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KIC 8462852 non è l'unica stella con una strana curva di luce

Curva di luce di EPIC 204278916. Il frame superiore mostra l'osservazione completa mentre quello inferiore è un ingrandimento dei primi 25 giorni.
Curva di luce di EPIC 204278916. Il frame superiore mostra l'osservazione completa mentre quello inferiore è un ingrandimento dei primi 25 giorni. Crediti: Scaringi et al., 2016

Una seconda sfera di Dyson? Improbabile ma di sicuro l'insolita curva di luce della stella KIC 8462852 non è la sola ad incuriosire gli astronomi.
La stella chiamata EPIC 204278916 è stata scoperta grazie ai dati della missione K2 del telescopio Kepler, durante una campagna tra il 2 ed il 23 agosto e del 13 novembre 2014. Da allora i suoi strani cali di luminosità sono stati tenuti sotto controllo.

E' una stella giovane, di 5 milioni di anni, pre-sequenza principale di classe spettrale spettrale M1 del sottogruppo Scorpione superiore dell'associazione Scorpius-Centaurus.
Ha le dimensioni del nostro Sole ma solo la metà della sua massa. Le osservazioni di follow-up realizzate con l'Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (ALMA) hanno mostrato che la stella ha attorno un disco inclinato.

Durante gli oltre 78,8 giorni di osservazione, è stato rilevato un oscuramento fino al 65 per cento per circa 25 giorni consecutivi, una situazione intrigata quasi come quella di KIC 8462852. Quest'ultima, detta anche Stella di Tabby dalla ricercatrice della Yale University, Tabetha Boyajian, che aveva annunciato lo scorso anno la scoperta, aveva mostrato tuffi aperiodici al di sotto del 20 per cento del livello e, altre recenti analisi, avevano aggiunto mistero al mistero dimostrando che la stella sta... svanendo!

Simone Scaringi del Max Planck Institute for Extraterrestrial Physics in Germania, che ha guidato lo studio di EPIC 204278916, e colleghi, hanno ipotizzato che "i cali irregolari sono causati dal bordo interno del disco o dal transito di oggetti di tipo cometario in orbite sia circolari che eccentriche". Il team ha anche notato che, a parte l'anomalo tuffo nella curva di luce, durante gli altri giorni di osservazione la variabilità è stata altamente periodica e pertanto potrebbe essere legata alla rotazione della stella.

"E' chiaro che altre osservazioni, sia fotometriche e spettroscopiche, di EPIC 204278916 ed altri giovani oggetti stellari saranno necessari in futuro al fine di stabilire la loro vera origine. In particolare, sarà importante stabilire se i cali di luminosità osservati da Kepler si ripeteranno di nuovo", ha concluso il team.

The peculiar dipping events in the disk-bearing young-stellar object EPIC 204278916 [abstract]

EPIC 204278916 has been serendipitously discovered from its K2 light curve which displays irregular dimmings of up to 65% for ~25 consecutive days out of 78.8 days of observations. For the remaining duration of the observations, the variability is highly periodic and attributed to stellar rotation. The star is a young, low-mass (M-type) pre-main-sequence star with clear evidence of a resolved tilted disk from ALMA observations. We examine the K2 light curve in detail and hypothesise that the irregular dimmings are caused by either a warped inner-disk edge or transiting cometary-like objects in either circular or eccentric orbits. The explanations discussed here are particularly relevant for other recently discovered young objects with similar absorption dips.

D'altra parte quella della sfera di Dyson, ossia una mega-struttura costruita attorno alla stella da una civiltà tecnologicamente molto avanzata, sembra essere una possibilità non tanto convincente anche per Jason Wright, che per primo la propose un anno fa a proposito di KIC 8462852.
In un nuovo documento, uscito il 14 settembre sulla rivista Astrophysical Journal Letters, l'astronomo ed il collega Steinn Sigurdsson, pur non scartando completamente l'ipotesi esotica extraterrestre, prendono in considerazione una serie di altre spiegazioni.

Se l'idea dello sciame cometario è stata da sempre la favorita anche per la Stella di Tabby, i due autori propendono per uno scenario in cui i cali di luminosità osservati nella curva di luce sarebbero dovuti a variazioni di densità nel mezzo interstellare tra noi e la stella, per via di gas e polveri o piccole nubi molecolari.

In ogni caso, Wright e Sigurdsson ritengono che la risposta definitiva potrebbe arrivare dal satellite europeo Gaia, di cui è stato da poco rilasciato il primo catalogo astrofotometrico basato sui dati raccolti nei primi 14 mesi di attività, dal 25 Luglio 2014 al 16 Settembre 2015.

FAMILIES OF PLAUSIBLE SOLUTIONS TO THE PUZZLE OF BOYAJIAN'S STAR [abstract]

Good explanations for the unusual light curve of Boyajian's Star have been hard to find. Recent results by Montet & Simon lend strength and plausibility to the conclusion of Schaefer that in addition to short-term dimmings, the star also experiences large, secular decreases in brightness on decadal timescales. This, combined with a lack of long-wavelength excess in the star's spectral energy distribution, strongly constrains scenarios involving circumstellar material, including hypotheses invoking a spherical cloud of artifacts. We show that the timings of the deepest dimmings appear consistent with being randomly distributed, and that the star's reddening and narrow sodium absorption is consistent with the total, long-term dimming observed. Following Montet & Simon's encouragement to generate alternative hypotheses, we attempt to circumscribe the space of possible explanations with a range of plausibilities, including: a cloud in the outer solar system, structure in the interstellar medium (ISM), natural and artificial material orbiting Boyajian's Star, an intervening object with a large disk, and variations in Boyajian's Star itself. We find the ISM and intervening disk models more plausible than the other natural models.

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Elisabetta Bonora

Sono una image processor e science blogger appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro.
Dal 2009 elaboro le immagini raw delle missioni spaziali insieme a Marco Faccin ed ho creato questo blog ad agosto 2012, in occasione dello sbarco del rover Curiosity su Marte.
Per lavoro mi occupo di digital advertising, web e video analytics presso Shiny (SV – Italia) ma passo la maggior parte del tempo libero su questo sito e tra i cataloghi delle foto scattate dalle sonde e dai rover inviati nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

Sito web: https://twitter.com/EliBonora
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