi, abiamo scoperto solo il 10% degli oggetti sopra i 100m e meno dell' 1% di quelli sopra i 40m".

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Il numero di nuovi asteroidi NEA di qualsiasi dimensione in funzione dell'anno di scoperta e dell'osservatorio utilizzato - Source: http://neo.jpl.nasa.gov/stats/

 Attualmente, due indagini NEO finanziate dalla NASA, il Catalina Sky Survey e il Panoramic Survey Telescope & Rapid Response System (Pan-STARRS) alle Hawaii, contribuiscono da soli al 90% circa delle nuove scoperte, come mostrato nel grafico qui sopra. Entrambi i progetti hanno aggiornato i loro telescopi nel 2015, migliorando i loro tassi di scoperta come rimarcato sopra. Un recente aggiornamento di uno dei telescopi del Catalina Sky Survey ha comportato una triplicazione del suo tasso di scoperta NEO medio mensile. Quando poi il sistema Pan-STARRS ha incrementato al 90% il tempo di osservazione dedicato alla ricerca NEO, ha aumentato il suo tasso di scoperta di un fattore tre. Pan-Starrs aggiungerà presto un secondo telescopio per la caccia e in questo modo lo sforzo complessivo dovrebbe far aumentare sensibilmente la scoperta di più oggetti piccoli (140 metri o meno). "Anche se nessun NEO noto attualmente comporta un rischio di impatto con la Terra nel corso dei prossimi 100 anni", dice Lindley Johnson, "abbiamo trovato gran parte degli asteroidi più grandi, e ne abbiamo scoperti molti tra i più piccoli, ma ancora ce ne sono parecchi potenzialmente pericolosi da trovare."

 L'ESA contribuisce attraverso il suo programma "Space Situational Awareness" (SSA), l'istituzione del centro in Italia che si occupa anche di detriti in orbita e di "meteorologia spaziale". "Il centro gestisce l'elenco europeo per il rischio, che contiene tutti gli oggetti per i quali la probabilità di effetti sulla Terra non può ancora essere esclusa, seppure bassa", dice Detlef Koschny, portavoce del dipartimento NEO dell'SSA. "C'è solo una piccola probabilità di impatto per qualsiasi oggetto conosciuto nei prossimi 40 anni, ma tutti i NEO che si avvicinio vengono osservati per affinare e capire le loro orbite. Il centro di coordinamento è anche il punto di riferimento per gli studi scientifici necessari per migliorare i servizi di avviso e di fornire i dati quasi in tempo reale di organismi scientifici, organizzazioni internazionali e governative responsabili delle decisioni. Negli ultimi anni, gli astronomi lavorano, sponsorizzati da ESA, su osservazioni di follow-up, confermando nuovi oggetti e ottenendo orbite più affidabili3. Parte di questo lavoro è stato fatto con l'osservatorio dell'ESA a Tenerife nelle Isole Canarie.

fly eye telescope

Modello del telescopio italiano "Fly Eye" - Credit: ESA/Compagnia Generale dello Spazio CGS

 Nei prossimi anni, il ritmo di scoperta è destinato ad aumentare. L'ESA sta sviluppando un nuovo telescopio "ad occhio di mosca" (progettato in Italia) per condurre una rassegna automatizzata in tutto il cielo con i loro grandi campi di vista e che dovrebbe iniziare a funzionrare intorno al 2018 nelle Canarie. Dall'altro capo dell'oceano, Il Large Synoptic Survey Telescope americano, in costruzione in Cile, dovrebbe iniziare la caccia alle rocce spaziali in un prossimo futuro. Questi futuri telescopi offrono la copertura del cielo pressoché totale e dovrebbero avere la profondità d'indagine necessaria per garantire all'umanità che il maggior numero possibile di NEO vengano scoperti e identificati prima di costituire una minaccia4.

 

Annotazioni:

1: Per pura curiosità, il NEO n.15000 è designato 2016 TB57, è stato scoperto all'osservatorio "Mount Lemmon" nell'ambito dalla "Catalina Sky Survey" e misura da 16 a 36 metri; è passato vicino al nostro pianeta poche ore fa, a circa cinque volte la distanza della Luna (come potete leggere nella rubrica NeoNews continuamente aggiornata dal sottoscritto).

2: Come si può vedere alla seconda sezione di NeoNews, l'unico oggetto noto nella categoria NEO>1 km che pone qualche lieve preoccupazione è 2011 SR52, con 4 potenziali impatti a partire dal 2034; la loro porbabilità cumulativa, però, è pressochè trascurabile (meno di 1 parte su 1 miliardo). L'oggetto in cima alla classifica di pericolosità è invece più piccolo (circa 650 m) ma ha una probabilità cumulativa di quasi 1 parte su 1 milione, comunque bassa. Altri oggetti di cui conosciamo meglio l'orbita, come i celebri Apophis e Bennu, non rischiano di venirci addosso prima della seconda metà del secolo.

3: a questo proposito, non va dimenticato il grosso contributo oservativo da parte di astrofili "evoluti" tramite una rete coordinata dal Minor Planet Center.

4: In realtà, come spiegato in un mio precedente articolo, una simile rete osservativa andrebbe necessariamente integrata con un sistema di allarme per impatti imminenti da parte di piccoli oggetti, da realizzare tramite radar o satelliti appositi.

 

Fonti:

http://www.esa.int/Our_Activities/Operations/Space_Situational_Awareness/15_000_space_rocks_and_counting

http://www.jpl.nasa.gov/news/news.php?feature=6664

http://neo.jpl.nasa.gov/stats/

http://www.space.com/27199-europes-fly-eye-asteroid-telescope.html

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Marco Di Lorenzo (DILO)

Sono laureato in Fisica e insegno questa materia nelle scuole superiori; in passato ho lavorato nel campo dei semiconduttori e dei sensori d'immagine. Appassionato di astronautica e astronomia fin da ragazzo, ho continuato a coltivare queste passioni sul web, elaborando e pubblicando numerose immagini insieme al collega Ken Kremer. E naturalmente amo la fantascienza e la fotografia!

Sito web: https://www.facebook.com/marco.lorenzo.58
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