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Novità sulla curva di luce KIC 8462852

Vi ricordate la curva di luce di KIC 8462852 che aveva suscitato tanto interesse? L'osservatorio Kepler, monitorando la stella per oltre cinque anni, aveva rilevato due episodi insoliti nel 2011 e nel 2013.

Kepler ha generalmente il compito di trovare i pianeti extrasolari: lo fa con il metodo del transito, ossia osserva la diminuzione di segnale nella luminosità della stella quando l'ipotetico pianeta o, più difficile ma possibile, una luna ci passa davanti. Per KIC 8462852 la curva di luce si è mostrata irregolare con con tuffi aperiodici al di sotto il 20% del livello mentre, al contrario, quando si tratta di pianeti la luce bloccata è solo una piccola percentuale e il transito si ripete periodicamente. Queste anomalie hanno aperto un acceso dibattito tra i sostenitori di una nuvola di detriti generata da una grande collisione o di uno sciame di comete, fino ad arrivare ad ipotesi più esotiche come la presenza di una Sfera di Dyson, cioè un involucro costruito attorno alla stella da una civiltà tecnologicamente avanzata per catturarne l'energia.

Tuttavia, la prima teoria sembra non trovare riscontro.
Il telescopio Wide-field Infrared Survey Explorer (WISE), che in infrarosso rileva facilmente il calore di polveri e i detriti, aveva guardato in quella direzione per un breve periodo nel 2010 senza trovare alcuna traccia di collisioni. Stesso risultato per le osservazioni di Spitzer nel 2015, a favore dell'ipotesi cometaria. Come ulteriore prova, secondo alcuni, una stella vicina, a circa 1.000 Unità Astronomiche da KIC 8462852, potrebbe agire con la sua attrazione gravitazionale su un gruppo di comete dormienti.

Ora, un'altra conferma arriva dagli astronomi Mike Dunham, Glen Petitpas e Lars Kristensen del Harvard–Smithsonian Center for Astrophysics (CfA) che hanno cercato le emissioni millimetriche e submillimetriche della polvere calda in tutto in sistema, con il Submillimeter Array e lo SCUBA-2 del telescopio James Clerk Maxwell. Ma anche in questo caso, i risultati sono stati negativi.
La quantità di detriti in orbita sarebbe irrisoria: da meno di un decimo della massa della Luna (10−6 e 10−3 masse terrestri M⊕) attorno a KIC 8462852, a meno di 8 masse terrestri per tutto il sistema stellare (<7.7 M⊕). Secondo gli scienziati, tali ridotte quantità di polvere rendono lo scenario di una collisione planetaria catastrofica molto improbabile favorendo nuovamente la tesi cometaria, anche se ciò implicherebbe il coinvolgimento (altrettanto improbabile!) di circa 30 comete tipo 1/P Halley.
Alla fine, quindi, questo evento così particolare rimane ancora irrisolto e senza prove definitive, lasciando uno spiraglio anche ad altre soluzioni.

Constraints on the circumstellar dust around KIC 8462852 [abstract]

We present millimetre (Submillimeter Array) and submillimetre (SCUBA-2) continuum observations of the peculiar star KIC 8462852 which displayed several deep and aperiodic dips in brightness during the Kepler mission. Our observations are approximately confusion-limited at 850 μm and are the deepest millimetre and submillimetre photometry of the star that has yet been carried out. No significant emission is detected towards KIC 8462852. We determine upper limits for dust between a few 10−6 M and 10−3 M for regions identified as the most likely to host occluding dust clumps and a total overall dust budget of <7.7 M within a radius of 200 au. Such low limits for the inner system make the catastrophic planetary disruption hypothesis unlikely. Integrating over the Kepler light curve we determine that at least 10−9 M of dust is required to cause the observed Q16 dip. This is consistent with the currently most favoured cometary breakup hypothesis, but nevertheless implies the complete breakup of ∼30 Comet 1/P Halley type objects. Finally, in the wide SCUBA-2 field of view we identify another candidate debris disc system that is potentially the largest yet discovered.

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Elisabetta Bonora

Sono una image processor e science blogger appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro.
Dal 2009 elaboro le immagini raw delle missioni spaziali insieme a Marco Faccin ed ho creato questo blog ad agosto 2012, in occasione dello sbarco del rover Curiosity su Marte.
Per lavoro mi occupo di digital advertising, web e video analytics presso Shiny (SV – Italia) ma passo la maggior parte del tempo libero su questo sito e tra i cataloghi delle foto scattate dalle sonde e dai rover inviati nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

Sito web: https://twitter.com/EliBonora
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